Il Noir di Fadiga, bistrot "ultrachic e abbastanza cheap"


Noir in piazza dei Tribunali


Che sema che sono. Senza "c", come si dice a Bologna. Mentre guardo questa foto scattata qualche giorno fa, mi accorgo che tra un paio di giorni sarà Halloween e penso simpaticamente che questo potrebbe essere proprio il locale perfetto per un venerdì sera macabre. Adoro le sue piastrelle lucide e darkissime che sanno di Inghilterra vittoriana. E mi piacciono i puà che giocano al "tivedonontivedo", costruendo un bel rimando contrastante tra vetro e parete. A pensarci bene il Noir in piazza dei Tribunali, la nuova creatura lasciva e seducente di chef Marco Fadiga, la sua linea principale per essere precise, visto che c'è pure la seconda, l'Osteria del Mare (ex Bistrot) in via Rialto, è posto dalla doppia e abile personalità: di giorno perfetto anche per pranzo veloce. Di sera, intimo rendevù per romanticismi leziosi ma non troppo, facilitati da un menu che parla il linguaggio di un cibo semplice dalle materie prime ricercate.



crab sandwich, anzi… crab salad (come se foste a Oakland)…
E ritorno al mio concetto di "sema", perché ho fatto un'associazione così stupidina, di pensare che nero è stregonesco e quindi fa parecchio Halloween. E quindi faccio una correzione di visione, immaginando un venerdì sera al Noir dopoteatro. Magari dopo uno dei due spettacoli di Gender Bender ai Teatri di Vita o all'Arena del Sole o dopo aver fatto aperitivo al Fram Cafè, che c'è Charles Flamminio in città il 31 dalle 18, altro che Halloween.
Perché il Noir (che ha pure il sottotitolo alla Moschino, "ultrachic e abbastanza cheap) mi sa tanto di ristorante dove trovarsi per fare chiacchiere fitte e sentirsi un po' altrove, ad esempio Parigi, che poi non si fa fatica, visto che già il pezzetto di strada che va verso i tribunali sembra una stradina parisienne, con gli alberoni che guardano imponenti le seggioline e i tavoli all'aperto, da piazza San Domenico fino in su. Non vengo spesso in questa parte della città, un po' per fortuna, mi dico, visto che c'è il tribunale, un po' per destino, abitando io dalla parte opposta della città. E quindi, quando un'amica in arrivo da Londra mi chiede di portarla a provare qualcosa di nuovo e interessante in città, scatta subito il progetto gita verso i quartieri alti.


salottino sul marciapiede e in vetrina al Noir

mangiarini al Noir

i tre umori del Noir


Quando prenoto, perché ormai a Bologna bisogna prenotare se si vuole trovare un posto sicuro dove mangiare, chiedo anche la sala dove vorrei sedere, perché al Noir ci sono tre spazi piccini, con 3 tavoli da una parte, 5 dall'altra e un solo tavolo nello spazio dai toni chiari e macchie di colore alle pareti, oltre la cucina, che sembra una di quelle salette private, che si vedono nei film, dove la Yakuza fa le cene. Il nostro tavolo è nella prima sala a destra, in angolo e in vetrina, però ci si sente "riparati" proprio per via dei puà giganti. Mentre leggiamo il menu, che sta tutto in un foglio A4 incorniciato da portare in tavola come la foto dei vostri famigliari e - per la parte crostacei e ostriche- scritto in lapis bianco sulle mattonelle nere, ci viene servito dello champagne in un piccolo bicchiere appoggiato su un altro bicchiere pieno di ghiaccio (figo, penso!). Poi scegliamo: crab salad, che è un club sandwich pieno di crab, insalata e germogli (15 euro, piuttosto invadenti, se siete con amici vi fate due risate, se siete in incontro galante li scansate immediately), sashimi di orata al passion fruit e sale grosso (deliziosa, il sale grosso è una svolta per molti piatti se usato a dovere), vellutata di scampi (15 euro, un bel ricordo) zuppa densa di cereali al lardo e baccalà (12 euro, non memorabile) e foie gras, amarene Fabbri e insalata marocchina (15 euro, memorabile per la terza della combriccola che se l'è davvero gustata). Per il finale un dolce assassino, di quelli che tre ragazze già sazie, per curiosità e brama di conoscenza, si dividono in tre: una creme brulé divina con spiedino-stecchino di frutti di bosco (8 euro). Una cena piacevolissima in un posto che mette a proprio agio (i camerieri sono gli stessi giovani e carini del Bistrot e sono davvero speciali) e in cui programmare una cena speciale. Non aspettatevi, però, proposte culinarie dai nomi che stanno su tre righe con ingredienti dell'ovvio declamati in quartine. Qui vince davvero la semplicità, apparente, ottenuta da ingredienti ottimi. Per finire con precisione il quadro: una bottiglia di Kerner Eisacktaler 24 euro, coperto 2 euro, acqua 3 euro.

Noir
pescheria con cucina
(ultrachic e abbastanza cheap)
piazza dei Tribunali 6, Bologna
051220118
aperto a pranzo e cena

Commenti

  1. grazie! passo spesso lì davanti ma non ho mai testato. ti leggo sempre molto volentieri :)

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per me è importante sapere cosa ne pensate! grazie, Bea