Ventiquattr'ore a Milano




Una settimana è volata. Anzi, quasi dieci giorni dall'ultima ricettina...E io qui ad accumulare esperienze e suggestioni tra cose che mi succedono e cose che leggo in giro, molte tra le pagine dei tanti blog che leggo ogni giorno e di cui vorrei cucinare tutto! Sì, perché sfogliare i diari altrui è davvero un'ispirazione e quando non si ha molto tempo ma si vuole cucinare e per di più si ha anche qualche amica/o a cena e per di più ti è appena arrivato il tavolo dei tuoi sogni che aspetti da agosto e quindi puoi concretamente fare inviti e non limitarti a cucinare e raccontare, ecco insomma che scatta la lettura approfondita delle vite cuciniere degli altri.
Ultimamente mi sono ritrovata però a prendere ispirazione del librino che ho pubblicato, le Ricette delle Nuove Famiglie d'Italia che vedete qui a fianco e che è ricco di ispirazione di ogni tipo. Ci sono cucine straniere e cucine italianissime. Ci sono le cucine delle famiglie e quindi, come le cucine delle/dei blogger amiche/amici, garanzia di qualità. Dopo i falafel di Simone (al post precedente), recentemente ho cucinato anche la torta al cioccolato e fleur de sel di Magalì Zanardi, giovane donna di Bologna che ha partecipato al concorso con il padre (lui aveva presentato le linguine Thai) e l'ha spuntata. Con una torta così, colazione e cena e te del pomeriggio vanno d'amore e d'accordo.



la torta al cioccolato e fleur de sel di Magalì


Ma in generale sono stata un po' lontana dai fornelli. Sono stata impegnatina nella promozione del libro come potete ascoltare qui e leggere qui a pagina 53 e 54 e insomma, sono bei risultati per una pubblicazione di questo genere.
Sono stata anche in giro, permettendomi un giretto a Milano dove sono andata a coltivare due passioni insieme: la musica e la cucina. A volte sembrano così lontane, ma in verità hanno tanti punti in comune: sono cultura, sono arte, sono piacere e ci aiutano a vivere meglio.
A Milano sono andata con l'amica Francesca ad ascoltare M.I.A., artista e performer (ma anche grafica, designer, videoartista...sì insomma, la ragazza si dà da fare) nata in Inghilterra ma di radici tamil. Il locale dove si esibiva era l'Alcatraz e così abbiamo "preso dimora" in un bed and breakfast nel quartiere Isola che pare essere uno dei nuovi quartieri emergenti della città. E il concerto è stato naturalmente il pretesto per una ventiquattr'ore curiosa&culinaria tra negozi, passeggiate e mangiate. Che Milano, quando ci si va, ha sempre qualche idea da regalarti...

il giardino con porcellino della PopHouse

Nella nostra 24ore quindi sono entrate tante cose. La prima, appunto, questo bed and breakfast chiamato PopHouse in via Menabrea 13. E credo si chiami così per la vicinanza con il club per concerti. E' stata la prima bella scoperta suggeritami dall'amica milanese Chiara. Dentro a un portone di quelli grandi in legno con portoncino incorporato, si entra in uno stabile curioso, con case e giardinetti e in fondo il b&b annunciato da un maialino azzurro. Nemmeno 30 euro a testa, vicino alla metro è ideale se andate a Milan.
goloserie e marketing vanno insieme alla Rinascente

La seconda esperienza milanese è stata quella del concerto che è finito a un orario piuttosto decente (adoro quando cominciano alle 9 e mezza!) da permetterci di riuscire a mangiare qualcosa. La nostra meta è stata un ristorante giapponese molto vicino al club e all'albergo. Un jap interessante...perché arredata all'indiana. Inizialmente abbiamo pensato fosse stato un indiano, appunto, trasformato in giapponese e abbiamo - prevenute- storto il naso. Ma poi, facendo due chiacchiere col proprietario, abbiamo capito che lui ama questo stile. E' un vero giapponese e non ha bisogno e voglia di fare un locale come piacerebbe a noi italiani, ovvero molto design e minimale probabilmente.  E' come pensare che in Italia tutti i ristoranti fossero uguali, con mandolini attaccati ovunque e tovaglie a quadrettoni da trattoria. Ognuno lo arreda da sé. Ognuno cucina le sue specialità. Quindi, mangiato bene, apprezzato la diversità.
A letto presto e il giorno dopo alcune cose turistiche, ma a me piacciono le cose turistiche. Saltando a piè pari mostre e gallerie, siamo andate alla Rinascente. Per dare un'occhiata al reparto gourmet, ai ristoranti e al nuovo design department a piano sottoterra. Tutto ciò che mi ha colpito l'ho immortalato. A volte penso che vorrei essere milionaria...però per fortuna che ho la macchina fotografica e mi piace vivere di suggestioni...

risotto arborio con tartufi e funghi in bottiglia, confettura di cotogne in scatola da formaggio, tazzine per cucinare cupcakes e mood retrò che tira fuori la bambina che c'è in me con le pastine zerotre
pescheria da Claudio in via Cusani 1, tel. 028056857...acquisti il pesce, mangi al banco in piedi il pesce marinato e il pesce crudo, vai al ristorante al piano di sopra e ti godi città e menu. Il lunedì è aperta dalle 11 alle 20 e dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 21,30


Finisce il giro alla Rinascente (ci imponiamo la fine perché stiamo morendo dalla fame) e iniziamo il nostro percorso verso la pescheria da Claudio, suggeritaci dall'amica Linda, buongustaia che ha sempre dritte molto carine. Per arrivare in via Cusani il percorso è attraverso Brera, il che ci permette di guardare, curiosare, ammirare. Milano mi piace perché ha delle vetrine grandi, ha negozi spaziosi ma conserva anche piccole botteghe. A volte è persa nel tempo, nonostante la frenesia che l'attraversa.
E così approdiamo alla Pescheria più vecchia della città che nel frattempo è diventata un posto multitasking divisa su due piani con ambienti dalle atmosfere differenti. Al piano terra pescheria per acquisti da portare a casa e pesce/ricco spuntino da mangiare al banco in piedi (ogni piatto 12/13 euro, il frizzantino lo offrono loro) e di sopra enoteca e ristorante. Mangiamo e ci deliziamo e guardiamo perse e sorridenti i grandi granchi/luminarie che ornano il cielo di fronte a Claudio. Si legge dal sito "nel centro storico di Milano, in Via Ponte Vetero 16, sorge la pescheria “da Claudio”, per eccellenza “la pescheria dei milanesi” nel suo genere una delle più belle ed importanti d’Europa, che già negli anni ’60 era in grado di importare direttamente le ostriche dalla Francia e di far pervenire a Milano il salmone vivo dal Canada in 24 ore".
Le 24 ore stanno per scadere...e noi corriamo in stazione! 

Commenti

  1. gnamm! che famina =) bel post!!
    passa a trovarci e buon inizio settimana! bacione
    www.modemuffins.blogspot.com
    MMM

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. ecco, ti invidio.
    vorrei proprio farmi un giretto a Milano questo weekend...da Claudio mi mancava...
    grazie per la dritta...

    una info: ti ricordi quanto costavano le tazzine per fare cupcakes? me ne ero innamorata a londra ma 20 pound erano un tantino eccessivi...

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  4. MMM_grazie ragazze! io vi passo a trovare spessissimo! anzi, vi leggo sempre :)

    Veronica_bastano anche 24 ore, davvero...e prendi una boccata d'aria cara Veronica. Poi c'è anche il LED festival, festival della luce, che non deve essere niente male. Le cupcakes non ricordo bene il prezzo ma sono molto sicura che costano tanto meno che le londinesi!

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  5. ciao Bea ! Vedo che sei stata a Milano a cambiare un po' aria ! ma mi sa che a Bologna si sta meglio ! ciao carissima e buona giornata !!!!

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  6. ciao Rossella! non saprei...ehm ehm...certo che a casetta mia sto molto bene!!!! però vedere cosa succede in giro...spesso...è molto ispirante!

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per me è importante sapere cosa ne pensate! grazie, Bea

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