venerdì 30 dicembre 2011

Tiriamo le somme: Bologna e le dieci idee food del 2011






Beh, che si fa a questo punto dell'anno con un blog di cucina? o In una radio? O in un giornale? Si stilano classifiche. Si dice cosa è stato il meglio per sé. E si condivide con gli altri.
Per me le top 5 o 10 sono sempre utilissime perché controllo se mi son persa qualcosa. E succede spesso.
Sicuramente mi sarò persa qualcosa a Bologna in questo 2011, ma sapete, le mie gite alla scoperta di cose belle le faccio in bici e arrivo dove posso. Poi ci sono i contatti con le amiche e gli amici che ti danno dritte bellissime e sono davvero carini perché stanno al gioco. Insomma, le varie strade si intersecano e prendono vita qui sul blog. Questo è stato un anno sorprendente per me, lo ammetto. Le montagne russe a confronto... E guardandomi indietro vedo cose incredibili che ho vissuto e ho superato. Persone meravigliose incontrate, amicizie approfondite, idee folgoranti nate e cibi confortevoli mangiati.
Cercherò di riassumere un anno in 10 mete. Non solo ristoranti, ma anche esperienze gastronomiche vissute in città. Indimenticabuili. Bologna, quest'anno, non si è risparmiata.
Apranzoconbea vorrei fosse sempre e ancora questo. Buon 2012!

Ah...di questo parleremo anche in Radio questa mattina alle 11 con il mio amico Nino che mi ospita in trasmissione dalle 11 alle 11,30. L'ultima dell'anno. E ci saranno degli ospiti. Buon ascolto!

giovedì 29 dicembre 2011

Torta di mandarini con pere e scaglie di cioccolata





Domani parto per qualche giorno. Direzione Costa Azzurra e poi Provenza.
Arrivo a Marsiglia, città meticcia.
Prima di lasciare casa ho alcune cose da fare. Voglio finire un po' di cose che ho in frigo per non ritrovare materie prime avvizzite al mio ritorno. Così ecco l'idea per questa torta con cui farò un regalo. Ieri ho comprato i mandarini al mercato, mi è rimasta una pera in frigo e di cioccolata quest'anno me ne hanno regalata davvero tanta. Ecco gli ingredienti ideali per la torta che voglio fare. Profumerà di agrumi e avrà un cuore caldo di cioccolata e pere.
Il risultato, visto l'uso di succo di mandarino è una torta non molto alta, ma perfetta per la mia colazione.
Le pere rimangono in fondo e il cioccolato...mah! devo ancora arrivare al cuore della torta. Il pezzettino che ho assaggiato era di prova...

mercoledì 28 dicembre 2011

Una gita in via Rialto, tra pasta fresca, un salotto inglese e un bistrot parisien


Appena prima di Natale sono andata a fare una gita in via Rialto.
Ma come una gita Bea? E' una strada di Bologna. E nemmeno tanto grande.
Sì, però è piena di attrattive. E come un paesino arroccato sulla montagna dove vive gente speciale, un po' artista, un po' anarchica. Molto bohème.
Anche qui in via Rialto la pop-olazione non scherza.
Basta dire che  gli abitanti della via hanno ottenuto, tutti insieme, che questo Natale si accendessero le luminarie, per la prima volta, verso il cielo. Una lavoro di squadra. Un gesto d'amore per la comunità.
E non crediate che vi basti un'oretta per far tutto in via Rialto. Prendetevi una fetta di pomeriggio e fateci un salto. Magari cominciando dalla Gallina Bolognese, la rosticceria e gastronomia con laboratorio di pasta fresca al civico 54/B, proprio in cima.


martedì 27 dicembre 2011

Idee per tortelli prima che scocchi la mezzanotte



Vorrei dire...quanto ho mangiato queste feste! E invece no. Niente abbuffate, ma mangiato bene, quello sì.
Me ne sono rimasta a Bologna, niente visita ai genitori laggiù nella bella Pantelleria. Del resto a pensarci, forse con quei 450 euro riesco ad andare anche a Tokyo. Sull'isola, dalla mia famiglia, ci andrò anche tra dieci giorni semmai, e son sicura che il biglietto costerà mooolto di meno. Non sto ai giochi sleali delle compagnie aeree. Ma non rinuncio al magiar bene.
E così, avendo tempo libero a disposizione, il giorno di Natale mi son fatta i passatelli secondo ricetta della nonna Pina (di Cesena). Li ho dovuti fare con lo schiaccia patate, perché il classico ferro non ce l'ho. Durissima impresa.  Però Babbo Natale è stato proprio buono...e tra i regali ricevuti, cosa è arrivata? La macchina per i passatelli! Una "Super Giò", invenzione del signor (credo romagnolo a questo punto) Marcello Bruscia. Genialata!
Ma ora, la mia concentrazione è sul 31...che idea ci può essere? Ecco così che ieri mi è venuta in mente di fare altra sfoglia con due uova che andavano usate e con altri ingredienti da consumare.


venerdì 23 dicembre 2011

Con due uova di gallina e due chili di farina.... plin plin

Simona Fontanella e Rita Rizzi, prima colleghe nell'ufficio amministrativo di un'azienda e poi socie-sfogline in Corte Isolani


....carne, grana e prosciuttini....
quando mi dirigo in bicicletta dal palazzo della regione verso il centro della città in una mattina di sole splendido e di freddo puro, non posso fare a meno di canticchiare la canzone dei tortellini. Quei tortellini che si chiamano come la via dove abito. Buffo.
E quando arrivo in piazza Santo Stefano per parlare con Simona e Rita, le proprietarie di Uova e Farina, mi viene un brividino conosciuto. Sto per incontrare una bella storia.

Una storia che guiderà questa mattina la puntata di Apranzoconbea su Radio Città del Capo, dalle 11 alle 11,30, gentilmente ospitata da Nino di Michele Pompei. Parleremo infatti di feste, tortellini, laboratori di pasta fresca (ne stanno aprendo tantissimi). E di passatelli. Perché Bea festeggerà così. E voi? Che sfoglia sceglierete?

giovedì 22 dicembre 2011

L'aperitivo lo gusti in pescheria tra gamberi rossi, ostriche e tartare



Ci sono capitata una sera che ero un po' in umore da aperitivi.
A dire il vero, io non sono tipa da aperitivi. Mi rovinano l'appetito e mi indispettiscono perché mangio a metà...mai soddisfatta nel sentirmi non piena del tutto ma ormai un po' smagata. Mah.
Però io, questo aperitivo, me lo farei tutte le sere. Sarà la qualità del pesce o il fatto che adoro questi assaggini e anche quando vado al ristorante prenderei spesso solo antipastini, ecco dunque che ho trovato un aperitivo che fa al caso mio.
Quando sono entrata alla pescheria del Pavaglione, dicevo, ero già un po' allegra. Uscita da qui sono tornata a casa in bici, schivando paletti qua e là. Tutto merito di Andrea, compagno di scorribande, che mi ha trascinato nel vortice.

mercoledì 21 dicembre 2011

I EAT WITH THE BAND #2: vita da camerino con A Classic Education



Eccoci finalmente giunti alla seconda puntata di "I EAT WITH THE BAND" scorribande tra musica e cibo a cura di uno dei gruppi musicali che Bea ama di più, A Classic Education....anche perché loro, sono dei veri buongustai.
Sempre a caccia del ristoro migliore, capita poi, che per florza di cose, nella vita in tour si debbano accontentare di ciò che passa il club. Ma ogni sorpresa, è una scoperta. Come ci raccontano in questo viaggio nei camerini d'Europa.
E guarda caso, per chi volesse ascoltarli, oggi ACE suonano da Sem, negozio di dischi a Bologna, in via Oberdan: fanno un piccolo showcase stasera alle 19,30.


martedì 20 dicembre 2011

I biscotti burrosi di Tessa diventano vegani e per celiaci

i biscotti di Tessa rivisitati


E' il periodo prima delle feste che ci spinge a provare ricettine mai fatte prima?
No, a dire il vero tutto l'anno c'è questa spinta. Però, in questo momento dell'anno si preparano volentieri i biscotti perché possono diventare un regalo carino per gli amici o la famiglia.
Ieri sera, a questo proposito, con Simona di Aspassoconblue, ho realizzato uno dei miei sogni: dar vita a un piccolo club delle passioni. Un appuntamento mensile in un posto accogliente (la sua casa-galleria d'arte) dove cucinare, imparare arti e artigianati, conoscere nuove persone, scambiarsi saperi, invitarle a condividerli con altri.
L'esperimento ha avuto davvero successo. Insieme abbiamo fatto i biscotti e imparato a fare deliziosi packaging per regalarli o conservarli, grazie a Jessica del blog Uhlala che è venuta a insegnarci un po' di cose.
Sulla scia di questa serata divertente e piacevole, ecco oggi la ricetta di altri biscotti che, per quel che ne so, possono andare bene per vegani e celiaci. Perché, pensando al mio amico UNO e alla mia amica GAIA, mi piace ogni tanto lasciare da parte burro e farine glutinose.
Così, visto che è anche tempo di dedicare qualche attimo alle buone letture che regalano ispirazione, ecco qua i "Biscotti burrosi alle noci pecan" di Tessa Kiros, un'autrice che mi piace molto perché i suoi libri di cucina nascono sempre dai ricordi di famiglia o di amicizia. E le sue ricette sono, già da anni, un perfetto esempio di multiculturalità applicata in cucina. Da "Ricordi in cucina" (Luxury Books, pagina 358) ho tratto ispirazione. Al burro ho sostituito la soya Provamel e alla farina bianca quella di grano saraceno. La consistenza di questo biscotto è particolarissima. Al tatto duro, quando lo mangi si sfalda come un castello di sabbia. E assomiglia nel sapore anche al bacio di dama. Forse è la soya, ma anche la farina, credo, a dare questa consistenza così friabile.


lunedì 19 dicembre 2011

L'amicizia tra ragazze ai tempi di cake pops e macarons

Maria Del Conte, Marika Vitelli, Beatrice Calia nel laboratorio di via Zannoni 41



Una è la regina dei macarons, l'altra a malapena riesce a stare vicino a un pasticcino zuccheroso. La terza, poi, è l'architetto della compagnia: costruisce casette dolcissime con decorazioni da Belle Arti. Maria, Beatrice e Marika, 36, 43 e 34 anni, insieme danno vita a Dolci Sospiri, laboratorio artigianale in via Zannoni 41 dove ogni giorno si sfornano dolcezze di ogni tipo e con ingredienti ricercati e per lo più bio. Da un po' di tempo mi ripromettevo di far loro visita. E poi, soprattutto con Beatrice, mi incontravo in posti mirati a far cose bellissime. Molto più di una coincidenza: uno stile di vita che si assomiglia. Allora un giorno, un venerdì, mentre tornavo dalla radio, ho deviato per via Andrea Costa. Ho percorso la strada fatta solo di residenze bellissime (come sono le case da queste parti) e ad un certo punto è spuntata la casetta di marzapane, il loro "lab", con cucina a vista e un'atmosfera così confortevole da volerci restare tutto il giorno.

mercoledì 14 dicembre 2011

Formine e tortine aspettando le pirottine



La torta di riso sarà poi felice di essere fatta a stellina o a cuoricino? Non saprei, ma intanto io provo le nuove formine di una nota multinazionale svedese che sul campo della creatività in cucina si sta dando molto da fare. Ideale per fare tante piccole tortine da regalare alle amichette (anche agli amichetti).
Eppoi mi sto preparando per una cosa che nasce a Bologna lunedì 19, un club di cuciniere e cucinieri, di appassionati di confezioni mangione e di arte. Lo fondo con Blue, di Aspassoconblue, per condividere con tante (speriamo) persone, le nostre passioni. Dove io insegnerò a fare i biscotti, la Jessica di Uh La La i pacchettini per biscotti e Blue ci presenterà suggestioni dal mondo dell'arte e del cibo. Insomma, nasce il Club de Pirottines.

La ricetta, in ogni caso, è sempre quella dell'Anna Bastelli, la signora che ha partecipato al libro "Ricette delle Nuove Famiglie d'Italia".



martedì 13 dicembre 2011

Sfoglia Rina, Baci Nella


sul tavolo dello Sfoglia Rina c'è un piccolo tagliere con blocchetto e matita. Si guardano i piatti desiderati sulla lavagna e si annotano per la cameriera


Questa è l'epoca in cui si tornano a fare cose che, a lungo rifiutate in nome dell'innovazione e dell'evoluzione tecnologica, si facevano tanto tempo fa. Tipo: fare la spesa ai mercatini dei contadini, magari nel proprio quartiere, rifiutando l'uso della macchina per andare al centro commerciale. Oppure: fare il pane in casa, sia con la macchina sia alla vecchia, a mano con il lievito madre. O ancora: andare al negozietto, alla bottega sotto casa, ad acquistare la pasta fresca invece che al supermercato. Perchè le botteghe, i negozietti di quartiere con prodotti selezionati, spesso regionali stanno tornando alla grande. Stessa storia per i laboratori di pasta fresca.
Non so se voi ne avete uno dove ad esempio acquistate i famigerati tortellini per le Natale...o per quando volete. Io, ora che non c'è più la mia nonna che li faceva, ne ho qualcuno di riferimento dove acquistarli per la famiglia dispersa in quel di Pantelleria. Che però, non ancora obnubilata dai dolcissimi mustazzoli, i tortellini, a Natale, li vuole sempre.
E, alla stessa maniera in cui nascono nuovi pastifici grazie a persone giovani che decidono di dedicarsi a questa nuova-antiqua attività, ci sono anche laboratori "vintage", che decidono di evolversi, espandersi, inserirsi nel mondo nuovo ed entusiasmante dei mille format della ristorazione.
E' il caso di Sfoglia Rina, a Casalecchio, in via Petrarca 11/VI, pasta fresca e ristorante situato in una viuzza che è molto simile a un viaggio nel tempo, perso tra Bologna e la Mitteleuropa.

lunedì 12 dicembre 2011

Due amiche, un girarrosto e il pollo peruviano


Cristina Porro e Stefania Gaeta, amiche e socie


Vorrei porvi una domanda, prima di iniziare a raccontare questa storia.
Quante persone conoscete che tra il 2008 e il 2009 hanno deciso di cambiare vita?
Io alcune e una di queste sono io. E a dire il vero ne sto incontrando sempre di più.
Giorno dopo giorno.
Nel 2008, oltre ad essere incominciata la famosa crisi economica, ha avuto inizio anche la crisi spirituale più grande degli ultimi tempi. Le due cose hanno molto in comune ed è chiaro che l'Età dell'Acquario c'entra qualcosa :)
Bene, questa storia ha inizia nel 2008, quando Cristina, manager in una multinazionale, decide di lasciare il suo lavoro sicuro e molto ben pagato. E prende forma nel 2009, grazie a una brillante intuizione. Anche se, nell'ambiente (conosciuto anche come universo), si usa dire che le cose ti cercano e tu non le puoi evitare.

venerdì 9 dicembre 2011

Gli Angeli delle Ricette e le Api dai Detenuti


Il cibo, la cucina, l'alimentazione, si prestano a mille declinazioni sociali...come racconterò oggi in trasmissione su Radio Città del Capo attraverso due bei progetti



Cosa farei solo ed esclusivamente in questi giorni-settimane-mesi? Starei chiusa in casa a far biscotti. Sì, magari uscirei per andare a sentire qualche gruppo che suona, a vedere qualche film o qualche spettacolo interessante. Ma cose centellinate, davvero. E poi, per fortuna, è tutto molto vicino qui a Bologna. O meglio, vicino a dove abito io. Che non abito certo nel centro della città.

Poi naturalmente farei i biscotti e ascolterei musica bella, cosa che in verità già faccio. Ecco, ad esempio, in questo periodo ascolto molto Feist, Agnes Obel e Fleet Foxes. Sono ottimi dischi, i loro, per fare biscotti.
Poi è meravigliosa la possibilità che un computer ti dà, di seguire molte cose e approfondirne tantissime, solo digitando qualche tasto, con una buona connessione internet. Si possono seguire le avventure esistenziali di tante persone, fare ricerca, scoprire progetti entusiasmanti, svilupparne dei propri, solo stando al computer e creando link.
Però...però io amo stare in mezzo alla gente. Volare con la mia bici viola a caccia di nuove avventure, darsi appuntamento per un caffè in un bar carino per far due chiacchiere o scoprore la storia di una persona che fino a ieri non conoscevi. O ancora seguire la presentazione di libri, conferenze. E insomma, si esce di casa eccome, anche con questo freddo.

giovedì 8 dicembre 2011

Sablés bretoni e formine biscottose

sablés bretoni con superficie salata -11



E' oggi che si fa l'albero? Direi proprio di sì. Ed è pure una bellissima giornata.
Quindi...sfrutterò il sole per stare un po' in cortile a fare dei lavori e addobbare il mio alberello che ho acquistato lo scorso anno, ho invasato e ho visto crescere. Mi perdonerà se gli attaccherò qualche pallina:).

Ma in questa giornata ho approfittato del tempo a disposizione per preparare degli altri biscottini perché, come si sa, quest'aria natalizia invoglia a sfornare piccole delizie da regalare anche già agli amici. E poi, fare biscotti è sempre un'occasione per rispolverare le formine che abbiamo acquistato in giro, nei viaggi, come piccoli souvenir che ogni volta ci regalano belle sensazioni. Inoltre, per far viaggiare la fantasia, possiamo mettere mano ai nostri libri accumulati negli anni.
I biscottoni di oggi provengono infatti dal libro di Tommasi Editore "Il mio corso di cucina: la pasticceria", pagina 63. Pochi ingredienti tanto sapore. E la formina che proviene dal mio viaggio dello scorso anno a Seattle dove, pare, le formine siano un culto. Le vendono ovunque e in gran quantità.
E le vostre preferite di sempre quali sono? Nei prossimi giorni avrò la possibilità di mostrarne altre.

martedì 6 dicembre 2011

Biscotti cannella e profumo di maggio

- 13


E' proprio un moto dell'anima di questo mese. Intendo la voglia matta di cucinare biscottini.
Guardando alcuni blog amici, vedo che è proprio un piacere comune iniziare la saga dei biscottini che ci accompagnerà al Natale. Biscottini protagonisti di the pomeridiani ma anche grandi interpreti dei regali dai packaging deliziosi e dal contenuto dolcissimo. Il biscotto è davvero un grande simbolo di queste giornate...e così ecco che inizio lo studio della simbologia.
La cosa divertente è anche riprendere in mano tutti i libri di cucina e soffermarsi in particolare sulla sezione dolcetti.
Comincio con questi semplicissimi biscotti che si pigiano con un dito per arricchirli di marmellata proprio nel mezzo. La ricetta, semplicissima, l'ho presa da "Kitchen" di Michele Cranston, un classicone che una volta mi ha fatto pensare tra me e me: non avrò altro libro all'infuori di te. Ero in un periodo minimalista e volevo solo l'essenziale. Poi me ne son dimenticata di questa promessa. Vabbè.
I biscotti di oggi non li avevo mai fatti prima. E potete notare che forse dovrei migliorare nella posa della marmellata, nel buchetto contenitore e nella forma: alcuni sono più piccoli altri più grandini. . Ma la sostanza...quella è da top 5. Poi, per la versione da colazione ho preferito non mettere lo zucchero a velo. Magari per il the del pomeriggio sì.
Come marmellata ho provato "profumo di maggio" acquistata dalla pasticceria Rinaldini: fragole, petali di rosa, scorza di limoni di Amalfi. Al burro ho sostituito il burro di soya Provamel che ha un merito, quello di essere già morbidino.

lunedì 5 dicembre 2011

Friarielli e verze, matrimonio in torta salata


la torta salata friarielli e verza appoggiata sulla tovaglia di gambettola a motivi in verde


Buon lunedì a tutte/i. Buon lunedì di piccole ossessioni e buone mangiate, si spera.
Dopo una settimana (quella passata) ricca di accadimenti che mi hanno lasciato poco tempo per la cucina cotta e mangiata, finalmente ieri è stata una giornata di pieno cucinamento. Avevo infatti a cena le amiche con una super-guest dall'America: è arrivata Silvia da Seattle con il suo bimbino di 6 mesi e il marito Greg. Oltre alla family, la cena prevedeva noi, le amiche che invece sono ancora a Bologna e di cui talvolta vi narro le gesta. Come Silvia, che chiamerò olandese, perché lei effettivamente, pur essendo nata in città è olandese di origine e di nazionalità, altre due amichette sono partire per altre geografie. Elena è andata a Bali e poi a Roma e Silvia (Silvietta) a Berlino.

Insomma, per festeggiare la Silvia olandese, ho pensato di fare una cena tutta a base di verdure, se escludo due uova utilizzate per la torta salata e un po' di emmenthal. La torta che vedete qui sopra un po' malamente fotografata, è per metà a base di verza e per metà a base di friarielli, ormai divenuti un manifesto esistenziale dopo l'avventura qui narrata. Il friariello è campano, un po' cima di rapa un po' broccolo, è stato da me rintracciato al mercato (del mercato di mezzo, alle spalle dell'Ambasciatori, per chi è di Bologna) e cucinato come si deve. Bon appetit!



Torta salata di friarielli e verze

friarielli un bel mazzo
verza metà di una verza
aglio 2 spicchi
porro 1
uova 2
emmenthal 100 gr
soya cuisine Provamel (tipo panna) 4 cucchiai
soya (tipo burro) Provamel qb
umeboshi qb
olio evo qb
pepe bianco qb
pastasfoglia tonda Despar 1

Accendo il forno a 200 gradi così gli do il tempo di scaldarsi bene.
I friarielli li preparo così: li lavo (senza asciugarli) e li taglio a listarelle eliminando la parte di gambo più dura. Metto due spicchi d'aglio tagliati a metà in padella con il burro/soya e aggiungo un po' di umeboshi. Faccio cuocere in padella col coperchio, rimestando di tanto in tanto, finché non sono ben morbidi. A questo punto spengo e metto da parte.
La verza: la taglio fine e la lavo (senza asciugarla) e la faccio saltare in padella con il porro tagliato a rondelle che avrò precedentemente rosolato con un po' d'olio. Aggiungo l'umeboshi per insaporire. La verza ci mette poco a cuocersi. A fine cottura metto da parte.
Entrambe le verdure le lascio nelle rispettive padelline perché lì aggiungero un uovo a testa e l'emmenthal. Mescolo bene e alla verza aggiungo anche il pepe.
Bel frattempo stendo la pastasfoglia con la sua carta da forno già predisposta in una teglia (io ho usato una teglia tonda di porcellana) e taglio la carta in eccesso. Guarnisco per metà coi friarielli e per metà con la verza.
Inforno e lascio cuocere 25 minuti.

riflessione: in questo periodo cerco di mangiare quello che trovo di stagione. Vado al mercato bio vicino a casa e quel che c'è lo cucino. aumenta la creatività dover inventare sempre con le stesse cose e aumenta il benessere del portafoglio (al mercato si spende sempre meno e non ci sono troppe tentazioni per così dire).


venerdì 2 dicembre 2011

Pappe e bimbi, piccoli segreti e menu dallo svezzamento alla socialità nel nido





oggi dalle 11 su Radio Città del Capo Apranzoconbea parla del cibo dei più piccini, dallo svezzamento al nido




1) orzo perlato in passato di legumi 
2) pastina in passato di verdura 
3) risotto allo yogurt 
4) tortino di verdura 
5) bocconcini di pollo con zucchine e carote 
6) crocchette di pesce 
7) tortino di carne 
8) patate crostate al formaggio 
9) focaccia pugliese 
10) torta di mele 



Ecco qui sopra una interessante top ten di manicaretti. Non c'è di mezzo l'ultimo ristorante di grido e nemmeno una delle mie tanto amate trattorie di quartiere. La lista in questione è quella delle pappe più gradite dai bimbi dei nidi comunali bolognesi, complessivamente 50, di cui 44 con cucina interna e i rimanenti 6, che non ne hanno una, riforniti dagli asili più vicini.
Me l'ha gentilmente fornita Alves Carpigiani, nutrizionista e responsabile controllo pasti dei Nidi d'infanzia del comune di Bologna che con la pedagogista Elena Iacucci ha curato un libro singolare e preziosissimo: "Bolli bolli pentolino. Le ricette dei nidi d'infanzia comunali". Prezioso perché si aggiunge alla bibliografia basic dei libri di cucina per bambini (delizioso il cucchiaino d'argento), ma ha una marcia in più: insegna ai genitori come cucinare anche a casa quelle pappine che i piccini mangiano volentieri all'asilo, operando invece, una volta tornati in famiglia, uno strano sciopero della fame. 
La fame viene in gruppo? E' una questione di identità? O piuttosto sono i genitori ad aver bisogno di piccoli segreti per sedurre gastronomicamente i figli?
Io sono una totale disinformata sulla questione...non avendo figli. Ma la materia m'intriga moltissimo e visto che le amiche con prole aumentano, beh, ecco un regalo per loro e per tutte le nuove amiche di Bea.
L'argomento di oggi, all'interno di Apranzoconbea dalle 11 alle 11,25 su Radio Città del Capo, in compagnia di Nino è proprio questo: il mangiare dei bimbi. 

giovedì 1 dicembre 2011

I EAT WITH THE BAND: o la ricerca dell'English Breakfast ideale


english breakfast in oxford



Ladies and gentleman, qualche settimana fa mi è venuta una gran voglia di avere una rubrica nuova.
Di abbracciare un grande amore che per tanto tempo è stato il mio pane quotidiano e la mia fonte d'ispirazione e di farlo incontrare, ancora una volta, in questo bellissimo sposalizio pop tra udito e gusto.
Sono stata a lungo una fanatica di musica e concerti. Ancora lo sono, ma per tempo e forza fisica, ho ridotto la dose.
Vado ai concerti e ascolto ancora bei dischi. E sì, ho anche delle gran belle simpatie per alcune interessanti band.
Tra queste ce n'è una che mi piace particolarmente, perché la sto ascoltando e seguendo mentre scala il suo destino che la porta sempre più lontano da Bologna e sempre più vicina al mondo. E' così che deve essere.
Mi piacciono tanto A Classic Education e quando suonano a Bologna li vado ad ascoltare.
Poi si dà il caso che i miei contatti con ACE siano molto diretti (sì, potrei dire, I'm with the band) ...ed ecco che 1+1 fa 2 e anche tre. E se mi allargo....nasce questa rubrica "on the road" che ci racconta il mondo del food legato ai concerti. Alla vita on tour, alle rinunce e alle continue scoperte gastronomiche possibili quando si ha la chance di viaggiare il mondo. Con un furgoncino, tanto entusiasmo e anche una buona conoscenza del cibo. Avete mai sentito parlare di una band gourmet? Solitamente i musicisti diventano tali dopo i 50 anni, quando ripensano se stessi e soprattutto la loro forma fisica. E allora assumono un cuoco, perché di junk food non ne possono più.
A Classic Education sono gourmet per natura e non potevo non approfittare di farli diventare miei corrispondenti nei backstage del mondo.

A proposito: li adoro perché adorano cercare la colazione migliore.