Oggi finisco il piccolo reportage dicendo che a vincere e a partire prossimamente per Barcellona alla prossima gara, saranno le ragazze che hanno cucinato la vellutata di cumino. Noi purtroppo non l'abbiamo potuta assaggiare perché eravamo al banchetto a mescere Passione Verdementa dalle bottiglie. Abbiamo assaggiato qualcosa ma soprattutto, terminata la zuppa, abbiamo vagato per il festival.Ed ecco qualche scorcio.
martedì 28 aprile 2009
Zuppe in festa, seconda parte
Oggi finisco il piccolo reportage dicendo che a vincere e a partire prossimamente per Barcellona alla prossima gara, saranno le ragazze che hanno cucinato la vellutata di cumino. Noi purtroppo non l'abbiamo potuta assaggiare perché eravamo al banchetto a mescere Passione Verdementa dalle bottiglie. Abbiamo assaggiato qualcosa ma soprattutto, terminata la zuppa, abbiamo vagato per il festival.Ed ecco qualche scorcio.
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lunedì 27 aprile 2009
Gazpacho verde o verdementa?
E' successo ieri, sabato 25 aprile. Apranzoconbea ha partecipato per la prima volta al Gran Festival Internazionale della Zuppa...ed è arrivato terzo!!! Il mio caro blog ha già vinto un premio così bello e del tutto inaspettato. Ma con Irene, che mi ha supportata in questa avventura, e che ha curato fase dopo fase, dall'immagine alla ricetta, questa partecipazione, abbiamo fatto un una bellissima esperienza. Ieri dalle 11 di mattina a fare i grandi preparativi. E poi dalle 4 del pomeriggio al nostro banchetto che vedete nelle foto...alcune parti almeno.
Un po' di persone ci hanno chiesto la ricetta. Ad alcune abbiamo lasciato l'indirizzo, ad altre no. Ma la promessa è stata mantenuta qui di seguito... Ah, tenete conto che noi abbiamo fatto 10 litri di zuppa con un minipimer...vabbè...non trovavo più la chiave del baule dove era stato riposto la centrifuga dopo l'ultimo trasloco qualche mese fa...ma forse è anche più buona coi pezzettini di cetriolo quasi impercettibili...ma presenti.
Passione Verdementa
x 4 persone
1 cetriolo (i nostri erano di Altedo, come i cipollotti)
1 vasetto di yogurt intero
6 foglioline di menta
due macinate di pepe di venere
sale qb
4/5 gocce di lime
tre grattuggiatine di zenzero fresco
una spolverata di coriandolo in semi macinato
25 dl di acqua
Come?
La sera prima mettere a bagno i cipollotti.
Sbucciare il cetriolo con un taglierino, tagliarlo a metà per il lungo e liberarlo dai semini. Tagliare a pezzetti e versare dentro un recipiente.
Aggiungere un cipollotto tagliato a fettine, pepe, sale, coriandolo, zenzero, lime. Frullare e sminuzzare. Aggiungere l'acqua e frullare ancora. Poi aggiungere lo yogurt e limitarsi a mescolare per incorporare bene.
A questo punto versare il contenuto in una bottiglia, mettere in frigo e servire freddo in bicchieri con cannuccia!
Davvero rinfrescante e per nulla pesante, a differenza di quel che molti pensano sul cetriolo.
Una bella alternativa al succo di pomodoro condito...
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venerdì 24 aprile 2009
Gran Festiva della Zuppa e Passione verdementa

Trenta cetrioli, trenta rametti di menta, 6 mazzetti di ravanelli, rucola, cipollotti, pepe di venere...Afrodisiaco!!! Ecco alcuni indizi che svelano la zuppa che apranzoconbea porterà domani 25 aprile al mitico Gran Festival della Zuppa di Corticella tra via Stoppato e il centro anziani Villa Torchi. Tutta la manifestazione inizia domattina a Villa Torchi alle 10 e l'accettazione delle zuppe comincia alle 15, gli assaggi cominciano alle 17. Noi saremo là con altri 59 zuppanti che hanno aderito a questo evento di grande partecipazione pubblica. Stamattina siamo state con le biciclette in centro a ritirare la materia prima. Un po' di ingredienti ce li ha forniti gratuitamente il signor Santoro Agateno dal suo banchetto n.62 al Mercato delle Erbe in via Ugo Bassi, altri li abbiamo acquistati noi. Di sicuro, però, i 10 litri di zuppa che faremo sono gratuiti per tutti!!! E la raccomandazione è: portatevi la scodella e il cucchiaio da casa. E' importante non produrre ancor più pattume di quel che già c'è.
Ah...un po' di indicazioni su come raggiungere via Stoppato:
autobus 95-97-98 fermata Corticella
autobus 27/A fermata Colombarola e 27/B fermata Marescalchi. 27/C fermata Solari
Dalla tangenziale uscita 6, proseguire per Corticella, via Stoppato si trova sulla destra dopo circa 2km. Si consiglia di parcheggiare nel Parcheggio Marescalchi nei pressi di via Stoppato.
Per più info guardate su Mappy!!!
Ah...un po' di indicazioni su come raggiungere via Stoppato:
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Dalla tangenziale uscita 6, proseguire per Corticella, via Stoppato si trova sulla destra dopo circa 2km. Si consiglia di parcheggiare nel Parcheggio Marescalchi nei pressi di via Stoppato.
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mercoledì 22 aprile 2009
Viaggio a Tokyo, prima parte
E' stata una breve escursione, se tale si può definire. Cinque giorni a Tokyo. Five Days in Tokyo. Potrebbe essere il titolo di una canzone della mia compagna di viaggio Silvia, in arte musicale Miss Plug Inn. Lei potrebbe scriverlo un pezzo dove, come in un caleidoscopio sonoro, passa in rassegna freneticamente tutte le visioni che abbiamo avuto in questa città...grande come il Veneto! Eppure 5 giorni possono dare moltissimo. Se si azzecca il posto dove dormire, se si studia per bene l'itinerario (brava Silvia!) e se si capiscono alcuni trucchetti logistici in questa metropoli che funziona secondo codici ben definiti. In ogni città si deve stare alle regole del luogo. Ecco, per Tokyo è la stessa cosa. E così, ad esempio, bisogna scegliere una linea della metropolitana e servirsi sempre di quella. Ce ne sono circa sei e noi abbiamo optato per la Tokyo Metro Line. Quindi se si usa sempre la stessa (il biglietto giornaliero costa circa 6 euro) non ci saranno sorprese sulle uscite: saprete sempre che dovete uscire alla exit A o B ecc. E la stessa cosa vale nei department store, che naturalmente sono stati parte integrante di questo viaggio "d'ispezione" di una capitale che sia per me che per Silvia aveva un'attrazione basata su riferimenti culturali ben precisi: la moda di Comme des Garcons o Yamamoto, l'arte di Kusama e Takeshi Murakami, i libri di Banana Yoshimoto e Haruki Murakami, i film di Ozu e Miyazaki, tutti i manga e i cartoni anni Ottanta, la musica di Cibo Matto, Hanayo, e Tenko Ueno, cantante carismatica che adoravo negli anni Ottanta e che aveva fondato la band "Mizutama Shobodan" ovvero "Polka-Dot Fire Brigade", tanto per sottolineare la dipendenza dei giapponesi dal pois...Va bene, chiudo qui con certe ragioni per andare a vedere cosa succede nella terra del Sol Levante, anche perché ho sicuramente dimenticato tante cose. E mi concentro su un'altra questione: la cucina.
Ecco, per me Tokyo e con essa un pezzetto del Giappone, è stata soprattutto la scoperta non tanto dell'aspetto gastronomico, che un po', seppure "italianizzato", lo frequentiamo anche a Bologna, quanto dell'attrezzistica per cucinare. Non c'è nulla di differente dalla cucina italiana. Anche noi abbiamo tanti attrezzi...basta pensare a quelli per fare le varie paste. Però per me, quelli giapponesi sono stati una scoperta, soprattutto per il loro lato "pop". Qui tutto è colorato, spiritoso, infantile. Ci sono gattini ovunque. In statuette con la testa che si muove, balzano fuori da composizioni gastronomiche. Quelle che ci sono in vetrina, e che sono solo sculture di cera.
Quindi, tornando agli atterzzi ho scoperto l'esistenza delle forme per fare gli Onigiri, involtini a base di riso e alghe crude, solitamente di forma triangolaree ripieni di riso oppure di pesce o carne. Ho trovato lo shamoji, il mestolo da riso con i puntini in rilievo, vari stampini per fare i Kyraben, ovvero i bento (lunch box) con le faccine (character bento), che sto già immaginando di adattare a qualche ricetta più italiana con devozione alla decorazione. E poi una forma per realizzare da un toast un saccottino tondo ripieno, che in Giappone va moltissimo: anche Muji produce una linea food con questi biscotti ripieni di crema di azuki (ispirati ai classici, buonissimi, che si comprano ovunque, ma con concentrazione in zona del tempio Sensoji, ad Asakusa). Ho trovato anche lo stampino per fare i ravioli cinesi. E tante altre cose meravigliose le ho portate con me, nel cuore. Sarà per la prossima volta! E camminando camminando, ho trovato il quartiere gastronomico: Kappabashi, una lunga strada in Asakusa (fermata metro sulla Ginza Line verso Asakusa, Tawaramachi) detta anche “Dougugai”, ovvero la città degli utensili, che prende il nome dal Kappa, un folletto acquatico simile a una tartaruga (http://it.wikipedia.org/wiki/Kappa). Qui...lasciate ogni speranza o voi ch'entrate, Praticamente ci sono un negozio dopo l'altro dove acquistare tutto ciò che potrebbe servire per aprire un ristorante. E se vi fate prendere dalla smania (anche perché i prezzi sono a noi favorevoli) rischiate di dover acquistare una valigia-baule per trasportare il tutto.

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mercoledì 8 aprile 2009
Pane e pasticcini al Krisstal Bar

La domenica mattina, quando ancora molti dormono e quelli che han fatto le ore piccole da qui son già passati, è una delizia far colazione al Krisstal Bar di piazza Liber Paradisus, a fianco del nuovo comune di Bologna. Il Krisstal Bar, trionfo di cristalli che amo più la mattina che la sera sorge esattamente, sorge esattamente dove un tempo c'era il Link, uno degli spazi autogestiti più belli della Bologna di un tempo. Qui l'autogestione aveva un suo charme unico, anche perché prevedeva un ristorante interno con cucina molto interessante. Si chiamava il Cafè des Ignorantes.
Ma tornando al nostro Krisstal, che si chiama così perchè è tutto un bagliore e per richiamare appunto un certo splendore d'antan, seppur con le sue due "s" molto bulgnais, è un bel posto dove far colazione la domenica mattina. Perché il cappuccino è una delizia, schiuma pannosa che resiste e non si affloscia, scelta di paste dolci o salate vastissima. Possibilità anche la domenica di comprare il pane e la pasta freschi. Questo del "fresco" mi sembra un settore molto ben curato.
Sul servizio ho le idee molto chiare poi: quando son passata al Krisstal per un drink, un pranzo, una cioccolata o un aperitivo...ecco, son rimasta un po' colpita dal pressapochismo di certi camerieri. Troppa agitazione e non rispetto per i clienti. E questo in orari di punta. Una domenica mattina di relax, perché il bar chiude poi alle 13 e riapre la mattina dopo (la domenica fa la dritta dal sabato sera...è qindi anche afterhour), tutto fila liscio. Poi far colazione con calma, leggere il giornale e star seduto sul bancone anche due ore. Nessuno ti scoccia! Ho portato qui due amici inglesi a far colazione e sono rimasti estasiati!
Ma tornando al nostro Krisstal, che si chiama così perchè è tutto un bagliore e per richiamare appunto un certo splendore d'antan, seppur con le sue due "s" molto bulgnais, è un bel posto dove far colazione la domenica mattina. Perché il cappuccino è una delizia, schiuma pannosa che resiste e non si affloscia, scelta di paste dolci o salate vastissima. Possibilità anche la domenica di comprare il pane e la pasta freschi. Questo del "fresco" mi sembra un settore molto ben curato.
Sul servizio ho le idee molto chiare poi: quando son passata al Krisstal per un drink, un pranzo, una cioccolata o un aperitivo...ecco, son rimasta un po' colpita dal pressapochismo di certi camerieri. Troppa agitazione e non rispetto per i clienti. E questo in orari di punta. Una domenica mattina di relax, perché il bar chiude poi alle 13 e riapre la mattina dopo (la domenica fa la dritta dal sabato sera...è qindi anche afterhour), tutto fila liscio. Poi far colazione con calma, leggere il giornale e star seduto sul bancone anche due ore. Nessuno ti scoccia! Ho portato qui due amici inglesi a far colazione e sono rimasti estasiati!
lunedì 6 aprile 2009
Cucina per due: ricette con le ortiche
L'ispirazione mi è venuta sabato pomeriggio, dopo essere stata al Mercato della Terra in Cineteca (via Azzogardino) che si tiene ogni due sabati. C'era il signor Franco del Centro Agrituristico Torre Padrignolo di Sasso Marconi che mi ha raccontato varie storie di erbe ed erbette e tra una parola e l'altra gli ho comprato un bel mazzo di ortiche e un mazzetto di splendida erba cipollina. E visto che l'indomani avrei avuto un pranzo speciale a casa, pranzo della domenica con Bruna, ho deciso che gli ingredienti principali li avevo già tra le mie mani: costo totale 2 euro.
Un mazzo di ortica con circa una ventina di rametti, mi sarebbe bastato per fare almeno tre piatti. E infatti ho preparato: tagliatelline con calamari, ortiche, maggiorana e timo e frittelline con ortiche, menta, aneto e parmigiano. Con l'erba cipollina ho fatto i muffin salati, un esperimento, primissima volta, assolutamente da ripetere. Un pranzo domenicale all'insegna della primavera in cui mi sono anche divertita a giocare con sali e pepi particolari. Domenica il sole era caldissimo.
Qui sotto le ricette delle frittatine e dei muffin.
Frittatine di ortiche
10 frittatine
1/2 cucchiaio di burro
1 scalogno
3 fili di erba cipollina,
20 foglie di ortica
4 uova
parmigiano
una spolverata di pepe della Giamaica
mezzo cucchiaino di fleur de sel polverizzato
Come fare
Sciogliere il burro nella padella e incorporare lo scalogno tagliato a dadini con un pizzico di maggiorana per 5 minuti (lo scalogno deve diventare marroncino e cremoso). Sbattere le uova e unite il pepe, il sale. Poi la cipolla, le ortiche, l'erba cipollina sminuzzata. Mettere un cucchiaio di olio nella padella e scaldarlo.
A questo punto prendere un cucchiaio di composto e versarlo nella padella cercando di arginare i lati per compattarlo. Spolvera di parmigiano. Cuoci da una parte e dall'altra. La parte col parmigiano risulterà dorata.
Muffin all'aneto ed erba cipollina
x 8 muffin
250 gr farina 00
1 uovo
200 ml di latte
3 cucchiai di olio
1 cucchiaio di sale grosso affumicato Pyramid di cipro (a scagliette, sbriciolatelo)
5 fili di erba cipollina
due rametti di aneto
5 foglie di menta
Come fare
Mettere nella terrina la farina. In mezzo l'uovo, il latte, l'olio, il sale. Lavorare con la forchetta e aggiungere ortiche, aneto e menta. Prendere gli stampini da muffin, io uso quelli al silicone che non vanno unti. Infornare a 190 gradi per 40 minuti.
Et voilà!
Un mazzo di ortica con circa una ventina di rametti, mi sarebbe bastato per fare almeno tre piatti. E infatti ho preparato: tagliatelline con calamari, ortiche, maggiorana e timo e frittelline con ortiche, menta, aneto e parmigiano. Con l'erba cipollina ho fatto i muffin salati, un esperimento, primissima volta, assolutamente da ripetere. Un pranzo domenicale all'insegna della primavera in cui mi sono anche divertita a giocare con sali e pepi particolari. Domenica il sole era caldissimo.
Qui sotto le ricette delle frittatine e dei muffin.
Frittatine di ortiche
10 frittatine
1/2 cucchiaio di burro
1 scalogno
3 fili di erba cipollina,
20 foglie di ortica
4 uova
parmigiano
una spolverata di pepe della Giamaica
mezzo cucchiaino di fleur de sel polverizzato
Come fare
Sciogliere il burro nella padella e incorporare lo scalogno tagliato a dadini con un pizzico di maggiorana per 5 minuti (lo scalogno deve diventare marroncino e cremoso). Sbattere le uova e unite il pepe, il sale. Poi la cipolla, le ortiche, l'erba cipollina sminuzzata. Mettere un cucchiaio di olio nella padella e scaldarlo.
A questo punto prendere un cucchiaio di composto e versarlo nella padella cercando di arginare i lati per compattarlo. Spolvera di parmigiano. Cuoci da una parte e dall'altra. La parte col parmigiano risulterà dorata.
Muffin all'aneto ed erba cipollina
x 8 muffin
250 gr farina 00
1 uovo
200 ml di latte
3 cucchiai di olio
1 cucchiaio di sale grosso affumicato Pyramid di cipro (a scagliette, sbriciolatelo)
5 fili di erba cipollina
due rametti di aneto
5 foglie di menta
Come fare
Mettere nella terrina la farina. In mezzo l'uovo, il latte, l'olio, il sale. Lavorare con la forchetta e aggiungere ortiche, aneto e menta. Prendere gli stampini da muffin, io uso quelli al silicone che non vanno unti. Infornare a 190 gradi per 40 minuti.
Et voilà!
venerdì 3 aprile 2009
Spaghetti alla piastra, cucina cinese al Pagoda
In ogni città del mondo, son sicura che tra gruppi di amici, uno degli argomenti più discussi è "qual è il miglior cinese in città". Così è a Bologna, tra amici. Ognuno ha il suo favorito. E spesso, nonostante si abbiano gli stessi gusti culinari, c'è quel senso, secondo me definibile come d'affezione, che ti fa votare un ristorante cinese piuttosto che un altro. Ecco perciò che io vi dirò la mia e mi piacerebbe se voi diceste la vostra.
Qual è il vostro cinese favorito in città? E se non siete di Bologna, avanti copi consigli italiani. Possono fare sempre comodo.
Uno dei miei cinesi in città è quindi La Pagoda, sempre Bolognina town, il mio quartiere. Però nella parte alta, lontana dall'epicentro più propriamento "chinese" dove abito. La Pagoda è in via Arcoveggio 2, vicino a quell'hotel Hc3 dove una notte, come raccontai qualche post fa, son finita a dormire.
Al Pagoda prediligo gamberetti sale e pepe, spaghetti alla piastra con verdure, riso ananas e pinoli. Tutto è comunque particolarmente buono. Ma vi do due dritte importanti, che secondo me sono applicabili a tutti i ristoranti cinese in generale: chiedete di portarvi tutto insieme, sennò vi serviranno all'italiana, prima una portata poi l'altra. Ma a me mangiare i gamberetti senza carboidrato non piace! E la seconda: se siete in due o tre e ordinate lo stesso piatto, specificate "perfavore in tre piatti diversi". Sennò mettono tutto insieme e le porzioni si restringono.
Meglio prenotare, chiuso il mercoledì.
Qual è il vostro cinese favorito in città? E se non siete di Bologna, avanti copi consigli italiani. Possono fare sempre comodo.
Uno dei miei cinesi in città è quindi La Pagoda, sempre Bolognina town, il mio quartiere. Però nella parte alta, lontana dall'epicentro più propriamento "chinese" dove abito. La Pagoda è in via Arcoveggio 2, vicino a quell'hotel Hc3 dove una notte, come raccontai qualche post fa, son finita a dormire.
Al Pagoda prediligo gamberetti sale e pepe, spaghetti alla piastra con verdure, riso ananas e pinoli. Tutto è comunque particolarmente buono. Ma vi do due dritte importanti, che secondo me sono applicabili a tutti i ristoranti cinese in generale: chiedete di portarvi tutto insieme, sennò vi serviranno all'italiana, prima una portata poi l'altra. Ma a me mangiare i gamberetti senza carboidrato non piace! E la seconda: se siete in due o tre e ordinate lo stesso piatto, specificate "perfavore in tre piatti diversi". Sennò mettono tutto insieme e le porzioni si restringono.
Meglio prenotare, chiuso il mercoledì.
giovedì 2 aprile 2009
Bar africano con catering in cineteca
Questa sera proprio una bella causalità. Mi trovo con Stefania al cinema Lumière in via Azzogardino per vedere due film del festival Human Rights Nights che fino al 5 aprile propone film in concorso e non, cose che difficilmente si vedranno in giro, e nella pausa tra un film e l'altro andiamo al baretto che solitamente, durante i festival, viene allestito nell'atrio della biblioteca. Ma questa volta la gestione è molto particolare: è ad opera di Tay:4 Ethnic Group, organizzazione di eventi interculturali e cucina multietnica. Lo chef, probabilmente di nome Tay (in una delle foto), è cuoco a domicilio (3466787786-taygroup@libero.it) e per questo allegro bar di cinefili ha preparato piatti tipici africani. Così, proprio poco fa, toprnata a casa, sono subito andata a fare un po' di ricerca. Quella africana è sicuramente una grossa comunità qui a Bologna. Piatti come il domoda e maffè dal Senegal, anche se il domoda l'ho trovato pure come del Gana, a base di riso, verdure e spezie, Tumtumu, ovvero lenticchie rosse e spezie, Gadarif, melanzane sesamo e arachidi. Ecco queste ultime mi facevano una gran gola...ma erano finite. Così ho ripiegato sulle polpettine Kufta a base di verdure...tipo falafel. Magra consolazione, ma effettivamente se volete trovare qualcosa di buono e vario, meglio andare sulle 20. Prima della visione delle 20,30!
Non aspettatevi un servizio chic...si mangia con piatti e forchette di plastica. Ma tavolini e sedie sono un'altra componente intrigante: tutto ciò che vedete, spesso d'epoca, trionfo di ferro battuto, è in vendita. I prezzi sono altini, però, anche perché tutto arriva dal negozio Freak Andò
Non aspettatevi un servizio chic...si mangia con piatti e forchette di plastica. Ma tavolini e sedie sono un'altra componente intrigante: tutto ciò che vedete, spesso d'epoca, trionfo di ferro battuto, è in vendita. I prezzi sono altini, però, anche perché tutto arriva dal negozio Freak Andò
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mercoledì 1 aprile 2009
A casa di amici: il te delle 5pm da Marco e Bea
Domenica, come già raccontavo nei post precedenti (qui sotto) è stata una giornata molto gustosa. Pioveva e pioveva, ma questo non mi scoraggiava dal voler divertirmi e stare tutto il giorno col sorriso stampato sulle labbra. Così dopo aver cucinato la torta con le fragole, ho fatto un salto dai miei amici Marco e Bea, due persone davvero speciali.Adoro la loro casa, una vecchia fabbrica ripensata in open space pieno di soluzioni decor intriganti, nel centro di Bologna. E sto bene in loro compagnia. Diciamo che li considero un po' i componenti della mia seconda famiglia. O anche: la mia famiglia a Bologna.
Così, con il mio ombrello passeggio sotto i portici, in strade che solitamente sono piene di gente ma che la domenica di pioggia son piuttosto deserte. E giungo nel loro paradiso. Lì tutto si ferma e si distacca dal resto....fin quando non avvisto i pasticcini!!!! Un delizioso cabaret di pasticcini che arrivano freschi freschi da Gamberini, una pasticceria da non perdere assolutamente qui in città.
Poi Bea prepara il te'...che mi fa scegliere tra quattro gusti irresistibili. Io scelgo Pan di Stelle, delicata miscela di tè verdi con stelle di cioccolato bianco, scorze d’arancia, boccioli di rosa, chiodi di garofano e cannella, proveniente dal negozio Strega Te, Date un occhiata alle miscele, vi perderete. Tra i pasticcini battezzo il piccolo pancacke bianco con la frutta secca: noce, pistacchio, mandorla e nocciola. E poi quello al cioccolato con fragola e mirtillo.
Sunday Sweet Sunday.

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