Colazione, pranzo o cena con la patina: piccola guida vintage


una scena di vita quotidiana al Fram Cafè in via Rialto, dove tutto ebbe inizio e dove oggi lo spazio è raddoppiato per ospitare una cucina che permette di preparare un menu più articolato a pranzo

Che aria estiva c'è in questi giorni? (ok, oggi è un po' autunno, ma da domani sarà ancora un po' estate come ieri). Andando in bici, forse si sente di più, o forse no. Però, l'arietta che ti soffia sulla pelle ancora scoperta delle gambe, quella son sicura che si sente solo pedalando e me la godo tutta mentre gironzolo per la città alla scoperta di nuovi prodotti della creatività gastronomica. In verità, quando mi muovo in città da quel po' di alto che una sella su due ruote ti permette, sto attenta a tutto. Però ecco che solo andando a piedi, si scoprono le perle di una strada come via San Vitale che sta diventando, ogni giorno di più, il nostro distretto vintage. Piccoli negozi che, alla maniera di una Carnaby Street, mostrano stoffe e forme di un tempo…. che a me fanno davvero impazzire. E il bello è che, nella maggior parte dei casi, si hanno a disposizione almeno sei decenni di stile, il che vuol dire divertirsi moltissimo. A ognuno il suo. Vintage ovunque in questa città. Anche nei bar che, sempre di più, amano mobili ricchi di patina e storia. E io, di vedere seggioline in ferro, poltrone in pelle sdrucita, divani di velluto, tavolini in formica e posateria agée, non mi stancherò mai. Proprio come i Fratelli Broche, da poco sbarcati in via San Vitale, cui qualche tempo fa avevo promesso di realizzare per loro una piccola guida che facesse pendant con il loro stile.
Eccola quindi, la guidina vintagista per noi che amiamo farci un caffè, una fetta di torta, un cous cous o un brunch, tra robe vecchie e ricche di fascino.


Fram Cafè, via Rialto

il bancone del Fram ricavato da una porta messa in orizzontale e i due sgabelli molto industrial
E' stato il primo in città a offrirci un punto di vista nuovo anche se d'annata, sull'arredamento di recupero. Elena ha aperto la sua "isola felice" in via Rialto, una stradina che potreste ritagliare e incollare in un qualsiasi quartiere di Parigi, Berlino, Copenhagen, San Francisco o Portland… e ci starebbe alla perfezione. L'impatto visivo è sempre stato delizioso al Fram e ricordo ancora la prima volta che ci sono entrata…quando ho visto la gabbietta coi bigliettini e ho pensato: "questo posto è davvero speciale", peccato solo che per me è un po' lontano e così quando decido di andarci, o sono in centro o ci vado a far turismo. Da circa una settimana Fram è più grande con un ambiente ristrutturato dove ha preso casa la cucina: così ora l'offerta a pranzo è più articolata.

EX FORNO del MAMBO, via Don Minzoni


un tavolo apparecchiato per il pranzo all'Ex Forno
Quando ancora abitavo in via Parmeggiani, proprio di fronte al Cassero, mi dicevo che avrei abitato lì almeno finché non avesse aperto il museo col primo caffè dentro a un museo che una città come Bologna vedeva nascere. Saprò di superficiale, però ricordo che girando per il mondo e frequentando, in quel periodo, assiduamente Vienna e i suoi musei con caffè e ristoranti gourmettissimi, l'accoppiata cultura-svago era diventata un'ossessione meravigliosa. Poi l'Ex Forno aprì nel 2006 e io per varie vicende non è che ci andassi tanto. Poi nel 2008 andai ad abitare nella mia amata Bolognina e per un po' non ci frequentammo. Da un paio di anni è in assoluto il mio coffee-spot preferito perché mi piace l'atmosfera rilassata che si respira, grazie anche al suo stile "salottoso", fatto di vecchi divani in pelle o velluto, di bei tavoli in legno, di credenze e accessori scovati nei mercatini, che convivono informalmente tra di loro.

ZEST, via Andrea Costa


sulla lavagna tutte le buonissime proposte di Zest che possiamo mangiare sui tavoli di formica o quelli di legno

La mappa vintagista si può espandere anche fuori porta grazie a Zest, rosticceria very pugliese  dove ho mangiato una volta sola e dove da secoli mi ripeto che devo tornare per assaggiare la frittura. Peccato che nella prima parte d'estate abbia chiuso per ferie presto, mi rifarò nella seconda e più reale, quella che va da oggi al 21 settembre. Cercasi mangiatori di fritturina per sapida compagnia.


LESTOFANTE, via San Petronio Vecchio


il Lestofante è uno dei miei posti preferito per l'aperitivo o il dopo cinema

Pensare che un posticino così sia stato aperto due anni fa da ragazzi giovanissimi (e romagnoli) mi fa un gran piacere, perché è in effetti il luogo da aperitivo o dopo-cinema che più di altri in città, mette insieme gente di età diverse, forse unita da uno stesso incandescente stile. Amo le sue seggioline in formica che mi ricordano quelle dove da piccina sedevo a pranzo e cena, perché con mia sorella avevamo il tavolo in formica "da piccine" . E poi le poltrone, il bancone, il tavolo alto accanto alla vetrina da cui osservi tutto e soprattutto la cortesia dei ragazzi che gestiscono il posto. Anche questa d'altri tempi.

MILES, via Caduti di Cefalonia

il piano superiore del Miles

E' una delle sorprese spuntate nel centro - fuori però dall'invaso quadrilatero- poco prima dell'estate, dove mangiare panini eccellenti farciti con robone squisitissime dei presidi slow food. Un po' enoteca con fantasie bistrot, da Miles in particolare il salottino al piano superiore è un microcosmo di tavoli e seggiole innamorati di ruggine, con stile, che arrivano soprattutto da Freak Andò, quartier generale del vintage in città. M'immagino come sarà qui l'inverno…anche Boris Vian avrebbe molto amato, con quel pizzico di disagio jazz che rende tutto poetico.

COLAZIONE DA BIANCA, via Santo Stefano


uno degli angoli vintage possibili per fare colazione da Bianca

Per parlare di questo caffè che funziona dalla colazione all'aperitivo, prendo in prestito un commento che mi fu lasciato sul post pubblicato nel settembre del 2010. Allora il problema era che il personale non era all'altezza di un posto così carino, con un'atmosfera tanto ludica. Col tempo le cose sono migliorate. "Io sono entrata rapita quando lo stavano allestendo in vista dell'inaugurazione. Sembrava un bistrot di Psrigi o un caffè newyorkese dove ti immagini a chiacchierare con Meg Ryan o Julia Roberts. La vetrina, invece, con i suoi dolci a vista strizzava l'occhio alla Magnolia Bakery di sexandcityiana memoria. E come dicono tutti appena varcano la soglia "non sembra Bologna, sembra di stare all'estero. Ci son stata già 3/4 volte. Sarà la base per il caffè della domenica. Olivia"

CAMERA A SUD, via Valdonica


Camera a Sud è sgabelli di legno, poltrone, divani e ore a parlare

Camera a Sud è un posto che frequento sempre molto volentieri per varie ragioni, e ogni volta è un dilemma scegliere dove sedersi, perché c'è il divano così, l'abat-jour cosà, il tavolino cosù. E poi anche la posizione dice la sua. Così, se proprio voglio un posto particolare, meglio telefonare e chiedere. Uno dei posticini che comunque amo di più è quello col tavolino da quattro, vicino alla seconda vetrata. O sennò il divano con la poltrona, per chiacchiere da zia. Il Camera apre in tarda mattinata ed è aperto fino a tarda sera per aperitivi e cenette, ma consiglio una merenda qui, se avete tempo, per restarci quanto volete. Prima dell'estate i gestori di Camera a Sud hanno aperto Via con me in via San Gervasio (fotina a sinistra): ancora immersione nel retrofuturo per pranzi e cene.

RATATA', via San Vitale


A settembre dovrebbe cambiare gestione…speriamo rimanga per sempre Ratatà
Ratatà forse a settembre dovrebbe cambiare gestione. Ma lo inserisco comunque nel mio piccolo viaggio nei bar-caffè-locali innamorati del vintage, perché Sara ha saputo creare uno spazio molto caldo e gentile, proprio come lei. E se non fosse stato così fuori mano, ci sarei andata molto pià stesso. Che poi, ogni volta che capito in San Vitale, un salto al Ratatà lo faccio sempre. Amante dell'usato ancora dai tempi dell'università e della piazzola, il senso della memoria e del bello che sa di tempo, Sara l'ha saputo esprimere in maniera forte, riconoscendo proprio una grande ispirazione al Fram, che lei cita come "l'inizio di tutto".


Ecco dove fare spese pazze e vintage in via San Vitale
La Leonarda, via San Leonardo 2/2
Orologeria di Matteo Alessandrini, via San Vitale 70
Friperie, via San Vitale 49/a
Fratelli Broche, via San Vitale 54/d
Zenobialand, via San Leonardo 3
Temporary Cantuccio della Soliderietà ANT, via San Vitale 39/b

Commenti

  1. E io ora come faccio? Mi prendo un giorno libero e vengo a farmeli tutti dalle sei del mattino?

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  2. sì, però prima passi dalla Jole, dal Marè e da Acquadolce

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  3. niente. la piccola guida che Bologna stava aspettando :)

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  4. E adesso voglio un biglietto per Bologna all'istante!!!

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    1. Immaginavo che tu ci saresti rimasta con tutto questo shabby. Dimmi un giorno e ce la facciamo insieme tutta la guida

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  5. La guida più sicura della rete! a settembre inizio a provarli ...!

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per me è importante sapere cosa ne pensate! grazie, Bea

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