Da Myrtha, giochi di panini, insalate e gourmetterie per la generazione pallet

tanti tavolini da due e un tavolo sociale da Myrtha
Il ritmo è un po' rallentato, ma le sorprese sono ancora più tali quando l'attesa è un po' sofferta. O no? Io la penso così da sempre, ed è per questo forse, che ci metto tantissimo a raggiungere delle mete, che dalle mie parti diventano sempre vette. Cioè, non è che mi sia mai piaciuto ottenere tutto subito. E del resto non sono mai stata pronta per quello stato mentale bramoso che mi mette ansia. Poi sì, impaziente lo sono certamente, ma per altre cose. Invece devo avere il tempo per ragionarci su ai miei desideri. Ponderarli mi ha sempre portato fortuna. E magari, anche chi sta pensando di aprire un nuovo posto in città in questa seconda parte dell'anno, ci sta riflettendo su, perché si arriva notoriamente a quel punto in cui c'è grande affollament ed è meglio fare un passo indietro, sedersi un attimo e ripassare la visione. In troppi hanno deciso di salire sul carro dei vincitori - perché pensavano di essere tali- non proprio preparati ma davvero abbagliati e hanno agito con troppa fretta non arrivando mai dove credevano. O forse non l'avevano immaginato nei minimi particolari? Applicando il magico "come se"? Quindi è vero, meno aperture negli ultimi mesi, ma forse più resistenti. E chissà se sarà così anche per Da Myrtha, una nuova paninoteca gourmet inaugurata da dieci giorni in via de' Toschi, che mi ricorda tante cose. Chi l'ha aperta si è di sicuro guardato attorno e ha capito un po' di cose. Come possiamo fare io e voi. Chi pratica la città sa bene cos'è adesso Bologna: una piattaforma dove non si osa più la grande ristorazione e il grande spazio. Giocare sul piccolo e veloce (panini, insalate, tartare, tapas) ma incartarlo meravigliosamente è l'attitudine di ogni agenda sgamata  Perché insomma, ci saremmo mai immaginati dieci anni fa di andare in una paninoteca e pagare 10 euro per un panino o 20 anni fa 20.000 lire? 



i panini arrivano nella cassettina. Il mio si è presentato in tavola su un piccolo tagliere di legno, alla japonaise. Ma né le cassettine né i taglieri sanno di memoria o patina, bensì di fatto su misura, in nome di quel divertissement visivo che celebra la civiltà del pallet e tutti i suoi antenati legnosi

Poi figuriamoci, ci sono andata con tre amiche assatanate di novità e di mangiarini da Myrtha, e c'è da aspettarsi chiacchiere e riflessioni taglienti su un posto nuovo di questa tipologia. Ma anche entusiaste se è il caso. E che poi non c'era Bea (la soffiata è sua però), che lei non si trattiene!!!i Per Myrtha l'impressione è stata metà e metà. Due di noi vegetariane hanno forse annotato i punti deboli maggiori, ma anche le carnivore sono restate un po' deluse che non ci fosse quello che pare l'ingrediente firma della paninoteca, assieme ai salumi, ovvero la burrata. Ho visto Ivana accennare a una mescola quando le è stato detto che la sua caprese non s'aveva da fare perché mancava la Burrata d'Andria. E insomma, che colpo al buon proposito del sabato a pranzo. Che schiaffo morale al salutismo post venerdì cocktail e cha cha cha. La sua reazione anarchica e l'appartenenza antagonista non si son fatte attendere e io ho ripreso a respirare: "Okey, prendo un panino Porz, guanciale, pecorino, crema di funghi e rucola". Ciò, weh, qui non si scherza. Le due vegetariane (non vegane attenzione) hanno letto tutto il menu per tirare le somme e pensare che questo è un serissimo posto per carnivori con qualche pazza idea in fatto di vegetali che però secondo noi sarebbe meglio riunire sotto una voce dedicata, per non scoraggiarci fin da subito e farci leggere ogni nuova descrizione di un panino, col naso che si arriccia sempre di più fino a toccare il terzo occhio. Anche perché spesso parte bene (filetto d'acciughe) ma poi finisce male (prosciutto crudo) andando a parare sempre nella carne. Avere una paginetta che parla solo di verdure, formaggini e pesciolini (ci sono anche piatti di carne e prodotti caseari in lista) ha il suo perché. E comunque alla fine il mio panino del cuore da 10 euro chiuso tra due fette di ciabatta lo trovo proprio alla frontiera vegana e subito dopo il regno del maiale: è il Marlin, con il Marlin che è finito ed è sostituito da un ottimo carpaccio di spada affumicato (ma buono eh) il cui sapore si perde nell'eccesso di senape. Dopo una settimana dall'apertura le scorte non sono ancora settate, lo capisco).


bello il bancone e bella la parete col dai dettagli in rame. I prezzi qui al Myrtha secondo me sono un po' alti, un paio di euro in meno su alcun panini sarebbe perfetta. E più che altro l'acqua: 3 euro per 75 cl in un momento in cui tanti locali te la regalano e te la offrono nella brocca.... e leggere sul conto 6 euro per due bottiglie mi fa un po' senso, è il costo di un panino
anche il bagno richiede attenzione e qui è proprio bello... ed è piastrella mania


E' molto ben fatto Da Myrtha. Bei colori tra grigio e verde grigio per muri e pavimento, spazio essenziale, licenza bucolica in bagno (dove trovo una traccia in più su quella che pare essere la tendenza del momento, lanciata mesi fa dalla Vineria Favalli: la piastrella in grès porcellanato, qui sui toni sabbia e beige), bancone grande e attrezzato che domina il locale e che dopo due minuti mi fa sentire come dentro al Miles, presente? Del resto il tema del Myrtha è lo stesso, panini di qualità, con ingredienti ottimi e menu che cambia con le stagioni  Ho letto sul sito che è il primo locale con carta kosher in città, ma non mi pare fosse nelle quattro paginette 

Da Myrtha, giochi di sapore
via de' Toschi 2/d
0518498915

Commenti

  1. di mescole e di orgogliosi guizzi: come descrivi tu certi momenti, nessuno...

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  2. ma tu sei talmente Ivana che insomma.... :D

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per me è importante sapere cosa ne pensate! grazie, Bea

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