giovedì 28 aprile 2016

La tradizione che mi piace: Da Me e il tris di baccalà


la Petroniana grande come un piatto e Bea che non riesce a finirla
Capita anche a voi di vivere in uno stesso giorno una cosa molto carina e una molto 
bruttina? A volte lo sento davvero come un leitmotiv periodico della mia vita. Per tanto tempo nulla e poi una serie di episodi in cui perdo delle cose, mi succedono delle cose, assisto impotente a delle cose sgradevoli. I modi del distacco possono essere molteplici e riguardano oggetti cui sono legata. Materiali, certo, ma importanti affettivamente. E così venerdì scorso, dopo aver fatto un'esperienza molto carina, sono arrivata a casa e non avevo più il mio adorato berretto di lana verde melange, me l'aveva regalato mia mamma durante il viaggio a Berlino. Perso, Non so dove né come. Volatilizzato. Ho anche richiamato il ristorante dove mi son data appuntamento con Bea per una nuova avventura gastronomica, ma niente. Al Da Me, così si chiama, non dava segni di presenza. O dovrei dire da "Da me"? Effettivamente il nome crea un po' di confusione, non sai mai se mettere o meno la preposizione, ma confesso che il cibo non lascia dubbi.


martedì 26 aprile 2016

Panini, succhini e il cuoco indie-rock: c'è Olmo vicino al Palasport

c'è curiosità per Olmo


Che lungo weekend di bighellonaggio. Pure Bea è andata un po' via, lei che sta sempre a presidiare la città e preferisce i lunghi viaggi, al mordi e fuggi di quel che resta della settimana dopo i giorni di lavoro. Ma proprio prima di mettermi in viaggio verso la Toscana, dove la mia dieta e la mia esistenza tutta son state messe a dura prova da carnazza e natura, sono andata a curiosare vicino al Mambo - ero passata per l'ultimo caffè eh eh- dove proprio qualche giorno fa ha aperto Olmo. Un posticino di quelli che, mi sento di dire, "ce n'era bisogno" in questa zona della città piena di bar un po' buttasù e davvero poche proposte che inteneriscano cuore e palato.

venerdì 22 aprile 2016

Tette, torri e gelatini: Oggi e come cambia la cartolina da Bologna



il gelato è preparato in vetrina e al piano di sopra ci sono le macchine per la tostatura
Dio esiste e vive a Bruxelles. E ha pessimi gusti musicali visto che si sta divertendo a premere il bottone di espulsione dalla terra al cielo di molti miei e vostri idoli musicali. E se arriverà a Bologna la sua sorte sarà segnata: capiterà nelle peggiori gelaterie del centro storico ma certo, forse nemmeno se ne accorgerà di star mangiando un cono scadente. Perché è abituato così. Come molti turisti che senza una cultura per il buono, si accontentano, facendosi buggerare da immagini plasticose di creme finte al sapor di polverine. "Gelati, gelati, voglio un gelati". Nessuno cerca più i tortellini dunque? A guardare cosa sta succedendo, con le gelaterie che aprono continuamente e molto più delle trattorie, verrebbe da pensare proprio questo. E se molti giovani tornano a vangar la terra, ecco che altri vanno a fare il corso di apprendista conista e poi stage. Questo futuro, davvero presente, ci parla di Oggi, Officina Gelato Gusto Italiano che ha aperto in via Ugo Bassi .

mercoledì 20 aprile 2016

La Romagna antiossidante e la gita alla Granadilla


cocktail Granadilla
Ieri sera sono andata in gita a Faenza. L'occasione? La festa di compleanno di un caro amico che vive un po' tra i monti ma per niente tra le nuvole. 
Con un'allegra comitiva di pazzerelle siamo partiti (c'era anche l'Adorabile) verso le 7 di sera alla volta della Romagna. Immaginate già tutto, lo so: autostrada, cielo primaverile con sole sparato, una luce che ti prende allo stomaco, il tramonto vicino. Che bello. E poi l'arrivo, la camminata accanto al museo delle ceramiche che ancora non aveva fatto buio, l'approdo in una stradina mai visitata prima. Per le 8, insomma, eravamo da Granadilla. Dopo 5 minuti avevo un cocktail in mano e mentre tiravo su con la cannuccia, partiva anche il primo 45 giri sulla fonovaligia di Giovanni.

lunedì 18 aprile 2016

Utopie, crepe e meraviglie: dal fuorisalone alla bici ritrovata vince il riuso


Macao, centro sociale nell'ex macello di Milano in viale Molise, ha ospitato il collettivo Dirty Art Department arrivato dal Sandberg Institute Amsterdam per rigenerarlo: in due settimane il progetto The Wandering School ha ribaltato lo spazio
Ero in giro con le amiche tra mille tentazioni di fuori-design milanese - sabato scorso- quando ricevo un messaggio sul profilo fb del blog. Ciao, non so se tu abbia trovato la bici ma una molto simile era legata all'ingresso dei giardini ieri. In questi giorni me ne sono arrivate alcune di segnalazioni, ma questa di Irene aveva una marcia in più: ad esempio mi confermava che il sellino di Viola era distrutto. Tutto questo l'aveva notato andando in macchina, pensa te. E insomma, che roba, che ansia! Io così lontana e lei forse più vicina che mai. Quindi ho chiamato al telefono l'Adorabile e poi Ivana, che mi sono andati a chiudere con altre catene la bici all'ingresso dei Giardini Margherita. E ieri ho recuperato la mia fedele amica, staccata da quel palo con l'intervento della polizia che - chiamata da me- è arrivata munita di tronchesone per tagliare la catena: con la denuncia in mano ognuno può chiamare le forze dell'ordine se pensa di aver trovato la sua bici. Questa è stata la mia utopia -ritrovare Viola-per una settimana. Nutrita con visioni, sogni, attenzione, coinvolgimento di quante più persone potevo. E incontrare altre utopie, imparare da loro altre modalità di visionarietà è quello che amo fare. Tipo entrare in questo centro sociale nell'ex Macello di Milano e scoprire la meraviglia attraverso le crepe. Che è un po' anche lo stile del momento, no?


venerdì 15 aprile 2016

Il bistrò col giardino intorno: nasce Vetro alle Serre





in una delle serre è nato Vetro: clementine, tanta luce, piante appese, menu scoppiettante e sacrosanta lettura dei quotidiani

Quindi ero rimasta che avevo preso una bici nuova e potevo così ricominciare a sfrecciare allegrona attraverso le storie di Bologna.
Per cui mercoledì mi sono data appuntamento con due amiche - due bighellone gusto classico- nel punto opposto della città, giusto per festeggiare e scoprire la novità di cui anche in provincia si parla. E' arrivato Vetro, il bistrò delle Serre. Impossibile resistere. Ma: meglio andare in perlustrazione durante la settimana, in questo inizio di primavera che rende tutto ancora possibile e vivibile. E magari tornarci a colazione il giorno dopo, per godersi alcuni dettagli unici di cui vi parlerò prossimamente. No, non ho incontrato una famiglia di scoiattoli, ma qualcosa di altrettanto entusiasmante è successo.

mercoledì 13 aprile 2016

Gelatina d'arance amare: ricetta vincente!

marmellata d'arance amare, una delle preparazioni più amate dalle food blogger (perché le foto sono sempre bellissime e poi possiamo utilizzare i barattolini che cerchiamo sui siti stranieri, nei viaggi americani, nelle ferramenta francesi)

Passata è la tempesta, odo augelli far festa. E la bici, tornata sulla via, che ripete il suo percorso. E' arrivata una nuova compagna di scorribande nella mia vita. Viola è naturalmente insostituibile, quanto meno per la sua portata poetica, davvero unica. Però si va avanti e si percorre ancora 1, 10, 1000 volte la pista ciclabile dalla Bolognina al centro, perché Bea mica sta ferma, ci sono così tante avventure da raccontare. Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto, che hanno condiviso la foto e che mi hanno dimostrato affetto :). A loro e a tutte tutti, dedico questa ricettina che è un bell'inno alla primavera e alla gioia. Per me la gelatina d'arance è la gioia visiva e alimentare e con Linda, ieri sera, proprio dopo aver portato a casa la nuova bici, ci siamo messe a pelare, tagliare, spremere e cuocere quelle arance siciliane acquistate dieci giorni fa al Mercato della Terra, che non avevamo ancora avuto il tempo di far finire nei nostri barattoli scovati in giro per il mondo.