Cinque must per il gastro-decor: dalla bottiglia al sacchetto di carta



Voi che come me girate per bar e ristoranti, solcando l'ingresso di un nuovo locale come se si trattasse di un museo (perché a dire il vero il modo di guardare il mondo arriva anche dall'averne girati un sacco di musei con le opere d'arte alta...). Voi che entrate in un locale e la prima cosa che guardate non è il menu (quello subito dopo e con concentrazione) ma i bicchieri e le posate e il tovagliolo e la tovaglia e la sedia su cui appoggiare il vostro sederino e i muri e i soffitti e l'insieme, insomma. Voi che quando entrate in un posto nuovo, per i primi 5 minuti siete come rapiti emozionalmente e non capaci di interagire.... ecco, voi avrete sicuramente notato quante cose nuove (questa parola ha un significato tutto suo in questo post) sono spuntate sulle tavole dei locali bolognesi appena aperti e in quelli già aperti da un po'. Dettagli molto significanti di un nuovo informalismo che a dire il vero è frutto di grande cura e attenzione. La parola d'ordine è stare al ristorante come se si fosse a casa propria, rilassati, circondati da cose calde e amorevoli, spesso pescate dalla sacca della memoria (rigorosamente in tela bianca a righine blu...).

      Le bottiglie di vetro
le bottiglie di vetro: ho iniziato a vederle sempre più spesso sulle tavole in città, dove sono  spuntate   assieme all'acqua filtrata naturale o gassata che spesso è compresa nel coperto. Poi c'è invece chi travasa direttamente acqua minerale nella bella bottiglia di vetro che ormai fa così semplicità, limpidezza e purezza che tra un po' non ne potremo più di vedere acqua con etichetta. All'Alce Nero in via Petroni ci sono addirittura le fontanelle di acqua naturale e gassata e ognuno fa da sé. Per comprendere una volta per tutte l'importanza dell'acqua.

  Le lavagne col menu o coi piatti del giorno
le lavagne col menu: fanno tanto nostalgia, addirittura scolastica, queste lavagne posizionate fuori dal locale o sul muro con scritta tutta la lista di pietanze e bevande. In verità fanno così tanto bistrò e regalano un'atmosfera calda, di un tempo che adesso, dopo che abbiamo provato un po' di tutto nell'area del contemporaneo, ci concediamo volentieri. E poi comunque sulla lavagna si scrive tutto e si cancella tutto in un baleno.
    Le tovagliette di carta
Le tovagliette di carta: forse che i commensali si rubavano il menu? Oppure che lavare tante tovaglie tutti i giorni è uno spreco d'acqua pazzesco? Beh, anche con la carta non si scherza ma almeno si può riciclare. E comunque quando ti siedi al tavolo hai già sotto il naso il tuo menu su cui puoi soffermarti a lungo e alla fine te lo porti pure a casa. Il che può essere utile soprattutto quando il locale in questione è anche take away. Oppure sulla tovaglietta scrivi la filosofia del tuo locale e non hai bisogno di spiegare troppe cose al pubblico e a noi blogger che sennò i menu li rubiamo (dipende, insomma...).

    Il vassoio di ardesia nero
Il vassoio di ardesia nero: si fanno notare immediatamente questi piccoli vassoio che sembrano lastre di pietra appena ritagliate dalla roccia. Al tatto sono ruvidamente lisce e alla vista suggeriscono molta eleganza e preziosità. Come se ti volessero dire che quella pietanza che sta arrivando sul vassoio è stata creata proprio per te ed è solo tua. Solamente tua.

     I nuovi cestini del pane
I nuovi cestini del pane: portatemi tutto ma non il cestino del pane in vimini! Ben presto diventerà un mantra perché guarderemo il cestino in vimini e non lo riconosceremo più! Vecchio simpatico cestino, questo sconosciuto. Adesso il pane in tavola te lo portano nel sacchetto marroncino o bianco, proprio quello che ti danno al forno quando lo vai a comprare. Oppure nella scatola di legno (che poi la scatola di legno è un'altra grande ossessione di questi tempi gastronomici). Per i più leziosi c'è il pane sull'alzatina di vetro... e ti sembra che ti abbiano portato dolcetti per l'afternoon tea! Io amo talmente tanto i sacchetti di carta, comunque, che ho iniziato a ripiegarli tutti anche a casa e ne ho ricavato portapenne, portafrutta, portaforcine, portastrofinacci. Vorrei dormirci dentro!

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