lunedì 29 giugno 2015

Saraghina e cocktail, il giovedì secondo il Buonaventura

il giovedì è Saraghina grigliata al Buonaventura

Quando d'estate comincia il cinema in piazza Maggiore, ogni sera vorrei essere là, per vedere tutto e far le scorte per il mio fantasticare. Questa settimana, poi, è quella del Cinema Ritrovato e la possibilità di vedere film rari è allettante per me quanto quella di assaggiare un piatto mai sperimentato prima. Certo però, le tentazioni bighellone attorno a me son tante e mi spingono a fare delle scelte. E so che per voi è la stessa cosa. Quindi: ecco una tentazione secondo Bea, che non vi chiede di resistere. La mia è una sollecitazione alla fuga, una sera di metà settimana, con il sole ancora alto che vi aspetta in Romagna per infrangersi magicamente sulla vostra grigliata di saraghine. La tentazione, sappiatelo, è un mezzo di purificazione e voi tornerete in città più buoni e aperti al mondo di prima.

mercoledì 24 giugno 2015

C'è Fermento in Bolognina e io faccio colazione in un bar strepitoso


colazione al Fermento


E' stato così sabato sera mentre tornavo a casa in bicicletta con la Pina e l'Adorabile, dopo aver messo un po' di musica al bar del Lumiere. Arriviamo a metà di via Matteotti e voltiamo a sinistra, su via Albani, destinazione l'inizio di via Serra. E assistiamo al miracolo: il posto la cui serranda seguivo già da un po' di giorni tra alzate e chiusure, aveva aperto con tre vetrine sul marciapiede pieno di persone allegre ma non chiassose, che bevevano. Visione surreale. Come stare a teatro e guardare uno spettacolo con luci perfette, tempi ideali, scenografie splendide. Protagonista il bancone ma anche il pavimento di cementine marsala, blu e bianco e tutte quelle seggioline che spingono il mio cuore a poetare. E' la svolta della Bolognina, ci siamo detti con un sorriso, ma quella vera.

lunedì 22 giugno 2015

C'è un nuovo posto per il picnic bolognese che sa di crescentine, polenta e frutta

il parco della frutta recuperato da Terra Verde con arredi urbani, bigliodromo e pedane - anche la pedana rialzata per disabili- per raccogliere la frutta


C'è una novità nell'estate bolognese. E c'è pure una news per il bighellonaggio più elegante.  Ah, e c'è anche una parola che non ha a che fare col cibo ma che mi ossessiona da ieri sera. E' successo tutto molto al di là del ponte Matteotti, che è la mia area di riferimento, il mio quartiere nel quartiere. Molto dietro all'uscita Carracci, ben oltre la pista ciclabile che corre senza interruzione, giù in fondo passato l'Arcoveggio. Dopo, dopo. Quando termina la gita nella petite zona industriale dove c'è il Crash. Tutto è accaduto al Ponte della Bionda che sabato ha dato il via alla stagione con un nuovissimo vicino, quel Parco della Frutta con gli alberi di mandorle, gelsi, fichi, prugne e forse altro dove so già che sarà bello andare a fare un picnic!! E che domenica ha presentato il suo show nuovo di zecca dove ho capito che ṡgaramóffla sarà la nuova parola cult del mio vocabolario. Oppure sarà il nome del mio prossimo gatto.

venerdì 19 giugno 2015

Hot spot della piadina: Sauro e Lorella a Valverde di Cesenatico

Sauro, la sua piadina, l'ha pure marchiata

Impossibile resistere al buon cibo. E così, quando l'ultimo triangolino di piadina con già impresso il tuo calco dentale ti scivola sulla sabbia tra i piedi, ti ritrovi a fare come da bambina, quando la Rossana precipitata con una risata nella buca che stavi scavando, veniva raccolta e lavata nell'acqua di mare. Un po' più salata la riponevi sulla lingua e tornava la felicità. Così a quel triangolino ci soffi sopra, qualche granello rimane ma te ne freghi. Stiamo o no parlando di una delle piadine più buone assaggiate in Romagna negli ultimi tempi? Che scoperta Sauro, non gli avrei dato due lire in quella struttura un po' tirata via, così un po' buttasù rispetto ai chioschetti a righine che attirano le Bea naif. E un po' allocca, talvolta.

lunedì 15 giugno 2015

Da Myrtha, giochi di panini, insalate e gourmetterie per la generazione pallet

tanti tavolini da due e un tavolo sociale da Myrtha
Il ritmo è un po' rallentato, ma le sorprese sono ancora più tali quando l'attesa è un po' sofferta. O no? Io la penso così da sempre, ed è per questo forse, che ci metto tantissimo a raggiungere delle mete, che dalle mie parti diventano sempre vette. Cioè, non è che mi sia mai piaciuto ottenere tutto subito. E del resto non sono mai stata pronta per quello stato mentale bramoso che mi mette ansia. Poi sì, impaziente lo sono certamente, ma per altre cose. Invece devo avere il tempo per ragionarci su ai miei desideri. Ponderarli mi ha sempre portato fortuna. E magari, anche chi sta pensando di aprire un nuovo posto in città in questa seconda parte dell'anno, ci sta riflettendo su, perché si arriva notoriamente a quel punto in cui c'è grande affollament ed è meglio fare un passo indietro, sedersi un attimo e ripassare la visione. In troppi hanno deciso di salire sul carro dei vincitori - perché pensavano di essere tali- non proprio preparati ma davvero abbagliati e hanno agito con troppa fretta non arrivando mai dove credevano. O forse non l'avevano immaginato nei minimi particolari? Applicando il magico "come se"? Quindi è vero, meno aperture negli ultimi mesi, ma forse più resistenti. E chissà se sarà così anche per Da Myrtha, una nuova paninoteca gourmet inaugurata da dieci giorni in via de' Toschi, che mi ricorda tante cose. Chi l'ha aperta si è di sicuro guardato attorno e ha capito un po' di cose. Come possiamo fare io e voi. Chi pratica la città sa bene cos'è adesso Bologna: una piattaforma dove non si osa più la grande ristorazione e il grande spazio. Giocare sul piccolo e veloce (panini, insalate, tartare, tapas) ma incartarlo meravigliosamente è l'attitudine di ogni agenda sgamata  Perché insomma, ci saremmo mai immaginati dieci anni fa di andare in una paninoteca e pagare 10 euro per un panino o 20 anni fa 20.000 lire? 

mercoledì 10 giugno 2015

Fiordaliso, caffetteria senza glutine tra primi e pasticcini

ravioli ripieni con ricotta ed erbette

Non so se sia l'effetto di tutti i film che stiamo guardando da una settimana, certo è che non solo io, ma anche le mie amiche, siamo in una certa ossessione con le inchieste. Che poi, se ci penso, lo siamo sempre un po' malate di retroscena. A questo giro, del resto, l'esperienza  necessitava di tante domande, di quella curiosità che ad alcuni dà fastidio e che per altri è una cosa meravigliosa. Tipo al Fiordaliso, il nuovo bar con grande cucina (questo sì che è un ibrido interessante) che ha aperto nella zona del Mercato delle Erbe, dove tutti i prodotti sono senza glutine e, come mi ha rivelato Giovanna dopo il nostro pranzo insieme lunedì scorso, tutto è fatto secondo regola. Come direbbe qualche celebre trasmissione forte nei reportage: la nostra inviata ha fatto un giro per le cucine e ha scoperto che.


lunedì 8 giugno 2015

Come in un film di Tati: Casetta Magli, il menu fisso... sognando Copenhagen




Casetta Magli, indoor

Eccomi tornata a casetta di Bea. La settimana scorsa  ho abitato in buona parte dentro a un paio di cinema di Bologna e la vita è corsa via lenta e ovattata, parallela a quella di tante esistenze che ho seguito sul grande schermo, le molteplici storie del Biografilm. Ho conosciuto anche nuovi registi - il festival è splendido per questo, c'è sempre da imparare- in particolare quel Patricio Guzman che anche inquadrando una poltrona mi commuove. Mi ha ispirata tantissimo il suo cinema documentaristico e chissà che posto prenderanno le sue visioni nella mia vita. Cambieranno ancora una volta il modo di guardare il mondo? Non so, ma anche se così non fosse non fa nulla, son proprio felice di averne incrociata la poesia. E comunque ieri mi son presa una mezza giornata di pausa, perché son tornata in sala solo nel tardo pomeriggio. Dopo un pranzo davvero memorabile. Talmente surreale che ancora sorrido. A Casetta Magli, nella val di Zena, mi sono ritrovata in un film di Tati. Da protagonista.