mercoledì 30 novembre 2011

Meringhe di mandorle per signorine urbane in cerca di dolcezza

les macarons

Com'era qualche tempo fa qui in città? "Avvistati i macarons da Gamberini. Ma fanno veramente i macarons al Queoaka? Forse li trovi al Colazione da Bianca". Sembravano merce di contrabbando questi macarons. Solo qui a Bologna ma non nel resto del mondo.
Andavi a Tokyo e trovavi Ladurée con la sala da the appena aperto. All'aeroporto di Parigi ti scontravi col banco dei macarons e ridevi da sola. Poi anche a Palermo alla pasticceria Palazzolo li trovavi al bergamotto...niente di meno. E ragionavi. Ok Parigi, ok Tokyo. Ma se ci sono a Palermo perché non a Bologna? In maniera continuativa, senza dover far la posta perché sennò c'erano e poi non c'erano più.
Poi è arrivato anche il tempo di Bologna. Ora. E da sabato ecco i macarons nel centro della città. Messi in vetrina. Di tutti i colori. Così facilmente a portata di mano, da passeggio, da trasporto. Alla vaniglia bourbon, al profumo di limone di Amalfi, al profumo di violetta, al pistacchio di Bronte, al profumo di rosa. Verdi, viola, marron, beige, gialli, fuxia. Da Rinaldini, in via Altabella.


martedì 29 novembre 2011

Dove sognano le ruspe è spuntata una cucina di quartiere


Ieri sono andata a vedere un film molto bello: "Le nevi del Kilimangiaro" di Robert Guédiguian. Proprio qualche giorno prima mi ero goduta la proiezione di "Miracolo a Le Havre" di Aki Kaurismaki. In due giorni mi sono fatta una flebo di grandi sentimenti, coraggio, ideali e ora mi sento più trasgressiva che mai, perché il buonismo è, di questi tempi, extra-ordinario. E se ci credi appartieni di sicuro a qualche controcultura. Ma il film del regista francese, ispirato al poema di Victor Hugo "Les pauvres gens", mi ha fatto ragionare sulle storie di tutti i giorni, sulle biografie delle persone comuni che sono sempre le più avvincenti. E poi, quando alla fine della proiezione l'attrice Ariane Ascaride ha detto che Guédiguian mette in pratica quello che diceva Cechov, ovvero che se si vuole parlare del mondo bisogna parlare del proprio villaggio, allora mi si è stretto il cuore. E ripeto, le storie delle persone che incroci un giorno per caso e con cui inizi a parlare, sono le più avvincenti.
Come quella del cameriere della Taverna delle Ruspe, la trattoria "racchiusa" dentro al centro Katia Bertasi di via Fioravanti 22 (Bolognina, il mio quartiere) da almeno due anni. E già le ruspe, nella zona dell'ex mercato Ortofrutticolo tutto in trasformazione, si davano un gran daffare.

venerdì 25 novembre 2011

Foodies e bloggers: la rivoluzione digitale corre sui fornelli

fare il pane, un esercizio quotidiano, qui in casa, come la scrittura
cucinare e scrivere: due passioni che coinvolgono sempre più persone, i cosidetti foodbloggers che si incontreranno mercoledì prossimo 30 novembre alle 18 alle Officine Minganti di Bologna nell'ambito di Officine Food






Ve lo confesso. Oggi sono particolarmente emozionata e tanto felice per la trasmissione di questa mattina su Radio Città del Capo alle 11, in compagnia di Nino.
Feliciona perché avrò in collegamento due amiche foodblogger con cui parlerò appunto di cibo e mondo digitale. Di ricette e nuove tecnologie fai da te. Di dosi e materie prime che vengono versate sulla piattaforma di blogger ogni giorno, permettendoci di diffondere la nostra passione nel mondo e di condividerla con tante persone che come noi adorano stare ai fornelli con una causa, anzi più di una: deliziarci, far star bene chi amiamo e soprattutto divertirci. I fornelli noi li amiamo, ma anche la tastiera del computer. Le amiche con cui converserò nella prima parte della trasmissione sono Sabrina di SaporiDivini e Marilù di Polvere di Peperoncino. Entrambe di Bologna, sono, come me, delle persone appassionate e certo non delle critiche patentate e nemmeno delle chef stellate. Ma ormai questi titoli non sono più necessari per parlare di cucina e soprattutto per farla. I manicaretti più buoni si mangiano a casa anche e nei ristoranti si assaggia il di più, quello che probabilmente non abbiamo ancora avuto il coraggio di pensare e le possibilità di preparare. Ma chiaro, noi siamo partime fooders, dobbiamo vedercela con il lavoro che ci permette di mantenerci e nel tempo libero facciamo cucina, sognando a più non posso che lentamente, come nel miglior effetto di dissolvenza incrociata, un ruolo si inverta con l'altro e conquisti la posizione primaria.




giovedì 24 novembre 2011

Il libro gira ancora, ed è ancora tempo di marmellate



Buongiorno a tutte e tutti,
oggi il post è tipo letterina perché le cose corrono e io dietro. Per chi fosse dalle parti di Bologna volevo dire che oggi alle 18 alle Officine Minganti (via Liberazione, via Ferrarese, Bolognina) presenterò il mio libro "Ricette delle Nuove Famiglie d'Italia" in compagnia di altri autori a loro volta accompagnati dai libri nell'ambito di Officine Food. Saremo in quattro e già mi pregusto questo incontro che mi ha scatenato un po' di idee. Sarò con Beatrice Spagnoli e "Bologna in cucina: ricette di famiglia dal 1880", Fabio Bottonelli e "Mangiamo a Bologna" e infine Alves Carpigiani e Elena Iacucci del curioso (che mi suscita curiosità) "Bolli bolli pentolino. Le ricette dei nidi di Bologna".
Se ci riesco farò una cake con la marmellata di mandarini che vedete qui sopra, fatta la scorsa settimana!
Ah.... e sabato, per gli amici di Firenze, sarò alle 12 al Degustibooks.
un bacio e buona giornata
Bea

mercoledì 23 novembre 2011

Estragon: o l'osteria nella campagna di quartiere

le tagliatelle


A volte penso che semmai volessi fare la criticona gastronomica, nella mia vita, avrei dei seri problemi. Proprio perché, come ho già detto svariate volte, non mangio la carne gterrestre e volatile. Dovrei ogni volta copiare gli appunti dei colleghi o addirittura andar sempre "scortata" da qualcuno che mangia carne. Ma visto che lavoro con amore per il mio bloggino, posso tranquillamente per lo più recensire i ristoranti che amo e dove non sono costretta a mangiare solo verdure grigliate (questo è segno, molto spesso, di zone off limits per i vegetariani). A volte accade però anche che mi venga tanta voglia di andare in un posto per il posto in sé. E se si mangia la carne e voglio magari parlarne, beh, vado con la giusta compagnia. Come ieri sera, quando sono uscita con una gran voglia di mangiare fuori ma non andare nel centro della città e ho optato per l'Osteria dell'Estragon...un po' in mezzo alla campagna, ma per me sorta di osteria di "quartiere", perché vicinissima alla Bolognina.


lunedì 21 novembre 2011

Friarielli, margherite e cotture: la pizza a Bologna


pizza salsiccia e friarielli della Bovida


cara Pilar, questo post è naturalmente dedicato a te.
Devi sapere che, dopo la nostra cena alla Bovida la scorsa settimana, non mi sono data pace e mi son messa sulle tracce del vero, autentico, verace, friariello campano. Domandando qua e là, ma solo a persone che mi potessero davvero fornire una risposta GIUSTA. E non come quella che più volte ci è stata servita in pizzeria, nonostante la tua insistenza corretta, essendo tu napoletana e cresciuta a friarielli e pastiera. Fino a quel giorno, per me, il friariello era solo il compagno prediletto della salsiccia su pizza o pasta, dopo quella sera è diventata una missione esistenziale.

Questo post doveva essere il sequel della trasmissione andata in onda su Radio Città del Capo due settimane fa, quando ho affrontato il tema della "miglior pizzeria a Bologna" e quello della pasta madre, assieme a Matteo Aloe del Berberè. Un argomento che suscita sempre molto ardore. Ho lanciato  un annuncio su Facebook la sera prima e poi ho ripreso il tema il giorno dopo in radio: le risposte sono arrivate numerose. Non essendo io una grande esperta di pizza (perché ho sempre dei problemi di pesantezza), ho anche deciso di seguire i consigli degli amici che hanno scritto, per dare inizio al mio acculturamento pizzaiolesco. E così, la ricerca della pizza più buona, si è trasformata anche nella ricerca del friariello perduto.
Dammi un'ossessione e ne farò una crociata.
Riprendendo dalla lista degli amici che hanno partecipato al sondaggio sulla "pizza migliore in città", la classifica ha decretato le migliori (che trovate in fondo al post) e tra queste Bovida, in via Marsala, ha molto attratto la mia attenzione. Tanto da convincere 6 amiche a farci un salto una sera, dopo un aperitivo insieme.

venerdì 18 novembre 2011

Cucina a impatto zero e altre storie



Come molte e molti di voi (a Bologna è piuttosto semplice) la mia spesa quotidiana avviene sempre di più al mercato del quartiere. Verdure e frutta di stagione che in questo periodo sono cavoli declinati per tutte le discendenze (è una famiglia vasta), cime di rapa, porri, insalata, radicchio rosso, zucca, carote (le ultime), peperoni (gli ultimi), mele, pere e così via. Quando cucino, cerco di utilizzare tutto al massimo, senza scartare troppo, anche perché le verdurine non sono coltivate con pesticidi e posso azzardare di mangiare il più possibile.
E mi vengono spesso in mente i cinesi, che da questo punto sono imbattibili: sono capaci di cucinare di tutto e tutto soprattutto, facendone un piattino delizioso.
Quindi, dando un'occhiata al mio sacchettino di "scarti" ho iniziato a pensare come utilizzarli e la prima idea è stata quella di darli in pasto alle mie piante. Successivamente (per dire che quando si cerca qualcosa...prima o poi ti ci imbatti) ho trovato un libro, La cucina a impatto (quasi) zero di Lisa Casali e Tommaso Fara ed è stato illuminante. 

giovedì 17 novembre 2011

Dalla piantagione alla tavoletta: Gianluca Franzoni e Domori, un'eccellenza tutta bolognese

Gianluca Franzoni, presidente della Domori, all'Hacienda San José (foto di Alice Fiorilli). La sua missione? Impedire l'estinzione del cacao pregiato Criollo, le cui bacche si dice fossero quelle coltivate dai Maya. Ne parla oggi alla Feltrinelli


Mi sento un po' come Camilla Baresani, che prima di incontrare Gianluca Franzoni,  per la scrittura del libro Alla ricerca del cacao perduto (Gribaudo, 25 euro) non aveva mai veramente apprezzato il cioccolato. Beh, io non sono così refrattaria come racconta lei nella sua intro "da analfabeta ad adepta", ma di sicuro verso la categoria non nutro un senso di appartenenza come chessò, verso il tè, (per usare una materia di paragone abbastanza appropriata) che sottolinea spesso un momento della mia quotidianità.
Il cioccolato non mi fa gola e solitamente vi ricorro in inverno, quando sento che le energie stanno calando. E in quel ricorro non ci sta certo la crema della crema della tavoletta, perché per me cioccolato significa: baci perugina, la cioccolata calda in tazza anche senza panna, la cioccolata ripiena d'arancia per l'abbinamento. E un tempo c'erano anche gli After Eight. Insomma ho dei gusti un po' commerciali, anche se non disdegno le praline meravigliose e preziose che si incontrano in questi giorni a Bologna, in piazza, in occasione del Cioccoshow. E dire che mia mamma, da piccola, la Nutella me l'ha vietata. E io non l'ho mai praticamente mangiata. Chissà, ne avrei capito di più di cioccolato?
Ma la vita le belle occasioni te le regala, ne ho le prove. Come quella di poter fare un po' di conversazione con Gianluca Franzoni, creatore di un'eccellenza del  cioccolato in Italia, per saperne di più sul suo libro che presenta oggi a Bologna alla libreria Feltrinelli in piazza Galvani 1/h. E poi questa è la sua città, dove tutto iniziò una domenica mattina della sua infanzia...andando a comprare il cioccolato da Majani.


mercoledì 16 novembre 2011

Polpettine di quinoa ripiene di sedano rapa e scalogno



Forse oggi mi voglio fare un po' perdonare da UnoCookBook. 
Che ieri versava qualche lacrimuccia di fronte ai miei granchi molli fritti.
E così oggi: dieta vegana! Che poi io amo la cucina fatta solo di verdure, che è la cucina che mi ha insegnato la mia mamma che mi ha cresciuta ad orto e macrobiotica. Ed eravamo negli anni Settanta (verso la fine....).
Mi piacciono molto le ricette vegane, anche perché la maggior parte delle volte con le verdure puoi combinare di tutto...e anche l'altra sera per tv, ho sentito il tristellato Massimiliano Alajmo, affermare che le verdure sono già il presente e saranno sempre di più il futuro. Non che ci voglia lui per ricordarcelo, ma è interessante ascoltare che pure uno chef come Alajmo vede nel vegetarianesimo la svolta del nostro nutrimento.
Insomma, tornando a noi e al mio fioretto, ecco una ricettina vegan vegan per cui ho tratto ispirazione dalla rubrica Happy Food dell'ultimo D (sabato scorso), mantenendo l'ingrediente principale, la quinoa, la madre di tutti i semi, e modificandone il ripieno, per cui ho utilizzato gli avanzi di sedano rapa, rapa e scalogno utilizzato per un altro giro di pasta tipo questa. Le mie polpettine, inoltre, rispetto a quelle del giornale, sono scure perché avevo a portata di dispensa la quinoa rossa organiza Ancient Harvest, acquistata lo scorso anno in America. Hai proprio ragione UNO...ho la casa piena di ingredienti...ma  prima o poi servono! 

lunedì 14 novembre 2011

Granchi molli fritti e luna rossa per una gita a Chioggia

la laguna

Sabato scorso sono fuggita.
Davvero mi sentivo così, mentre andavo a fare una gita bellissima che già da programma mi rendeva parecchio felice.
Avevo proprio voglia di lasciarmi Bologna alle spalle, sentimento che mi cattura quando il lavoro è stato particolarmente faticoso e mi ha impegnato davvero troppo razionalità ed emozioni.
E fuga, comunque, non poteva che essere più bella. Destinazione Chioggia.
Sulle suggestioni di due amici, Laura e Giorgio, che me l'hanno raccontata. E di un film che ho visto recentemente, Io sono Li. Chioggia fa da sfondo all'integrazione tra cinesi e italiani e in mezzo c'è la storia di un uomo slavo, un pescatore, la vera faccia di una solitudine senza comunità.

Farrette con zucca, sedano rapa e uvette al profumo di curry



Decidere cosa cucinare a seconda di quel che si trova al mercatino dei coltivatori indipendenti è una modalità che sto davvero scoprendo quest'anno. Mi rendo conto che fino a qualche tempo fa ero molto più del tipo: stasera mi andrebbe questo...reperivo gli ingredienti e cucinavo. Certo, mi capita ancora di aver voglia di pomodori a novembre...però mi accorgo che vado una volta alla settimana al mercato, compro massimo 10 euro di verdure e con questa sorta di "cassettina" tipo GAS che mi compongo, sforno il fabbisogno della settimana. Cui aggiungo naturalmente il pane che ho ricominciato a farmi in casa acquistando le farine al mercato o al Natura Sì, un po' di formaggio che compro sempre al mercatino, della pasta magari...e naturalmente qualche ingrediente che compro nei market asiatici (ad esempio il tofu, lo zenzero, il bok choy, germogli di soia) cui non so resistere.
Per di più mi piacciono tanto tutte queste radici che si trovano. Dalle forme  tenere e dalle provenienze miste. Adoro il sedano rapa, il cavolo rapa, la zucca, la rapa, la mizuna, il daikon, lo scalogno, i piccoli peperoni che son così piccoli perché sono gli ultimissimi...dopodichè...ci ritroviamo prossima stagione calda!
Il piatto di oggi è quindi il risultato di questa ultima spesa.

giovedì 10 novembre 2011

Le tante vite di un blog e la cura della pasta madre


la pizza di berberè

Oggi è l'11-11-11. Il giorno del grande uno. Una data palindroma che si legge da sinistra a destra e da destra a sinistra. Mi piace questa data e seguo la corrente che le affida potere di cambiamento, trasformazione e un'accezione straordinaria. La Cabala secondo cui l'11 è il numero della conoscenza e i Tarocchi dove l1 corrisponde alla forza.
Per me questa giornata è da ricordare.
Da oggi, infatti, il mio Apranzoconbea assume una nuova ennesima personalità. Dopo essere diventata radio, oggi diventa carta su un giornale cui sono piuttosto legata, il Resto del Carlino.

Baked potato alla bolognese e pad thai: è arrivato il Simply Life



Arriva il nuovo...e non solo in Bolognina.
Tracce di nuovo design gastronomico e cucina per alleviare la fretta giornaliera, dalle parti di via Sant'Isaia, in via Frassinago 2/c, dove da nemmeno una settimana ha aperto "Simply Life", take away/mangia sul posto, che - più in piccolo- mette insieme quelle caratteristiche che già abbiamo conosciuto al Koko e che ci sono molto piaciute.
Simply Life, lo dice il nome, è per la vita semplice. E, devo dire, nonostante il menu schedulato a seconda dei momenti della giornata secondo un'alternarsi di piatti più o meno leggeri (si mangia dalle 12 alle 22 se ho ben capito dalla lista cartacea rosa-bianco-fuxia scritta sia in italiano che in inglese), la proposta delle portate è davvero all'insegna della semplicità. Anche laddove si tratti di cucina giapponese o cinese, con incursioni di tailandese, spagnola, portoghese, americana e italiana, naturalmente.

martedì 8 novembre 2011

Zuppa di gamberi, bok choy e noodles...con tanto zenzero




Questa zuppa la sognavo da un po'. E' tipo quella che si mangia in Giappone, detta ramen soup o magari anche udon o soba soup. Tutti e tre i nomi sono sinonimi di noodles, ovvero tagliolini fatti con la farina di frumento, il sale, l'acqua. Sono una di quelle materie prime che creano un link tra CIna e Giappone, soprattutto perché proprio dalla Cina sono arrivati in Giappone tanto tempo fa diventando ramen e addirittura, nel 1958, diventando "istantanei" e aggiudicandosi il titolo della più grande invenzione del ventesimo secolo. Ma non mi dilungherò troppo sull'origine dei noodles che potete approfondire qui. Preferisco parlare di questa ricetta, assemblata da me secondo ricordi gustativi, che per questa stagione è ideale. Per me è anche una scusa per cucinare il delizioso e carinissimo (nel senso proprio di kawaii, alla giapponese) bok choy (che so piacere tanto anche all'amica Silvia, quella che abita in America :))), ovvero il cavolo cinese ricco di vitamine e dal sapore delicato che acquisto facilmente nei market cinesi di cui è pieno il mio quartiere. E per mangiare lo zenzero anche in questa salsa...non solo te' o marmellate insomma!


lunedì 7 novembre 2011

Farina di castagne, uvette, brandy: ecco la cake d'autunno



La cake è una delle preparazioni dolci che preferisco. E sono sicura che sia una "favorita" di molte/molti food blogger e non solo. Perchè? Per la sua capacità di lasciare libera la fantasia di chi la prepara, per voler bene all'improvvisazione, per accettare con felicità i resti di un frigo che incorpora con amorevolezza, amalgamandoli dolcemente a quegli ingredienti però fondamentali per la sua riuscita: farina, olio o burro, lievito o cremortartaro. In dosi piuttosto precise. Poi si possono aggiungere le uova (ma anche no), lo zucchero se si vuole dolce o il sale+groviera/emmenthal- se si vuole salata. Il ripieno che le vorrete regalare, invece, dipende solo dalla vostra voglia o disponibilità di materia prima.
Ecco perché adoro la cake. Perché mi piace molto l'improvvisazione e mi piace il risultato, che con una cake è sempre assicurato.


venerdì 4 novembre 2011

Cosa significa per voi mangiare sano?

siamo quel che mangiamo?

Se ne sente sempre più parlare: cucina naturale, mangiare sano, chilometro zero, genuino, biologico, biodinamico. E sempre più persone decidono di abbandonare la grande distribuzione, almeno per l'acquisto di verdure, latte, formaggi, pane e farine ( ma anche vino e birra) e frequentare il mercatino settimanale vicino a casa, oppure partecipare ai GAS (gruppi d'acquisto solidale) o ancora acquistare presso i supermercati come Natura Si, catena leader del bio in Italia, che offrono prodotti sani, di cui fidarsi, anche se spesso i prezzi non sono proprio accessibili. Poi è in atto tutta una trasformazione nella dieta italiana, con sempre più persone che si convertono al vegetarianismo, al veganismo e addirittura al crudismo (a proposito, guardate qui). Ma c'è anche chi, nella parola "sano", non trova per forza un significato escludente verso la carne.
Pare che quello del BIO sia uno dei settori in crescita in un momento dove altre voci registrano una grande crisi. Il bio cresce più dell'alimentazione tradizionale.

giovedì 3 novembre 2011

Il senso del tempo per Leone: sapori amalfitani in Portanova

Leone Basilio


Il Cafè du Midi è davvero un "a pranzo con Bea".
Al ristorante-pizzeria di via Portanova 4, zona centro di Bologna parallela di via Ugo Bassi, ho spesso pranzato con la mia amica Bea... per chiacchiere d'amicizia, progetti di lavoro, pettegolezzi all'ultimo secondo, ultime news sulle magie dell'universo. Ci ho anche pranzato per il mio ultimo compleanno lo scorso luglio. Ed è sempre stato un pranzo delizioso, sia per l'atmosfera che per le proposte del menu.
Il Cafè du Midi, per chi non lo sapesse, è infatti un angolo d'Amalfi nel centro della città. E il suo indiscusso regnante è Leone Basilio, originario proprio della città campana, che qui è subentrato alla passata gestione (attualmente al Console) nel 2009.
Leone è un fine parlatore, oltre che pasticcere e ristoratore secondo tradizione di famiglia. Ed è un devoto del tempo...che passa, che segna le giornate, che scandisce la vita. Ecco perché ci sono orologi alla parete...e badate bene...non di quelli che stilosamente ci ricordano che ora fa a New York o a Tokyo. Qui il tempo è casuale, disconnesso, relativo. "Se perdi il senso del tempo - afferma Leone - perdi la bussola e non ce la fai chiù!". Sarà per questo che lui ha deciso di restare aperto 365 giorni all'anno (e notare: ha aperto il primo gennaio del 2009)...come la farmacia comunale. Del Cafè du Midi può esserci bisogno...sempre.