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| Marco (che non lavora più a Capo Nord ma ha aperto nel settembre 2012 un nuovo posto a San Lazzaro), finalmente ha finito di lavorare verso le 15,30 |
Mi piace molto chiacchierare coi giovani chef.
Certo, avere incontri ravvicinati coi grandi maestri può essere saltante, ma aver la possibilità di cogliere nel loro divenire uomini e donne che faranno il futuro della nostra cucina, è in assoluto un'esperienza elettrizzante. Anche perché incontri persone tanto giovani quanto intraprendenti. Ragazzi o ragazze (anche se gli uomini sono per ora la maggioranza) che hanno viaggiato, sperimentato, incanalato e che sono su una strada di cui conoscono bene la meta.
Gli chef sono anime guidate, non c'è che dire. Percorrono una strada che, giorno per giorno, ha sempre una chiara direzione. Il che mi piace tanto. Poi, tutte le svolte possibili sono ammesse e fantasticamente arricchenti. Avere le idee chiare, sentirsi continuamente presi per mano da una passione, non significa essere chiusi e non pronti all'imprevisto. L'imprevisto, come l'errore - in cucina - spesso porta il meglio.
Con tutti questi pensieri per la testa, ieri, giornata memorabile per il clima, la luce, l'umore della città (vorrei una giornata così come standard tutto l'anno), ho chiacchierato un po' con Marco Zaccaria, 27 anni, chef del Caffè Ristò Caponord, posto di cui vi ho già parlato quest'estate.











