giovedì 31 dicembre 2009

Polipetti e polenta di San Silvestro


Dall'ultimo post sono stata un po' girovaga e quindi non sono riuscita a postare molte cose. Ma posso assicurarvi che no post non è uguale a no cibo. Anzi, ho mangiato parecchio e quindi ho accumulato tante esperienze gustative che appena potrò narrerò.
Adesso sono a Roma per un paio di giorni. Sono venuta in visita dai miei genitori. Ma domani si riparte. Alla volta di terre lontane. Per un pochino. E quindi ho deciso di chiudere l'anno con una ricetta di famiglia. Della mia famiglia. In particolare della mia mamma, Grazia, cuoca sopraffina, amabile soprattutto per quel suo lato fantasioso e sperimentatore, che non ci ha mai risparmiato.

Così eccola ai fornelli con questi Polipetti e Polenta che ancora smuovono in me ricordi saporiti. Li ha cucinati questa sera. Eccezionali. E io li suggerisco come piatto da San Silvestro. Credo sia perfetto!
E con questo Buona 2010 a tutti!

Per i polipetti
2 kg di polipetti
1 carota
1 cipolla
2 coste di sedano
1 cucchiaio di sale grosso
200 grammi di passata di pomodoro (Valfrutta in questo caso)

Immergere i polipetti in acqua fredda e sale per 30 minuti.
Nel frattempo prendere una pentola d'acqua e quando inizia a bollire tuffare i polipetti e farli cuocere finché non diventano rosati. Scolarli col ramaiolo.
Preparare la salsa per i polipetti tagliando finemente le verdure e facendole soffriggere brevemente in poco olio di oliva (ha usato quello della Sabina). Aggiungere un mestolo di acqua calda e fare cuocere un poco ancora (in tutto 30 minuti). A questo punto aggiungere la passata che si può insaporire con un cucchiaio di dialbrodo e far cuocere altri 15 minuti. Aggiungere i polipetti e far cuocere altri 20 minuti finché punzecchiandoli si sentiranno tenerissimi.

Per la polenta
2 litri d'acqua
500 grammi di polenta bramata
1 cucchiaio di sale

Quando l'acqua bolle buttare la polenta e farla cuocere 30 minuti se piace un po' dura. Mescolare costantemente e velocemente e gettarla a pioggia all'inizio.

A questo punto si servono i pezzetti di polenta con i succosissimi polipetti.

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martedì 22 dicembre 2009

Ricette delle Nuove Famiglie d'Italia, partecipate gente, partecipate!

concorso quando basta

cliccate qui sopra!!!

Sto accumulando un po' di idee da postare, ma porca miseria, il tempo mi sfugge dalle mani e dalla tastiera... questi giorni sto ancora lavorando parecchio (chi diceva che Bologna era una città noiosa?) In più sono arrivate tutte le locandine e i pieghevoli in 6 lingue 6 del concorso Ricette delle Nuove Famiglie d'Italia che tra oggi e domani partiranno verso le loro destinazioni: le coop di tutta la Regione, le sedi di varie Cgil e Arci di tutta Italia, molte bioblioteche. Cerchiamo di raggiungere più gente possibile e vi diciamo: partecipate! Basta spedire 2 ricette con la storia e la storia della vostra famiglia e anche delle foto. E potrete essere scelti per il libro che uscirà per Pendragon a settembre 2010 dove saranno pubblicate le 30 migliori storie e ricette selezionate da una giuria molto prestigiosa!
Bene, detto tutto ricordo che il 26 dicembre parleranno di noi su Permesso di soggiorno, programma di Radio1 nello spazio dell'Agenda...alle 5,50 del mattino.
Un po' prestino? Si può risentire in streaming su
http://www.radio.rai.it/radio1/permessodisoggiorno/.

Buona ricetta a tutti!

Regali di Natale: un viaggio a LondraI

Riflettevo in questi giorni sui relagli di Natale. Una cosa originale, no? Vabbè, insomma, pensavo che un regalo da fare ma anche da farsi è un bel viaggio. Se si può. Oppure se un'amica o un amico sono in partenza per qualche località, possiamo sempre informarci dove andrà e vedere se sul posto riusciamo a organizzare una sorpresa. Reaglo nel regalo.
Ecco, se qualcuno va a Londra ed è appassionato di cibo, secondo me gli/le si potrebbe regalare almeno due cose: la prima è un high tea da Wolseley. La seconda è un corso di qualche ora da Jamie Oliver, al Recipease di Clapham Junction. Anche il quartiere, sbocciato da qualche anno, vi conquisterà. Oltre a scegliere una di queste soluzioni, potrete consigliare anche tutta una serie di cose da vedere e fare a Londra.

sabato 19 dicembre 2009

Una neve così....



Oggi in piazza Maggiore a Bologna, ma anche nei bar della città e della provincia sarà tutto un: "mo una neve così...." non si vedeva da decenni! Appunto. Gli omarelli bolognesi, come si chiamano qui i signori di una certa età umarells, probabilmente pensionati, avranno chiacchiere per tutta la giornata. Riflessioni, ricordi, nostalgie. Perché sì, una neve così massiccia almeno io non me la ricordo. E ora che abito in una parte della città dove c'è un parco e dove gli alberi non mancano, vale davvero la pena uscire a mezzanotte a farsi una passeggiata. Coi moonboot che ho appena ritrovato nella confusione della cantina, giacca da macellaio canadese, sciarpa, cappello. Una meraviglia.
Quasi quasi domattina mi sveglio, cerco gli orsetti per casa e faccio una torta!

giovedì 17 dicembre 2009

Tempo di cene, tempo di cakes: pomodorini e pistacchi


Frenesia in cucina. Sta per arrivare Natale e mi sento di dire che la frenesia maggiore c'è le settimane prima della festività. Questo in fatto di donnino che vive per conto suo. E che ha un po' di cene cui pensare per scambiarsi gli auguri con amiche e amici. Da figlia, infatti, non son per nulla strassata, perché c'è qualcuno che cucinerà per me. E che lo farà con tanto piacere perché, data la lontananza, non mi vede così spesso. Quindi giorni di convivio assoluto e tante idee da farsi venire per imbandire la propria tavola o quella degli amici che invitano.
Bene, il mio scacco matto è il cake. In tutte le sue forme e variazione. Come la sacra scrittura di queste torte-plum cake, "Cakes dolci e salati" di Ilona Chovancova, detta. E come a me, spesso, piace trasgredire. PercHè non ho sempre gli ingredienti fedeli e perché la base di farina e formaggio è sempòre la stessa. Si può mettere e togliere che questo manicaretto non vi deluderà.

Ecco perciò la cake coi pistacchi, i pomodorini secchi, le zucchine e la cipolla di tropea, che ho realizzato.

Ricetta di base di Cakes dolci e salati
180 grammi di farina
3 uova
10 cl di latte parzialmente scremato
10 cl di olio vegetale
100 gr di gruyere grattugiato (io ho usato l'emmental)
1 bustina di lievito
sale e pepe

Mie aggiunte:
1/2 cipolla di tropea
2 zucchine tagliate a rondelle e poi ogni rondella a metà
una ventina di pomodorini secchi rinvenuti in acqua
3 cucchiai di pasta di pistacchio
30 pistacchi veri

Prima di pensare all'impasto metto in una padella con un poco di olio mezza cipolla di tropea tagliata a tocchetti a soffriggere (vi assicuro, dopo la cipolla non sarà aggressiva, ma darà proprio un bel gusto dolcino) e poi un pizzico di sale e aggiungo infine le zucchine e le faccio un po' saltare. Spendo e lascio da parte.

Scaldo il forno a 180 gradi.
Procedimento
In un'insalatiera sbatto leggermente le uova con olio e latte. Aggiungo la farina e l'emmental grattugiato. Incorporo la pasta di pistacchi, i pistacchi tagliati a metà, le zucchine saltate e i pomodorini (ne tengo 5/6 per la decorazione della crosta) e mescolo. Metto un po' di sale e qualche macinata di pepe. Incorporo delicatamente il lievito. Verso nello stampo da lum cake e inforno. Faccio cuocere per 45/50 minuti, sforno e lascio un po' raffreddare prima di mangiare e sformare il cake.

domenica 13 dicembre 2009

Mangiando s'insegna: come sostenere un progetto cucinando



Sono ancora qui che ripenso a quei biscottini all'anice. Tipo i nostri cantucci, però con quel sapore e aroma di anice che adoro. E quei biscottini con aroma di limone. E ancora la torta morbida morbida dal sapore sublime. Per non parlare dei panini laccati con semi di sesamo! Effettivamente la parte dei dolci è quella che ho più amato alla cena che sabato sera il centro lavoratori stranieri della Cgil ha organizzato alla bocciofila Calari del quartiere Reno per finanziare i corsi di italiano per stranieri, appunto. Tre tavolate lunghe come una pista da bocce, tanta gente, giovani, anziani, signore e signori che insieme hanno gustato le specialità marocchine preparate da persone di questa comunità dell'Africa Settentrionale, per sostenere una causa. Il che mi fa pensare ancora una volta, quanto il cibo sia un linguaggio universale che tutti parlano sempre volentieri e che sia vincente ogni volta che si devono promuovere delle iniziative.

Il menu era comunque molto all'insegna dell'integrazione: da una parte cous cous con le verdure o la carne e dall'altra la polenta con la salsiccia. Vino rosso Montepulciano e dolci buonissimi. Tanto che ho fatto richiesta al responsabile del Centro lavoratori Roberto Morgantini di procurarsi qualche ricettina per me! Attendo con ansia.
Ah, nella serata era inclusa anche la tombola con premi molto interessanti. Ma a me e Fabio è capitata la sorte che vedrete alla fine. Un regalo indefinibile nel suo abbinamento ma in fondo molto chiaro nel suo significato.


sabato 12 dicembre 2009

Un tocco di Zenzero per il vegetaliano felice!


insalatina di pere e brie caprino con riduzione di aceto balsamico

Da Zenzero c'ero stata più o meno un anno fa. E tornandoci, qualche giorno addietro, ho pensato che confermavo tutto: si mangia proprio bene. Per un vegetariano è gioia doppia perché sai che puoi mangiare cose con ingredienti sicuri e per di più cose belle e creative. Insomma, basta con chi pensa che per mangiare solo verdure bisogna ingrigirsi il palato e la vista.
E comunque di questi tempi, pare che le persone "affette" da cucina vegetariana siano parecchie, visto che a pranzo Zenzero era praticamente sold out. Così mi torna anche in mente un nuovo posto che ho visitato di recente e che presto recensirò (vorrei andarci almeno un'altra volta) dove il menu, bolognese spinto, si è arrestato, quando ci son stata io, di fronte al tutto esaurito per la lasagnetta vegetariana. Insomma, che sia un campanello da ascoltare? Con tutto rispetto per la fantastica cucina bolognese che, ahimè, non potrò mai raccontarvi del tutto...

E comunque, da Zenzero in via Fratelli Rosselli 18 (a due passi dal Mambo, il museo d'arte moderna di Bologna) si mangia proprio bene. Io non sono vegetaliana (ho scoperto qui che un vero vegetaliano non mangia nemmeno il miele), bensì vegetariana perché mangio latticini e pesce e quindi mi sono permessa ad esempio un piatto con caprino e un altro con gorgonzola. Adoro il formaggio, davvero. Ma l'amica che era con me ad esempio ha preso un piatto strettamente vegetaliano. Con carpaccio di seitan, riso e palline di crema vegetale. Buono buono.

Il menu di questo ristorante bistrot (si può prenotare allo 0515877026) è molto vario e rispetta le verdure di stagione, mettendo in tavola una festa di colori e forme abbinate a materia prima di qualità. Il mio brie caprino era da svenimento tanto era fresco. Un antipasto e un secondo mi son costati sui 13 euro. Un piatto vegetariano costa sui 7,50 euro e non è scarso per niente. Ho lasciato la fantasia sulle crespelle ai carciofi e sul cous cous e anche su una serie di piattini jappofusion che mi riserverò per la prossima volta. Ah...nella lettura ho letto anche la parola manzo...insomma se la vostra migliore amica o l'amico proprio son carnivori, c'è posto anche per loro!


carpaccio di seitan con verdurine e cremina vegetale


tortelli di saraceno ripieni di ricotta in salsina di pere williams e gorgonzola

un angolo di Zenzero

martedì 8 dicembre 2009

Cous cous e sformato di cardi "chez Chizu"



Lunedì niente ponte. Ho lavorato. Ma conclusa la prima parte della giornata, nella pausa, sono andata a pranzo Da Chizu, l'amica di Tokyo che vive a Bologna da un anno ed è un'artista molto particolare che sa scolpire con fili di ogni materiale possibile, la nostra realtà sognata. Un mondo a parte di meraviglie e dolcezze. Ma sempre col filo sarebbe capace di arredare tutta casa. Se magicamente una sedia modellata col fil di ferro potesse avere consistenza, beh... avrebbe già fatto un divano! Un salotto intero. E forse anche lo stereo e le casse.
Comunque un po' di cose nella casetta che divide con due amici, le ha fatte. Tutte per la cucina, guarda un po'.
Proprio perché lei è una cuoca strepitosa e non di sola scuola giapponese. Chizu lunedì mi ha cucinato un pranzo che un po' mi sembrava di essere andata a pranzo dalla mia nonna. Che non c'è più, ma che è sempre con me. Un ricordo lontano e bellissimo. E in questa aria di feste natalizie ci stava così bene! Anche perché Chizu abita in una parte di Bologna che potrebbe essere un villaggio di Babbo Natale. Sembra un borgo, per intenderci! Con tanto verde, strade un po' scalcagnate, dislivelli (siamo inizio colli e la sua strada è in discesa), palazzine basse con giardino e alberi di cachi.
Arrivo da lei verso le 12,30 dopo aver camminato dalla piazza alla sua via oltre i viali di circonvallazione, e la trovo immersa in un groviglio di fili. Sta infatti preparando un'installazione per il natale in piazza. Teste di renne e robe così. La bottega di un vecchio artigiano di qualche secolo fa....Però c'è il portatile sul tavolo e la library di Itunes manda pezzi anni settanta...

Cambio di scena.
Chizu è in cucina che traffica. In una padellina calda mette il cous cous che fa scaldare al fuoco insieme a semi di finocchio. Nel frattempo tiene dietro alle verdurine e contemporaneamente prepara le piadine e dà una controllatina al forno dove c'è lo sformato di cardi e finocchi con besciamella.
Tutto questo andrà in tavola. Piadine con squacquerone, rucola e pomodorini. Poi sformato di cardi e finocchi e infine un magistrale cous cous. E per finire finire dolcetti della tradizione bolognese come il pan spziel del Bar Billi (quello al Meloncello, su per via Saragozza) e zenzero candito per accompagnare il caffè. Io di mio le ho portato un maccia muffin...un dolcino ibrido jappamerican. Che altro potevo proporre?
Qualche osservazione: le verdure erano croccantissime. Chizu applica alla cucina italiana i metodi di cottura giapponesi e in generale tutta una serie di conoscenze della sua tradizione, che servono ad esaltare i principi di ogni cibo che le passa tra le mani. Quindi, cucina italiana o del mondo, con metodo jap. Eccezionale.
Le ricette sono senza misure...ma le procedure sono interessanti!


Sformato di cardi e finocchi

Mettere i cardi in acqua, sale e aceto per estrarre l'amaro dalla verdura

Fare la besciamella con burro, farina, latte

Nel piatto per il forno metti un po' di burro sulla superficie,

poi besciamella, cardi, finocchio, sale, semi di finocchio, e ancora besciamella e tutto il resto a ripetizione per fare gli strati.

Infornare per 1 ora a 200 gradi.


Cous Cous

Tagine vegetariano

preparazione:

-ceci: preparare i ceci secchi dalla notte prima a mollo in acqua

poi alla mattina far cuocere

sulla pentola metti le verdure (cipolla, patata, bieta, verza, carota, zucchina, pomodoro..) tagliate a dado poi un po' di d'acqua, un foglio di alloro, sale

poi la buccia di parmiggiano reggiano.

fai a cuocere (abbastanza).

aggiungi i ceci.

intanto prepara il cuscus.

per una tazza di cuscus, una tazza d' acqua.

fai scaldare il cuscus in padella,

prepara l'acqua calda nella stessa quantita' di cuscus.

nella padella di cuscus, versi l'acqua caldissima,

un po' di sale, olio di oliva, semi di finocchio.

fai a cuocere (tipo al vapore, chiudendo la padella).

dopo 15min mescoli il cuscus.

Infine unisci tagin vegetaliano + cuscus, poi coriandolo fresco.


venerdì 4 dicembre 2009

Codice Cavoletto a Bologna


Di sicuro, come lei scrive, è stato l'incontro più formale del tour per portare al pubblico il suo libro appena uscito "Il libro del cavolo". Ma a mio parere è stato molto Sigrid e quindi mi è piaciuto. Perché anche in un'occasione che non era tutta aperitivo e autografi, come lei avrebbe voluto, è riuscita a regalare molto di sé. Col suo stile inconfondibile di Cavoletto di Bruxelles, il blog foodie più conosciuto d'Italia. E molto anche oltre.
E io e le tante altre persone (per lo più ragazze, anche se il primo a mettersi in fila per l'autografo è stato un ragazzo) presenti in sala a Eataly, siamo stata ad ascoltarla e abbiamo fatto anche qualche domanda. Perché era un'occasione interessante e vera, sempre abituati a seguirla virtualmente. E Sigrid non poteva essere in migliore compagnia. Di Stefano Bonilli, che in questa occasione era perfetto. Fantasticamente protettivo della sua pupilla, ma altamente esaltante, come un ingrediente sapidante che dà quel pizzico in più a un piatto!
Ecco perciò, che, come ho fatto con Heinz Beck, faccio con la Sigrid. Riportando qui sotto una sorta di "Codice Cavoletto". Per chi non c'era e per chi vuole riascoltare.
Prima però l'introduzione di Bonilli, generosa e paterna.
"Era il 2004 - racconta - al master in giornalismo enogastronomico del Gambero Rosso. Davanti sulla destra c'è questa belga magra che sa sempre tutto e ti guarda in questo modo tranchant. Io inizio a fare un blog e ne parlo a tutti coloro con cui ho rapporti, quindi anche con lei che lavora con me al Gambero Rosso e comincia a fotografare. Ha un occhio particolare, come il suo blog. E ora arriviamo al presente: a inizio febbraio decide di fare il libro in un circuito nuovo però. Non quello della distribuzione libraria, il che ha permesso alla casa editrice Cibele, di investire sul prodotto. Nella distribuzione tradizionale sarebbe costato di più. E insomma, la prima tiratura è andata esaurita. Il passaparola di internet sulla cucina è una cosa così forte ma non riconosciuta dai giornali.

CODICE CAVOLETTO
Le ricette del libro, come nascono: a volte sono tradizionali, come quelle ungheresi o giapponesi, perché ho una visione turistica di quei luoghi, in altri casi sono il risultato della tradizione digerita da me e riproposta con un po' di gioco.
L'ispirazione dietro le mie ricette: un amico che mi dice qualcosa, un piatto assaggiato al ristorante, un ingrediente incontrato al mercato. Sono contraria al copyright sulle ricette. A parte pochi geni come Adrià credo che oggi non si inventi nulla.
Come preparo le ricette per il blog: cucino nel weekend e poi scrivo la mattina, durante la settimana.
Come il successo ha cambiato la mia vita: è cambiato tutto e si legge nella mia biografia. Ho iniziato facendo 100-200 foto tutti i giorni, poi ho lavorato un anno nella cucina del Gambero Rosso per preparare gli allegati del Sole 24 Ore. Ora sono indipendente e ho ancora molto da imparare.
Quando un blog funziona: per mia esperienza funziona quando è spontaneo e si fa quel che si crede. Se guardate un blog aziendale si vede subito che uno è pagato. Il blog ha bisogno di essere spontaneo e personale. Se io dovessi rifare un blog lo rifarei così...quando non riderò più delle scemenze la smetterò. Oggi come 5 anni fa c'è ancora spontaneità. Non ho mai lavorato sui motori di ricerca o sulle parole chiave. Anche se state predicando nel deserto, andate avanti e fate quel che vi piace. E se i primi sei mesi non ricevete nemmeno un commento, è giusto che vada così.
Per chi inizia oggi: siate ostinati. E' normale se dopo due mesi che ci lavorate non siete a Repubblica. Siate ostinati e fatene espressione di voi.
Se iniziassi oggi: forse sarei tentata di fare una cosa identica cercando di razionalizzare. Con un taglio deciso e forte. Forse più che semplice ricettario di casa individuerei i 1000 angoli per approcciare la cucina.
La conclusione di Bonilli: Sigrid non dice però che il suo è uno dei webmaster più forti in circolazione, che ha un provider americano molto ben difeso, che ha un maestro di fotografia che è un mostro come Davide Dutto. La qualità non la improvvisi. E' duro lavoro quotidiano fatto coi migliori.

mercoledì 2 dicembre 2009

Parte il concorso dell'anno: Ricette delle Nuove Famiglie d'Italia

Cosa vuol dire famiglia oggi?
O forse meglio, in quale circostanza, fuori dalla tradizione nucleare e patriarcale, ognuno di noi si sente o si è sentito in famiglia, nella sua vita?
Io personalmente ho la mia famiglia "di sangue" a Roma.
I miei genitori sono andati ad abitare là da Bologna, più di vent'anni fa, e sono pochi ormai i momenti in cui riusciamo a ritrovarci, a cenare insieme. Per lo più durante le feste o quando magari passano di qua. O sennò quando vado a trovarli, il che succede di rado essendo io legata a Bologna e alla routine qui, per lavoro.
La mia famiglia d'origine è quindi a Roma, ma qui a Bologna ho un paio di famiglie di riferimento. Quegli amici che, quando ci stai insieme, fanno subito "effetto famiglia". E così può capitarmi di passarci a cena la sera o magari andarci anche a pranzo la domenica. Insomma, le occasioni ricorrenti di socialità famigliare che sono meravigliose. E con loro mi sento completamente a mio agio...insomma posso anche togliermi le scarpe sul divano che è normale ;-).
Quindi, per circostanza (ad esempio si cambia città d'origine per studio o lavoro) o per scelta, la propria famiglia diventa un'altra. Il nostro gruppo di riferimento diventa altro e ha in sé quelle caratteristiche che ben conosciamo. Può essere famiglia un gruppo di studenti, lavoratori uniti sotto lo stesso tetto e dalla cena serale, diversi pezzi di una famiglia di un altro paese che arriva in Italia e si ritrova insieme, la nonna con il nipote, il single che vive col suo cane, la coppia coi gatti. Ancora Nuove famiglie d'Italia sono i nuovi cittadini italiani che arrivano dall'estero e che mettono su casa con le loro tradizioni o magari si fondono con noi dando così origine alla famiglia fusion.
Insomma, le nuove aggregazioni domestiche sono infinite e c'è ora un concorso che vuole raccontarle. Usando il cibo e la cucina come grimaldello ideale per farle venire allo scoperto in un grande progetto di partecipazione.
Al contempo "Ricette delle Nuove Famiglie d'Italia", conoscendo bene le menti che ci stanno dietro (io sono tra quelle assieme a Procope Studio, Kiasma Associazione e Club22) vuole anche raccontare come cambia la cucina italiana o semplicemente gli incontri che fa in questa nuova società. Mantenendo amore per le proprie tradizioni, ma facendosi incuriosire dal nuovo. Il che non vuol dire essere esterofili o farsi suggestionare dallo straniero per dimenticare il nostro patrimonio.
"Ricette delle Nuove Famiglie d'Italia" vuole raccontare il cibo oggi e chi lo crea o lo consuma dentro le case. Che, come ben sappiamo, nascondono chef eccezionali. Lontani dalle luci della ribalta ma protagonisti in famiglia. E, è doveroso dirlo, protagonisti nella rete, attraverso i tanti blog come il vostro, con cui ogni giorno raccontate le vostre avventure in cucina. Con conoscenza, amore e fantasia.

Il concorso parte oggi 2 dicembre e scade il 30 gennaio 2010. Il bando lo scaricate da qui

Ci saranno tante fasi dopo la raccolta delle ricette. L'ultima sarà la pubblicazione del libro per le edizioni Pendragon a settembre 2010. Nel libro dovrebbero andare circa 30/40 ricette, selezionate secondo i criteri della storia (corredata anche da foto), della bellezza delle ricette (2 a testa possono concorrere) e della loro appetibilità...che sarà testata da una giuria (ancora da mettere insieme definitivamente) tramite la preparazione degli studenti della Scuola Alberghiera Bartolomeo Scappi di Casalecchio di Reno, nostra partner nel concorso.

Ci sostengono in questa fantastica iniziativa l'azienda agricola Ciccio Zaccagnini di Bolognano (Pe) e la Coop Adriatica.

Il videospot è stato realizzato da comunicazionivisive.net
Il sito web è stato realizzato da webdesign.bo.it
Il concorso è patrocinato dal Comune di Bologna, dal Comune di Casalecchio di Reno e ringraziamo Arci e Centro Lavoratori Stranieri della Cgil per la collaborazione nella diffusione del concorso.
Media partner Radio Asterisco e Il Tamburo