Portogallo on the road prima parte: Lisbona per una notte e un giorno

la prima mattina a Lisbona nel quartiere più vecchio della città: all'Albana una passeggiata tra stradine e scalinate è d'obbligo
Dopo tanta vita stanziale a dar la caccia alle novità foodie di Bologna, mi accorgo del distacco, di una certa noia, della prevedibilità degli orizzonti culinari e tendo a lasciare la mia città appena posso, provando per lei sempre tanto amore, però. Non tanto per i weekend, quanto per viaggi complicati che si appoggiano sulla facilità degli spostamenti aerei, ma poi proseguono da tappe inusuali, verso destini tutti da costruire. E a me piace leggere, studiare, calcolare le distanze, immaginare i suoli che calpesterò, le cose che vedo. Un tempo, come molti di voi, mi sa, avrei usato il compasso :-). Poi, quando sei a destinazione, ti accorgi che in effetti tutto ti è così facile. Ho scelto il Portogallo perché è una terra promessa. Lisbona e Porto sono attualmente amatissime, l'Algarve è mitizzata, l'Alentejo è ancora un piccolo enigma che molti osservano con curiosità, passandoci in mezzo, mentre lasciano Faro, per spostarsi a Lisbona. O andando dalla capitale al sud. poi del Portogallo mi piace la forma: sembra un'isola, così lungo e stretto che ogni fetta promette urbanità, ruralità, mare, e per andare da Faro a Caminha ci metti 6 ore.


Alfama


DAY 1 e 2 Lisbona-
La prima tappa del viaggio mi ha portata a Lisbona, città che ho scelto per la sua posizione centrale, che permetteva di arrivare agilmente da Bologna (ma anche da Pisa) e da lì prendere una macchina e partire per l'Alentejo, viaggiando lungo la costa. Lisbona è imprescindibile perché è una città di mare piena di ricchezze culturalie paesaggistiche, l'unica capitale europea ad affacciarsi sull'Oceano Atlantico e con sette colli, per cui diviene molto bella la caccia al miradouro, dove ammirare il panorama, e se il richiamo dei tram (electrico) come il 28 giallo che attraversa Graca, Alfama, Baixa ed Estrela è forte, come i pasteis de nata di Belem, bisogna dire che c'è tanto nuovo e significante da scoprire. Io sono per la visita partendo dalle basi, se non ci siete mai stati, per poi passare al contemporaneo. Questo primo giorno, pernottando in una casetta minuscola e un po' umida all'Alfama, il più caratteristico quartiere-villaggio pieno di stradine minuscole, bar e ristoranti, ancora molto vero e popolato da "locals", con concerti di fado (la tipica musica portoghese che provoca saudade, emozione nostalgica) ascoltabili per strada davanti ai bar e ai locali, è stato facile passeggiare su e giù per le scale, avvistando la street art che emerge dai palazzi molto antichi. Una puntata al Miradouro di Santa Luzia, che raccomando per un primo approccio con il paesaggio e da lì ho preso una Vespa Calessino (sui 20 euro) per andare a Belem a vedere il Monastero (dimenticandomi della Torre nel mare), a mangiare i pasteis de nata (i tipici pasticcini di pasta sfoglia e crema nati qui), per tornare indietro a piedi lungo la zona marittima e avvistare il ponte 25 Abril sul Tago, he sembra quello di San Francisco. Imponente. 


Alfama dal Miradouro di Santa Lucia

un caffè e un pasticcino nel quartiere di Belem, nella pasticceria dove è nato il pastel de nata


Verso le 14 punta alla cittadella alternativa LX-Factory nel quartiere di Alcantara, frutto di una rigenerazione, con atelier di artisti, negozi bio, cioccolaterie, gallerie e ristoranti come Cantina LX dove ho mangiato un'ottima zuppa di esce e pesce fresco, oltre a pane con lievito madre pazzeschissimo. Poi fate un salto alla bellissima libreria Ler e Divagar... Lisbona è piena di librerie e la più antica del mondo si trova proprio qui, la Bertrand in Rua Garrett 73 (aperta anche di sera e con caffè nell'ultima stanza) al Chiado, quartiere fighetto dove bere un caffè alla Brasileira che era il preferito di Fernando Pessoa (giusto per dare un'occhiata, è molto elegante ma ancora popolare). Sempre alla Factory LX, nella palazzina degli atelier che si trova sul lato destro, dopo i negozi di prodotti naturali, salite all'ultimo piano e ammirate il tramonto. Se ne volete una ancora più speciale, andate al Miradouro di Santa Cristina: c'è anche un bar, sedetevi, sorseggiate un drink, è fatta.
Ho factotum questo in una giornata e ho concluso la serata alla Taberna da Rua das Flores nella via omonima, al Chiado: impossibile prenotare, consiglio di recarsi sul posto verso le 18 per mettersi sulla lista d'attesa e mangiare verso le 19, o alle 19 per il turno dopo. Cibo di tradizione e innovazione, piccoli piatti declinati in 5 portate che vi riempiranno e prezzi molto onesti. Ricordatevi che in Portogallo, in particolare nei posti della tradizione, quando vi portano olive e pane, sono a pagamento. 

entrare nella cittadella LX Factory per incontrare la Lisbona contemporanea
il ioraio di LX Factory

Ler e Divagar, libreria che merita!

Ponte 25 aprile: adoro i ponti, i porti, le rive, i lungomare, dove si vede acqua

Cantina LX, il mio ristorante per il pranzo alla Factory



il mio viaggio in Portogallo è stato all'insegna della cucina tradizionale, perché quando non conosco bene la cucina di un paese preferisco approfondire le radici e poi passare alla modalità gourmet. Così tra Lisbona e Alentejo è stato tutto un rincorrere la tradizione tra zuppe e baccalà in mille modi e poi a Porto sono approdata a un'esperienza più nuova

finale di giornata (che poi erano le 5 e mezza) al Miradouro di Santa Caterina per guardare il tramonto in un rito collettivo


Commenti