Tutti pazzi per il brunch, ma pochissimi lo sanno fare. Quindi...


Il pancake con lo sciroppo d'acero è una delle specialità più amate del brunch: ma se lo portate insieme a tutto il resto o lo mettete su una tavola a buffet con il resto, per favore non versateci sopra lo sciroppo, ma mettetelo da parte in un ciotolino, altrimenti si inzuppa e diventa mapposo. Alternativa: domandate se una persona preferisce prima il dolce o il salato e in base a quello agite.

Sapete cosa penso alla fine? Penso che a volte sono eccessivamente ostinata. Che dovrei abbandonare la mia voglia a tutti i costi di filologico, corretto, proprio così. Che potrei fregarmene, non stare attenta alle cose come van fatte… e forse vivrei meglio. Poi guardo le mie amiche, facciamo due chiacchiere, tamponiamo la nostra delusione in un te' perfetto delle 4 e ci facciamo venire in mente la maniera più meravigliosa e alla nostra portata per "eat the pain away". Scacciare - mangiando alla maniera che ci rende felici- quella delusione che ogni volta ci colpisce, quando abbiamo delle aspettative alte. E purtroppo noi abbiamo aspettative alte, perché l'attitudine inizia da noi. E certe cose le cerchiamo ostinate perché pensiamo sempre e comunque che possono devono esistere. Un po' come dire… se ami te stesso amerai di più gli altri, roba così. Quindi: se una io so come è fatta, perché gli altri non devono saperla fare, soprattutto se la propongono? E così decido ora e adesso, dopo una domenica di aspettativa delusa, di decretare l'era del fai da te. Sì, perché trovare in città una proposta che risponda a verità sotto la parola brunch, cari miei followers…, non è per niente facile. Il problema, però, è che tutti noi potremo, da qui all'eternità - o almeno finché questa moda della colazione-pranzo non si sarà esaurita lasciando sulla terra solo la verità di briochine gustose, paneburroemarmellata sinceri, pancake fatti a dovere, quiche generose, scrambled eggs morbidi e burrosi, club sandwich ricchi e strafottenti, preparazioni e apparecchiature giocose e stimolanti - sarà possibile incappare in una delusione inaspettata. Perché siamo curiosi e non ci vogliamo dare per vinti. E allora sappiate che, nel momento in cui il gioco si fa duro e le promesse disattese fioccano come la neve di febbraio, l'unica possibilità che ci rimane e quella di scatenare la fantasia mixata con la nostra conoscenza, fare da sé con le bugie dei menu o, al massimo, decretare per ordinanza comunale un brunch day al mese. Ma a casa vostra, dei vostri amici, dei vostri vicini, di amici degli amici. Poi, in caso, passeremo ai brunch-tutorial. Perché questo rito, porcamiseria,  è sacrosanto.



Chez Linda


domenica pomeriggio

fare la piadina può rendere un brunch più local, il che non mi dispiace affatto



le amiche fanno flic e floc dopo aver pronunciato la stessa parola o pensato lo stesso pensiero….. ma il desiderio, già lo so, non è proprio il brunch perfetto. Che qui ci abbiamo dei desideri un po' più seri da fare avverare!!
Così domenica scorsa, dopo aver sperimentato la delusione di una promessa brunch trasformata in English Breakfast mal riuscito e troppo costoso, ce ne siamo uscite, camminando per la città in cerca di conforto. E dell'idea geniale per svoltare la giornata. E abbiamo deciso di andare nella nostra - alla fine sì, è sempre lei- tea room di riferimento, quel "Chez Linda" che non ci delude mai. Passando il resto del pomeriggio in un infinita merenda-aperitivo-cenetta dove con Linda, Ciarli e Pilar e abbiamo più e più volte affrontato il tema del brunch ideale, stilando alcune regole e soluzioni salvavita se proprio ve la vedete male. Tipo:
1- arrivate in un posto dove si pubblicizza il brunch. prima di sedervi chiedete esattamente in cosa consiste il brunch. Fatelo prima di sedervi che sennò poi vi arrabbiate e rimanete delusi. Ancora meglio, se non trovate la recensione su apranzoconbea ( ;-) ), telefonate al posto in questione o fate ricerca sul sito. Soprattutto sei siete vegetariani: di sti' tempi non va mica bene per noi, e dire che siamo nel 2014.

2- arrivate trafelati al brunch, sbandierato come tale, vi sedete perché non state più nella pelle e avete una gran fame, visto che non avete fatto colazione. Nel buffet non c'è nulla di dolce. Anzi, il dolce lo portano alla fine, come a un banale pranzo, e per di più è un dolce al cucchiaio, tipo una crema inglese. State per aggredire il cameriere…respirate e affrontate la situazione, facendo buon viso a cattivo gioco. Fategli notare la situazione e chiedete un caffè e brioche, al massimo, e poi qualcosa di salato, spiegando che voi avevate un'aspettativa e che questa è stata delusa. Essendoci un'impreparazione totale verso l'argomento, c'è caso che il nostro si rassegni e vi venga incontro.

3- credetemi, il brunch potete farlo sempre e ovunque (a questo punto). Basta andare in un bar-pasticceria e ordinare delle tartine salate e dolci, un caffè, un succo d'arancia. E il gioco è fatto. Spenderete sui 10 euro o anche 15, ma solitamente un brunch spacciato come tale non costa di meno e vi delude. E quindi ve la lancio: provate già da questa domenica da Gamberini o da Regina di Quadri. Magari lancerete una moda. Do It Your Brunch!

Commenti

  1. Non ho ancora sperimentato il brunch a Bologna visto che nei w.e. sono sempre fuori, o a trovare i miei in quel di romagna o le nipotine in quel di Bergamo. Ma lego sempre con molto interesse le tue recensioni, si sa mai che una volta mi capiti l'occasione voglio almeno farlo con tutti i crismi :)
    Mi era parso di capire che quello a Palazzo Pepoli non ti fosse dispiaciuto.
    Qualche tempo fa sono stata a San Francisco e ovviamente non potevo non sperimentare il loro brunch. Ho preso la cosa seriamente, quindi ricerca in internet dei migliori locali per il brunch, lettura di pagine e pagine di recensioni, e poi via in spedizione. Devo dire che sono rimasta davvero soddisfatta, bel posto, tutto di legno stile pub vecchio stile, personale molto gentile epossibilità di scegliere menu alla carta o buffet. Tante anche le proposte per i vegetariani, e tanta scelta sia dolce che salato.

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  2. cara Elenuccia, in effetti "pochissimi lo sanno fare" fino a questo momento, secondo le mie ricerche. Palazzo Pepoli lo fa bene e infatti sto registrando ottime recensioni. Ma altre esperienze che anche io come te prendo molto seriamente, mi hanno delusa.O magari mi hanno incuriosità per lo stile ma nella sostanza non mi hanno soddisfatta Ma invece, il San Francisco di cui parli dov'è?

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    1. A dire la verita' e' proprio a San Francisco California :-)

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  3. ah ah…fantastico… non avevo capito my dear:) beh, essendo in Usa ed essendo il brunch nato in Inghilterra ma esportassimo in Usa, non mi meraviglio che fosse buono...

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  4. Condivido al 100% Per me il brunch è: muffins dolci (formato maxi) e salati, uova strapazzate, pane tostato e imburrato, confetture e marmellate homemade, caffé americano bollente, pancakes, nutella, pan brioche, latte montato, cioccolata calda, torte, croissant e, perché no, uova benedict! Perciò già da un po' ho dovuto colmare l'assenza di un posto dove fare il mio brunch con ... casa mia ;-)

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  5. Miss Violetta, hai scritto tutta la lista degli ingredienti del brunch perfetto e confortevole così ce lo ricordiamo ancora, grazie! e poi ti dirò: sto sentendo sempre più gente che si organizza a casa con gli amici…perché come dice la mia amica Mirit: "un brunch tra due fidanzati in casa è solo una colazione più abbondante tra due persone che si son svegliate tardi…"

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per me è importante sapere cosa ne pensate! grazie, Bea

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