lunedì 2 marzo 2015

Una cioccolata in tazza per salutare l'inverno (quella con la panna)



da Zanarini cioccolata in tazza e panna sifonata

La primavera è alle porte e io celebro l'inverno che se ne va gustandomi le cioccolate in tazza che Bologna può offrire. Non so bene se siamo o meno una comunità di bevitori di cioccolate in tazza, so però che io sono un'appassionata di questa bevanda se accompagnata da una buona panna montata, che è un po' il mio spartiacque. Quello che mi fa optare per un bar piuttosto che un altro. E mentre scrivo questo, mi viene in mente una cosa che mi ha chiesto una conoscente la scorsa settimana, ovvero dove fanno le migliori focacce con la panna. Ve le ricordate? Negli anni Ottanta erano un must, ma forse solo da noi. Perché ad esempio, l'Adorabile è mezzo svenuto - da buon genovese- quando ha sentito pronunciare questo accostamento: certe cose sono pura blasfemia! E insomma, per ritornare sulla strada maestra dopo il lunghissimo inciso, anche lì, nella focaccia, quanto faceva la differenza la panna? Era tutto, anche perché spesso, la focaccia tonda e soffice, aveva una natura industriale.

venerdì 27 febbraio 2015

L'invasione dei food truck ad aprile, cibo di strada in festival



Portland, la terra dello street food e dei cart, ovvero i mezzi su ruote parcheggiati e stanziali
Da quanti anni sogno di fare un viaggio nella terra dei food truck (aka Portland, Oregon)? Anzi, là, da tempo, ormai si chiamano cart, ovvero carrelli, perché sono la parte che le ruote trainano con a disposizione una zona per fermarsi. Infatti, se un truck (o camioncino) ha le ruote e si sposta continuamente, un cart ha comunque le ruote, ma è parcheggiato in una zona da cui non deve muoversi e dove - se son più di uno- crea naturalmente un distretto del cibo. Meno nomade e più stanziale, insomma, ma sempre al servizio di cose da mangiare. 
Ecco, Portland, a questo proposito, oltre ad essere la capitale dei cart lo è anche dello street food migliore del mondo. Ebbene, il viaggio, ancora, è parcheggiato sulla mia to-do list, ma la buona notizia è che dal 24 al 26 aprile, proprio a pochi giri di bicicletta da casa, ovvero al Parco 11 settembre che dà su Azzo Gardino e Riva Reno, arriva la prima edizione dello STREEAT - Food Truck Festival, e Bologna è così la terza base, dopo le due milanesi che hanno visto la frequentazione di 50.000 persone. 

mercoledì 25 febbraio 2015

Brunch di quartiere al Red Brick: e scopro con gioia il pudding dello Yorkshire

il brunch della domenica con le amiche è in assoluto il tipo di brunch che preferisco... chiacchiere, confidenze,  pettegolezzi, consigli, strategie e milioni di foto a una frittatina. E dopo tre ore ancora lì a parlare e a mangiare.

Era da un bel po' che non aprivo il file del brunch. Probabilmente perché l'ultimissimo capitolo della narrazione dedicata a questo amato - da me- rito, raccontava del brunch al Majestic. E a quel punto, così soddisfatta, ho preferito cullarmi nel ricordo, ogni volta assaporato con gioia, credetemi. O forse sì, c'è stato anche un tardivo capitolo estivo, ma molto differente, apprezzato soprattutto per la bellezza del posto e la cura dei dettagli. E se il 2014 è stato definitivamente l'anno dei brunch, in cui mi sono divertita a provarne per mesi, prendendo appunti, creando piccole guide e ricami iperbolici attorno all'argomento, il 2015 è quasi al terzo mese di vita e conto solo una novità in questo campo, testata proprio domenica scorsa, aiutata dal famoso perfect day con pioggia, tutta la gamma dei grigi e melanconia a secchiate. Poi ho girato la maniglia tonda sul portone rosso del Red Brick ed è iniziata la primavera.

lunedì 23 febbraio 2015

Il senso di Gino per il budino: "da primavera lo rilancio"



10 ore per completare 3 dessert al cioccolato, 3 dessert alla frutta, 12 dessert al piatto, 1 pièce artistica di zucchero, 1 pièce artistica in cioccolato e 1 scultura artistica in ghiaccio: noi sabato abbiamo assaggiato "Magia del tempo" torta al cioccolato con una base di crumble sublime e uno strato all'arancia, che ha vinto il premio innovazione per la particolare tecnica del doppio glassaggio


Sabato pomeriggio sono andata a festeggiare a Cadriano, come tanti altri bolognesi, la vittoria di Gino Fabbri e della sua squadra di pasticceri (Emmanuele Forcone, Francesco Boccia e Fabrizio Donatone, tre giovani, la nuova generazione), che ha vinto la Coupe du Monde de la Patisserie a Lione a fine gennaio. Pazzesche le opere realizzate e ispirate alla favola di Peter Pan. Sono dolci, in effetti, ma l'arte è quella riservata alle sculture, qui di zucchero tirato, soffiato e colato e di cioccolato modellato, stampato e scolpito secondo diverse tecniche. Queste, come tiene a sottolineare il grande Gino Fabbri, sono prodezze da campionato, esercizi grandiosi di stile che dimostrano le capacità e la bravura raggiunte in tanti anni di lavoro. Ma quel che conta davvero per lui, al di là delle acrobazie pasticcere, è in verità una valorizzazione bella e contemporanea della nostra tradizione. Ed è qui che emerge tutto il genio e la finezza di pensiero di questo Maître Pâtissier che ha un sogno: rilanciare il budino, la semplicità gustosa ed emozionante delle nostre radici. Di questo, il grande Gino, ne aveva parlato qualche settimana fa, durante la serata in cui Lucia Antonelli, appena vittoriosa e di nuovo regina del tortellino, aveva preparato una cena con alcuni suoi celebri piatti, per presentare il suo libro "Cucina di frontiera" (Minerva) all'Antica Osteria Romagnola di Bologna, con Antonio Amura, servendo come dolce il budino alle castagne (che si trova a pagina 24 del libro). E ancora, di questo dessert così démodé, ne abbiamo riparlato sabato, facendo due chiacchiere alla Caramella. E mi è proprio venuto da pensare che in vari ambiti, dall'architettura alla cucina, è davvero tempo di fare con quel che si ha, migliorandolo e rendendolo più seducente con l'applicazione di un pensiero lucido e contemporaneo. E che Bologna è tanto al centro del mondo.

venerdì 20 febbraio 2015

Mica l'avevo capito cos'era successo al Mercato di Mezzo, quindi sono andata a mangiare un panino...

alla Pescheria del Pavaglione fanno un paio di panini molto interessanti. Ero passata un po' di tempo fa, notando il panino al nero di seppia e ieri sono andata a mangiarlo, approfittandone per vedere che aria tira al Mercato
Me l'ha detto ieri quando l'ho incrociate casualmente al Mercato di Mezzo, intenta a comprare del pane da Calzolari, che lei manco se n'era accorta che non c'era più la gelateria. E dire che Mirit, l'amica in questione, è una curiosa che non si fa sfuggire nulla di quel che di buono c'è in città. Eppure questa cosa del gelato lì al Mercato, l'assenza di vaschette e spatole e coni, lei non l'aveva notata, perché di certo non era nella sua lista dei posti del cuore. 


mercoledì 18 febbraio 2015

Al Club des Pirottines arriva la pizza di Berberè con Matteo Aloe

questa è la mia seconda pizza, infornata ieri notte, dopo 24 ore di lievitazione. Dressing: pomodoro, mozzarella, scamorza affumicata, basilico

La prima volta che si fa la pizza o un altro tipo di lievitato di rango, è come innamorarsi la prima volta. Sono la solita esagerata romantica, ma sono sincera. E per me lunedì sera, al Club des Pirottines, la lezione sulla pizza di Matteo Aloe del Berberè è stata un colpo di fulmine. E adesso vorrei solo impastare, aspettare, tirare, infornare. Osservare continuamente questa magia che si compie delicata e paziente. E intanto penso che son già quattro anni che questa scuola di cucina anarchica esiste, da quando nacque un pomeriggio d'aprile del 2011, dopo una piccola delusione, di quelle che ti danno però la rabbia necessaria per reagire e sognare in grande. E poi rifletto sul fatto che di anime che hanno empatizzato con questa idea un po' sballata e totalmente antiscolastica, che garantisce il libero e gratuito fluire dei pensieri e delle conoscenze, ce ne sono proprio tante. E quindi un mondo migliore è davvero possibile, una fetta alla volta.

lunedì 16 febbraio 2015

Come vedono Bologna le guide straniere? E' tutta questione di marketing...

la colazione internazionale al Cappello Rosso, dalle 7 alle 11 con dolce e salato e tanta gentilezza
Oggi è un buon lunedì perché ieri è stata una domenica d'alto rango. E' andata un po' come il tempo, con quella pioggia a macchia di leopardo, come osservava verso le 10,40 la Wanda. Sereno a momenti, gocciolante in altri. Una giornata rilassante e adrenalinica al tempo stesso, in cui mi son fatta turista per intrattenermi a due passi da casa. La domenica è iniziata di buonora, con una colazione internazionale al Cappello Rosso dove non andavo a mangiare da un po'. E lì, nelle tre ore di "residenza bighellona", seduta al tavolo con le spalle alla credenza piena di prodotti e oggetti gadgettosi, proprio con la Wanda abbiamo fatto una conoscenza interessante che ha aggiunto un nuovo capitolo al libro delle personali visioni e percezioni sulla mia amata Bologna.