L'Osteria Sociale tra pasta e fagioli e crescentine

l'Osteria Sociale dell'Associazione Senza Filtro, via Stalingrado 59, dentro all'ex Samputensili, 12.000 metri quadrati di sogni

Ieri mattina il mio (vero) lavoro mi ha portata a una lunga ma (fortunatamente) educata udienza conoscitiva in comune (perché solitamente volano offese tra i vari consiglieri delle diverse fazioni politiche mi dicono, io partecipo a poche cose del genere e scene davvero cruente non ne ho mai viste). L'udienza era particolarmente interessante, perché si parlava di aree dismesse della città, ovvero ex fabbriche, ville, palazzine, depositi ferroviari abitati ormai dal tempo e da condomini casuali che spesso rendono insalubre la città. Tipo, non so se avete presente, la storia  dell'ex orfanotrofio di via D'Azeglio, che ha aperto per il Cersaie diventando la location off della fiera ma anche una riscoperta per i bolognesi che non sapevano nemmeno (io compresa) di avere un posto così chiuso.
Allora, per non perdere il filo, protagonista di questa udienza era l'associazione Planimetrie Culturali che da anni si occupa di spazi chiusi in città. E il suo "messia" è Werther Albertazzi, professione bonificatore culturale. La sua missione è cercare aree dismesse da riqualificare con progetti che possono durare al massimo un paio d'anni, perché sono sempre temporanei e accadono in quel lasso di tempo in cui uno spazio diventa terra di nessuno – quindi occupabile da chiunque- aspettando di essere riconvertito ad altro. Nasce così, dentro la Samputensili di via Stalingrado, Senza Filtro, centro smistamento delle arti differenti dove, oltre a fare arte, si fa anche cucina. E ieri sera sono andata a provare l'Osteria Sociale, tra pasta e fagioli e musica dei Pink Floyd.



la pasta e fagioli della "social chef" Micaela
Senza Filtro è quindi un "nuovo posto" a Bologna. E che posto. Se passate su via Stalingrado la sera noterete questo lunghissimo edificio sulla destra, dopo Unipol, con le finestre che vi lasciano intravvedere cosa succede al suo interno. Sarà un colpo d'occhio bellissimo e estraniante vedere un bar e poi tante lucine colorate e ancora gente che parla. Sembra un po' un acquario, atmosfera alla Exotica di Atom Egoyan. Senza Filtro si sviluppa in lunghezza e, proprio per l'atmosfera, anche se più in piccolo, mi regala un ricordo di Tacheles, perché ogni stanza è abitata da un'associazione che l'ha arredata a suo piacimento. Al piano di sopra verrà anche realizzato l'ostello per gli artisti e la mediateca con bookshop. Ma al piano di sotto, sulla sinistra, c'è la nostra Osteria, dove lavorano gli chef sociali Micaela, Isabella e Damiano. Ah, la parola social è legata al fatto che gli introiti dell'Osteria sono quelli che permettono a Senza Filtro di campare, utili per pagare chi lavora (circa 10 persone), rimpolpati dalla tessera di 10 euro che si fa per tutto l'anno e (in futuro) da un'altra entrata, la creazione di un parcheggio in un'altra parte della fabbrica ...e alle porte di questa parte di città ci sta molto bene.

cos'è un social chef? Uno chef che lavora all'Osteria Sociale: da sx Damiano, Micaela, Isabella (ex professoressa, cuoca per passione, che aveva un banchetto di manicaretti bio all'XM24)

la cucina è enorme e la cappa gigante
L'esperienza dell'Osteria Sociale, il cui menu è costituito da pochi e sostanziosi piatti tributo alla nostra tradizione culinaria, è rintracciabile in molti posti d'Europa sempre legati al concetto di riqualificazione di spazi dismessi. A questo proposito mi viene in mente il bellissimo "roof" del Canvas Op De7, ex sede del quotidiano Volkskran di Amsterdam poi divenuto un centro sociale-socievole con residenze per artisti ad ogni piano (molto molto Tacheles), dove anni fa andai a mangiare. E' uno dei posti più all'avanguardia della città e su quel tetto da cui si gode una vista spezzacuore con tramonto strappalacrime, passa un pubblico talmente eterogeneo che ti fa davvero pensare che sì, una società multi-culti-cultural può davvero essere possibile.

Micaela, bolognese, con il dolce Porcospino (senza le spine, però, che sarebbero i pinoli), ricetta della tradizione emiliano-sud di famiglia. Il procedimento delle ricette qui, è "totally family oriented"


il quartier generale dell'associazione Some Prefer Cake

c'è la stanza del calciobalilla e anche quella coi flipper d'epoca dell'associazione Tilt

dall'esterno Senza Filtro

Ma cosa si mangia all'Osteria Sociale? Pasta e fagioli (fatta come piace a me, fagioli per metà interi e per metà crema) ottima per vegani perché non fatta con l'osso di prosciutto. Anche le crescentine di Micaela sono fatte con olio e non con strutto. Pasta al forno per carnivori e vegetariani e lasagne vegetariane. Arrosto con patate o friggione. Le crescentine (3 euro) sono con affettati oppure con formaggio o friggione. I prezzi vanno dai 5 ai 7 euro. Ci sono anche i dolci, ottima la tenerina!
E' chiaro, non aspettatevi il ristorante deluxe, ma un posto per mangiare con uno spirito diverso e in un ambiente assolutamente unico.
Ah, dimenticavo: la famosa udienza conoscitiva era stata richiesta alla commissione consiliare del comune da Kathy La Torre, capogruppo di Sel al comune di Bologna. Lei vorrebbe che il comune facesse una delibera per dare, alle associazioni con le caratteristiche giuste che facessero richiesta, la possibilità di entrare negli spazi dismessi in comodato gratuito. Come ha fatto Senza Filtro che ha avuto l'ex fabbrica gratuitamente grazie all'intermediazione del comune con i curatori fallimentari. Una pratica che porterebbe alla luce tanti nuovi spazi lasciati in rovina. Cosa che a Milano già succede.
Bea adora, del resto, le architetture industriali.

Osteria Sociale
c/o Senza Filtro
via Stalingrado 59
Bologna

Commenti

  1. Ci sono andata proprio giovedì scorso "già mangiata" e ho preso la tenerina (spettacolare). Ho assaggiato anche il porcospino della miky (con le spine): buono pure quello.
    Le mie amiche hanno preso sia lasagne veg che arrosto che cotolette. Tutto buono.
    Il posto è strepitoso e con delle potenzialità incredibili. Werter, secondo me, ha una marcia in più ed è stato bravissimo a proporre alla città un simile spazio. Molto Berlin...
    MORALE: Il Senza filtro ci piace tantissimo ed io lo battezzerei (mi consenta) "Lo sbuzzo culturale che Bologna stava aspettando" :)

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    1. Ivana, la penso su tutto come te. Posti così ci fanno sentire un po' più "internescional"!!!! stavo pensando che un posto così per una pirottinata sarebbe spettacular ;-)

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    2. se non altro non avremmo problemi di spazio!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Su Senza Filtro si veda anche: http://bit.ly/QTiRto

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  4. Mi piacciono i posti rustici, i posti chic ed i posti come questo "veri" ed alternativi, con piatti semplici ma genuini. Ti nomino SGB Segugio Gastronomico Bolognese!!!!!!!

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    1. cavoli Francy, che titolo figooooo! ;-))) certo però anche anche tu sei una davvero eclettica. e questo mi piace un sacco.

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per me è importante sapere cosa ne pensate! grazie, Bea

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