giovedì 31 maggio 2012

Il Pasto è Crudo...ma oltre al prosciutto c'è di più

Re Crudo

E' da un po' di giorni che a Bologna la gente ha una gran voglia di stare fuori, per strada, nei parchi, nelle piazze. Immagino che sia sempre così, ovunque, dopo una scossa di terremoto. Si fugge di casa il prima possibile e ci si ritrova tutti insieme. E si comincia a parlare con persone che nemmeno conosciamo. Si socializza tanto ed è bellissimo da vedere. Sarebbe bello se fosse sempre così, tutti i giorni, ma senza nessuna causa naturale. Solo per natura.
La città contiene sempre la stessa gente, immagino, ma è più quieta. Io vado ogni giorno in centro con la bicicletta per lavoro e ascolto questo silenzio e verso sera guardo con meraviglia la città i cui colori sono resi più drammatici dal sole che se ne va a dormire.

martedì 29 maggio 2012

Marmellata di papaya e scorze di lime

Mi fa un po' strano parlare di marmellate ed esotismi questa mattina. Mezz'ora fa c'è stata una scossetta di terremoto piuttosto "paurente" qui a Bologna. Per me la prima, visto che il 20 maggio scorso  notte non ero in città, bensì nell'isola dei terremoti e maremoti meglio nota come Bali. Abitando io a piano terra e avendo sentito la scossa come l'ho sentita, dimostrata anche dall'acqua di un catino in giardino che ballava da matti, ho immaginato cosa potesse essere altrove. Per la paura, visto che ero in bagno che mi lavavo, sono uscita in cortile senza maglietta, nuda, e l'adorabile, guardandomi da fuori del cancello, nemmeno troppo preoccupato per il mio stato, mi ha gridato: "Bene, non hai la maglietta".
Ora tutto tace, anche i telefoni. Nel frattempo che ho finito il post i telefoni vanno di nuovo. Ma internet pare non mollare mai. E allora celebro la fortuna e la positività facendo colazione con una marmellata profumata che ho fatto quando ero a Bali, nella bellissima cucina rossa di Elena e Rob, approfittando della presenza di frutti esotici che magari si trovano anche da noi, ma che lì sono, per dire, a km0. Sono belli maturi e profumati. Ho scelto di fare l'abbinamento papaya e lime (che lì il lime è davvero pungente e piccolino-tamugno) e mango e zenzero+candlenut, una sorta di noce di macadamia che può anche servire se si rimane senza luce. E' una noce che si accende. E a me, mangiandola, mi si accenderà il cuore di bei pensieri.

lunedì 28 maggio 2012

Crêpes di fragole con salsa di cocco


Bentornata Bea! Intanto me lo dico da sola perché così mi faccio forza. 
Tornare dai viaggi belli belli è sempre dura. Anche se poi ritrovi la tua casina, la tua cucina, le tue meravigliose amiche, la famiglia (che a dire il vero è come se vivesse a Bali, per quanto la vedo, e del resto vive pur sempre su un'isola), il lavoro che ami. Ma tornare da Bali, per me è stato questa volta un po' più pesante, perché quando sono lì è come se vivessi un po' lì. Faccio la turista ma alcune giornata le passo facendo il bellissimo nulla. Come se ci abitassi. Sto a casa a chiacchierare con Elena e Roberto, i miei amici che vivono a Kuta, o ad ammirare affascinata la piccola Koko, due anni e mezzo, un personaggio. Questa volta ho fatto anche due marmellate, di mando e di papaya.
Oppure passo un pomeriggio al bar preferito a leggere o a sciapinare in internet. Che tanto lì tutti i bar e i ristoranti hanno il wi-fi gratis. Strano vero? Proprio come da noi. Vabbè. 
Visto che le foto scattate sono una montagna e vi voglio risparmiare la tedia giornaliera, ho deciso per questo post del ritorno, di affrontare una ricettina facile facile ma buonissima. Che vi trasmetta un po' di meraviglioso esotismo tropicale. Ci metto anche qualche immagine carina, che mi ricorda queste due bellissime settimane. In un'isola dove andrei a vivere. E sicuramente non in vacanza in eterno.


martedì 8 maggio 2012

Bea va in viaggio. Baci e a presto!


Domani parto. E torno in un posto a me molto caro, Bali, Indonesia. Grazie al primo viaggio fatto in questa isola meravigliosa qualche anno fa, era il primo gennaio 2010, la mia vita ha iniziato a percorrere una strada interessante, che ho molto desiderata.
Bene, torno a far visita là perché devo rispolverare alcune cose. E poi vado a trovare la mia amica Elena che non vedo da un po'. Le ho chiesto di fare insieme un po' di marmellate esotiche e anche di organizzare, quando sarei stata là io, una presentazione del suo splendido libro che tutti dovrebbero leggere: "Memoirs of a Singing Birth". Racconta il suo straordinario parto a Bali, ma anche la sua storia d'amore. E qui parte il walzer dei cuoricini. Elena è una musicista e magari, tra le tante cose, mi becco pure un suo concerto. La to-do-list qui è davvero lunga.
Vabbè, corro a finire la valigia, che comunque è davvero piccolo formato. Tanto là a Bali non c'è bisogno di nulla. Qualche short, magliettine, un pareo e qualche costume. Ah...le ciabattine e sì, una tenuta più pesante per la scalata del vulcano. 

baci a tutte e a tutti
Bea/Bebe/Benedetta

lunedì 7 maggio 2012

Dal giardino alla teiera: due amiche e una sala di camelie

Veruscka Clemente (sulla scala) e Cinzia Baldisseri

Qualche decennio fa, direi due, mia mamma mi diceva spesso: "qui a Bologna mancano un bel fioraio e una bella sala da té". Se si è abituati a viaggiare un po' fuori dall'Italia, tipo in Francia o in Inghilterra, si fa presto a farsi venire le voglie. Nel frattempo la mamma è andata ad abitare su un'isola e a pensarci bene, dove abita lei adesso, il fioraio non è un granché. Ma lei a comprare i fiori non ci va più, perché basta che esca di casa e si trova attorno punte di colore meraviglioso da cogliere fresche. Però in città le cose sono cambiate. E, oltre ad avere due fiorai carini, tipo Flò Fiori o Frida's, adesso Bologna può sfoggiare due sale da té davvero belle e di qualità, una la conoscete. L'altra è appena arrivata in via San Vitale e si chiama Il giardino delle Camelie

venerdì 4 maggio 2012

Rum agricolo o rum industriale? La storia scorre lungo il canale Navile...



La prima volta che ho sentito parlare di rum agricolo è stato lo scorso febbraio, quando UnoCookBook è venuto a Bologna ad insegnarci a fare le sfrappole integrali. Tra gli ingredienti da portare aveva segnato questo rum che mi faceva sorridere, proprio per quell'aggettivo, "agricolo", che non capivo assolutamente cosa significasse. Nel senso che so cosa significa agricolo, però applicato al rum...mai sentito. Vabbè. Insomma, qualche mese dopo, proprio durante la gita a Corticella di cui vi narravo ieri, mi sono imbattuta nell'intera storia del rum (o in un bel pezzo di storia, non esageriamo). E' successo al Giro di Vite, l'enoteca di via delle Fonti aperta da Federico Petazzoni e dalla fidanzata Elisa. Un aiutino lo dà anche il papà Guido, oggi in pensione, grande appassionato da sempre, con la moglie Nadia, di enogastronomia. Tutte le vacanze di Federico, storia che mi ricorda quella del giovane Bourdain (appena passato da Bologna per registrare uno dei suoi No Reservation) alla presa con la Francia, le sue radici e i genitori gourmet, erano finalizzate a buone scoperte del bere e del mangiare. E qualcosa, si può dire, ha davvero messo radici nella sua personalità. L'enoteca ne è il più concreto risultato. Dalla cantina con 250 etichette di aziende vinicole di nicchia fino al cibo di produttori piccoli e selezionati e alle birre artigianali, la mia seconda visita all'enoteca in compagnia di amiche, è finita con degustazione di rum e cioccolato. Ci siamo fatte prendere la mano dalla moda?  Oppure ci siamo immedesimate nella storia di questa terra legata all'acqua (canale Navile e chiuse...), che fino alla metà del secolo scorso era attraversata da barconieri? Chissà se bevevano il rum... sicuramente mangiavano da Sandro al Navile... E questa mattina su Radio Città del Capo, in compagnia di Nino, proprio di Corticella e Rum parleremo. Se siete estimatori di Zacapa o Diplomatico, sintonizzatevi. Anche se non lo siete, mi raccomando.

giovedì 3 maggio 2012

Una gita a Corticella, la Nuova Bolognina



la chiusa del canale Navile a Corticella

La mia gita a Corticella è cominciata il giorno prima del Festival della Zuppa, di sabato. L'amica Alice, che è nata e cresciuta a Curdgèla, come si dice in dialetto, e che da lì si sposta ogni giorno per lavorare in Radio, per andare ai concerti e per darsi da fare tra le mille attività di partecipazione in cui è coinvolta, proprio quel sabato, visto che la festa cominciava un giorno prima "occupando" le strade di questo quartiere con l'appeal di un paese, mi ha invitato là, per mostrarmi un po' delle bellezze della sua terra natìa. Ed è stata una scoperta talmente bella, che qualche giorno dopo ci sono tornata, al tramonto, per farmi una passeggiata lungo il canale Navile, per assaggiare qualche manicaretto in un ristorante carino e per dare un'occhiata ad alcune architetture industriali molto affascinanti. E poi sono tornata lo scorso sabato mattina, per fare colazione in uno dei bar più belli e storici di Bologna. Anzi, forse, il + storico. Perché qui pare che tutto si sia fermato. Trattenuto dagli scaffali in legno e dal bancone invitante dietro cui risalta una parete specchiata di bevande e liquorini.

mercoledì 2 maggio 2012

Torta al mango sottosopra, con sciroppo





Che bello! Ieri primo maggio per me è stata una buona occasione per mettere le mani in pasta dopo tanto tempo che non mi davo da fare su qualcosa di minimamente elaborato. Vabbé che sono rimasta in casa a lavorare (non ditelo in giro...) perché avevo un po' di cose da portare avanti (nel mio lavoro, giornalista freelance, non esiste una regola e si lavora quando il lavoro c'è. Per di più, se si decide  di fare un viaggio, la cui durata corrisponderà a non percepire un soldino uno, è meglio mettersi avanti e insomma, far scorta di noccioline da lasciare in eredità al giornale). Ma visto che ero in casa e che pioveva, ho pensato di rendere più confortevole l'ambiente e preparare qualcosa per la mia odierna colazione. Svegliarsi con qualcosa di buono ti svolta la giornata. Se poi sa un po' di esotismo...ogni tanto il km0 lo mando in vacanza e parto per un viaggio di migliaia di chilometri guidata dall'adorabile Mango.