lunedì 13 febbraio 2017

Le 5 fioriste più romantiche di Bologna per far sbocciare San Valentino

Fuori dal Mazzo (foto dal profilo fb): anche le fioriste non son più quelle di una volta. E mi piacciono!!!
Buongiorno e buona settimana dell'aMMore a tutte e a tutti.
Vorrei dedicare un post a San Valentino o a San Faustino, scegliete voi, perché festeggiare l'amore è un dovere. Amare, se stessi innanzitutto, poi gli altri, alcalinizza il mondo ed è uno stato esistenziale benefico e salutare. L'acidità la possiamo scorgere su visi forse un tempo sereni, anche se sappiamo andare oltre e immaginare come sarebbero le persone senza quella patina che distorce. Amate tanto e fatelo anche con un gesto. Per me il più bello - e in questo caso lo ritengo un'opera di benefica- è regalare un mazzo di fiori a chi volete bene. Bisognerebbe farlo spesso, ma, essendo una composizione floreale certamente un lusso, approfittatene domani. Farlo tutti insieme, poi, secondo me alzerà il livello di felicità dell'universo. Io amerei ricevere dei fiori. E mi spingo anche più in là: non le solite rose rosse, maschietti cari (per le signorine che regaleranno bouquet non mi sento di consigliare, mi fido!), non temete di osare cambiando stile. Tulipani, ranuncoli, viburni, fiori di pesco, ortensie, papaveri, magari rose e erbe aromatiche. Sappiate che le vostre donzelle non son più quelle di 30 anni fa e nemmeno i negozi di fiori lo sono. Chi li governa, tra l'altro, non si chiama più fioraia o fioraio, oggi il mondo ama la parola fiorista. E quando entrerete nei loro "covi" capirete la differenza: tra fiori, vasetti irresistibili, catini di zinco, rotoli di spago colorato, bigliettini origami, oggetti speciali, abiti e candele, vi prego, fatevi consigliare e vedrete che gli occhi dell'amata brilleranno. Ecco perché ve ne consiglio 5 proprio tanto speciali e romanticissimi.

venerdì 10 febbraio 2017

Come si mangia da Camera con vista? Dopo il decor, il gusto e il servizio.

una Bea orientalista per questa occasione di pranzo


Non è che in questo post mancherò l'occasione di pubblicare altre foto del Camera con vista. E' la prima sorpresa intrigante del 2017 e se anche voi amate far foto, qui non riuscirete a risparmiare il ditino, perché ci son troppi dettagli belli e vorrete trattenerli tutti. Però è anche vero che in un posto del cibo, proprio questo bisogna assaggiare e valutare, per dare un peso a una nuova impresa gastronomica in una città dove, al momento, non si fa che inciampare ad ogni angolo in bistrò (la definizione più amata), ristoranti, bar, osterie, enoteche e trattorie "gourmet" (la più forzata).

giovedì 2 febbraio 2017

Come cambia piazza Santo Stefano: dopo Camera con vista arriva Vitale Agricola

un nuovo bancone spunterà in piazza Santo Stefano


Non ho fatto in tempo a vedere il bel portone di Camera con vista spalancarsi la settimana scorsa per mostrarmi il fascino del suo contenuto e farmi intendere che la bellezza di caffè e bistrò, su piazza Santo Stefano, è ancora possibile, che qualche giorno fa ha attirato la mia attenzione un'altra serranda, al momento alzata su un bel lavoro in corso. Mi ha subito colpita il bancone con le pitture oro e verde, sovrastato da un giardino verticale di filodendri, pothos e affini. Sembra un quadro se ci passate davanti, sotto al portico, accanto al mitico barbiere Gino. E presto potrete varcare la soglia di questo nuovo locale che nobilita la piazza.

martedì 31 gennaio 2017

Giri artistici e veloci mangiarini: se l'opera è d'asporto e la location cena gourmet

L'Asporto, via Oberdan


Com'è andata la vostra Arte Fiera? La mia un vortice, ma ogni anno è così e forse, se non lo fosse, ne sentirei la mancanza. Tante cose da fare, decisioni da prendere, notizie da cacciare, arte intrigante da annusare soprattutto per le vie della città, all'insegna di Art City. E poco tempo per mangiare comodamente seduta. In questi casi, quando la fretta è compagna di viaggio, ad aiutarci arrivano posticini take away. Anzi, come si diceva e ancora si dovrebbe dire perché il termine esiste, d'"asporto". Come la piccola bottega che io e Linda abbiamo visitato la scorsa settimana, proprio mentre esplodeva in città la frenesia dell'arte. Asporto è una vetrina ripiena di mangiarini e macchinari in via Oberdan, proprio davanti al cancello che porta dentro alla galleria di Feltrinelli. E' un inno alla bolognesità ed è esattamente quello che cercavamo per mangiare in fretta e andare a scoprire quello che poi è diventato un posto da copertina di Apranzoconbea venerdì. Ma se nel gastromondo coesistono un livello di pranzi o cene d'asporto e un altro di riti gourmet - cui ci siamo abituati- nel mondo dell'arte, basso e alto livello d'emozione, bellezza e originalità sono due parametri comuni per valutare un'opera. Ma oggi, più che mai - e soprattutto dopo questa Art City 2017- mi pare che i referenti siano divenuti contenuti e contenitori. Le location battono l'arte uno a zero. E questi bei luoghi vale la pena citarli, per una gita nella bellezza architettonica di Bologna.

venerdì 27 gennaio 2017

Camera con vista su piazza Santo Stefano: sarà il locale 2017 di Bologna?

il salottino siriano per un drink e qualche canapè

Benvenuti alla settimana dell'arte, quando Bologna diventa un palcoscenico per dipinti, video-installazioni, sculture, disegno, fotografia, documentari artistici (tenete monitorata la scena) e, da un po', design. Come usa a Art Basel Miami, madre di tutte le tendenze. Che, ad esempio, una fiera come SetUp, la collaterale indipendente della più istituzionale Arte Fiera, sa benissimo cogliere, di anno in anno. Quando arriva questo momento di gennaio, tra la penultima e l'ultima settimana, io so che inizierò a correre, di qua e di là, per testimoniare e raccontare dalle pagine del mio giornale, il Resto del Carlino, quello che succede. Ma contemporaneamente, non dimentico la mia seconda identità di foodie che, con naturalezza, inciampa in notizie strepitose, anche grazie alle amiche attente e curiose (di solito modelle e sovente investigatrici), le mie corrispondenti. Che, bighellonando come me, si lasciano trasportare dal profumo delle novità. Quelle giuste. E così, Linda mi raccontò di un portone semi aperto, che lasciava intravedere un sogno esotico di marmi, ottoni, velluti e vetro. Benvenuti a Camera con vista, dalla prossima settimana la vostra nuova ossessione.

giovedì 26 gennaio 2017

Una gita a Ferrara, tagliolini ai ricci di Buriani e il furioso Orlando



andare prima di sabato a Palazzo dei Diamanti sarà il colpaccio, altrimenti prenotate online il vostro biglietto un giorno prima per non fare la fila

Non so voi, ma quando a me qualcuno di passaggio a Bologna chiede quale altra città dell'Emilia Romagna vale la pena di visitare, mi vengono subito in mente i mosaici di Ravenna. Però poi consiglio sempre Ferrara. E' un amore antico il mio, fin da quando ragazzina prendevo il treno per andare a Palazzo Schifanoia a studiare gli affreschi dedicati ai mesi e ai segni zodiacali, preparandomi per la tesina di terza media. Camminare per le strade del centro, a fianco del portico della cattedrale costellato di botteghe che ti regalano un vero e forte viaggio nel tempo, lungo il Corso Ercole I d'Este o sulla via Scandiana, sono esperienze metafisiche, perché Ferrara è proprio così, spesso su un'altra dimensione. Se poi ci andate in questi giorni, prima che finisca la mostra sui 500 anni dell'Orlando Furioso e su "cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi" (fino al 29 gennaio) al Palazzo dei Diamanti, la vostra passeggiata sarà sospesa e ancor più magica se costellata da qualche rito frivolo.

lunedì 23 gennaio 2017

I migliori aperitivi a Bologna per riprendervi da Arte Fiera: le guide di Bea


al Lokura, che fino a qualche tempo fa si è chiamato Oriani 38 (via e numero civico), si mangia sushi con influssi brasiliani (San Paolo è la città al mondo con più giapponesi dopo Tokio, non stupiamoci) e dalle 22,30 è cocktail time anche al bancone "monumentale".


Dopo un po' di settimane all'insegna del letargo e del bighellonismo intenso, inframezzate solo dal lavoro che mi permette di foraggiare letargo e bighellonismo, ritorno sulle scene del foodclubbing con la mia classica guida ai bar in occasione di Arte Fiera. Perché forse ancora non ve ne siete accorti, ma questa è la settimana del delirio e, ognuno a ritmo suo, correrà dietro a mostre, eventi, effimero, blablabla', affari e sbullonamenti vari - perché no- e notizie. Quelle mi piacciono tanto. E insomma, come ogni anno ci stancheremo e la sera - notte bianca dell'arte a parte- non avremo voglia di fare molto altro, se non di bere qualcosa stese su una poltrona con le scarpe da presenzialista buttate in un angolo e le francesine o dansko estratte dalla borsa. A questo punto ci vuole un bel cocktail o un bicchiere di vino per stemperare la frenesia ed essere pronte, la mattina seguente, a riprendere il filo della follia.