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L'onda romagnola che invade la città con birra, bio e grandi chef: arriva anche Piergiorgio Parini

Da un po' di tempo ho deciso di stare a guardare quello che succede nella mia città dove 10 anni fa pensai di lanciare apranzoconbea. Se un tempo era necessario registrare tutto il nuovo che apriva, per non perdersi nemmeno un momento della rivoluzione gastronomica che in altre città avevo guardato con gli occhi a cuore, oggi la situazione si è fortemente capovolta. Ormai guardo con sospetto ogni nuova apertura, perché l'esperienza decennale (a questo punto posso usare compiaciuta questa frase fatta, perché è vera) mi ha rivelato che un'alta percentuale delle attività che aprono, dopo un anno non ci sono più. E sapete una cosa? Non chiudono perché vanno male, ma perché chi le ha aperte si è stancato, non ce la fa più. I ritmi della cucina e della ristorazione sono massacranti e ci vuole un fisico bestiale per star dietro a tutto e al contempo godersi vanitosamente i risultati. Oppure le aperture e le chiusure si susseguono, perché arrivano nuovi compratori e la catena del …

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