lunedì 5 dicembre 2016

Aperture, chiusure, flop e speculazioni: la firenzizzazione di Bologna e il turismo che è la nuova fiera


Le fettone di parmigiano son pepite in via Pescherie Vecchie


Uscivo dalla cena con gli Apostoli della tagliatella qualche sera fa e solo qualche ora prima ero stata a insegnare cose di blog e giornalismo al corso professionale per chef vegetariani e vegani ideato da Pina Siotto all'Iscom. Due situazioni agli antipodi che parlano di una bella dialettica alla bolognese condita di germogli e ragù ma nutrita da un comune denominatore: l'impegno, la cura, la passione. E mentre camminavo riflettevo sul fatto che queste tre parole sono tralasciate volontariamente dal vocabolario dei nuovi gastro-imprenditori: gli affari vanno comunque e non ce n'è bisogno. Bologna è gonfia di bistrò e trattorie gourmet (più una sfilza di neologismi che ti vanno immediatamente di traverso) perché tanto un pubblico c'è e non è particolarmente interessata a impegnarsi e a pensare al di là dei sei mesi, per dire. Si aprono posti del cibo un po' come un tempo si aprivano boutique, passatempi anti-noia di signore o signori con gruzzolo o risparmi di una vita. Tra un anno, poi, si vedrà. L'importante è adesso, applicando per la prima volta quel qui e ora che non è mai stato così tanto praticato.

giovedì 1 dicembre 2016

3 vasetti di akadama, 7 di torba bionda e mezzo di pomice + muschio, kokedama è il nuovo impastare

fittonia kokedama, è la svolta green della Bolognina


Vi ricordate la scorsa settimana? Avevo pubblicato questo post, così, per distrarmi dall'invasione di locali inutili che stanno aprendo a Bologna sull'onda della città del cibo sazia e disperata (adoro questa citazione). Davo qualche suggerimento su piante che starebbero bene nei locali, visto che adesso, se hai un locale e non ci metti del verde studiato sei "fuorissimo". La mia cover era dedicata alla kokedama, che in italiano significa "palla di muschio" o "perla di muschio", e che per dirla in maniera più semplice è un "bonsai volant", una pianta senza vaso. Scoperta un anno fa a Portland in un bellissimo vivaio/negozio sulla Mississippi, il Pistil's Nursery, da 12 mesi, mentre facevo la mia vita, il pensiero tornava a lei, come succede quando pensiamo a un amore lontano ma dobbiamo concentrarci sul presente. Quella foto era la rappresentazione di un desiderio, un sogno che qualcuno ha intercettato e ha reso realtà. E quindi il mitico Floralista, l'uomo dei fiori, al secolo Miguel Carrasco, mi ha lanciato la "palla" kokedamica e io l'ho presa al volo, mettendo in scena lo scorso lunedì la svolta green della Bolognina, il Club des Pirottines versione pollice verde col primo plant cooking show dedicato a questa architettura floreale japponese. Che è come fare una ricetta, seguendo le istruzioni e procurandoci gli ingredienti.

martedì 29 novembre 2016

Sicilyn: la cuoca giapponese col cuore in Sicilia tra cous cous e onighiri



bagel con gamberi e onighiri al salmone come antipasto


Lo sapevate che c'è chi nasce "rana" e chi "stile libero"? Io l'ho scoperto venerdì scorso, mentre mangiavo un bagel con gamberi al parmigiano, mozzarella di bufala, mandorle, crema di rucola, pistacchio e pomodori secchi col mio amico Mauro, conosciuto al mondo della musica elettronica come Wawashi dj o il 50% di Hard Ton. Proprio la scorsa settimana,  un giorno di pura estate di San Martino, ho fatto un bel giro in bici approdando nel vicinato di San Vitale, subito fuori porta, dove lui vive. Era appena tornato da Bucarest e sarebbe andato a pranzo, come spesso fa, da Sicilyn, quella strana creatura gourmettosa tra Sicilia e Giappone spuntata qualche mese fa in via Massarenti dalla passione di una cuoca con le radici nel Sol Levante e il cuore innamorato della Sicilia. 

venerdì 25 novembre 2016

Tornano anche le locande: il senso di Amerigo per l'ospitalità

foliage
La rete che mi ha presa al volo mentre volteggiavo come una farfalletta tra le novità cittadine di novembre è stata Tartófla. Maneggiata con leggerezza per il primo anno - in cui è diventata tale, con una parola in dialetto per definire la nascita del festival sulle ceneri della sagra- dal suo capitano Bruno Damini, che ha imparato a sedurre i funghi che paiono tuberi dopo aver conquistato il mondo della cucina col suo istinto gourmet. E quindi lo scorso weekend, io, urbana orto-dossa, sono salita in Valsamoggia. Strappata alla mia bici ho cavalcato le valli con la fedele Seicento (perché: o la bici o l'auto) per approdare in questo borgo mai prima visitato. Ebbene sì, ci sono bolognesi come me che non sono mai state in quei posti che i bolognesi per lo più adorano. Ma, voi che mi leggete da tanti anni, sapete come la penso su certi luoghi comuni. E vi sorprenderà perché lentamente li sto scardinando. Arrivare a Savigno è stato come spalancare le porte di un sogno. Sapete quell'atmosfera onirica un po' "fluffy" che rende tutto ovattato? Beh, quella è la culla della nebbia che non ho mai amato tanto nella mia vita. Secondo me anche lei non è più quella di una volta. E' più leggiadra, sfumata, nuance infinite e, in questa gita, tenuta a bada dal vento che la spingeva verso il basso. Che fiaba, ho pensato. Ma era tutto reale. E profumatissimo.


lunedì 21 novembre 2016

Il container cafè nel negozio second hand: pro e contro di uno stile

il container bar di Cose d'Altre Case in via della Beverara 10


"What is and what should never be".... mentre entro nel primo container bar di Bologna, che in questo caso è un fatto bello e non di emergenza, mi viene da canticchiare questo pezzo dei Led Zeppelin. Mi guardo con Veronica, che è appena arrivata da New York e ha ancora stelleestrisce negli occhi, e le nostre facce abbracciano un morphing a punto interrogativo. Volevo farle vedere una novità che nemmeno nella Grande Mela... e invece eccoci lì dubbiose, tra un sorriso al lampadario a gocce e un sospiro scoraggiato alle tovagliette di carta e al vassoio di un noto marchio di gelati. Da fuori il Container cafè di Cose d'altre case è un'idea meravigliosa, come entusiasmante è la possibilità di utilizzare un arredamento vintage e second hand già presente in negozio per l'interior. Ma le cose non sono andate esattamente come credevo. 

venerdì 18 novembre 2016

Il Banco del Vino is back! E ora si può prenotare.

com'è profonda la parete blu petrolio

E' venerdì. E come il famoso cane di Pavlov (che non citavo da un po' di anni) venerdì, sabato e domenica, ovvero il trittico weekend, scatta l'associazione con la spensieratezza e...la pizza! Tutta la manfrina di me che non amo moltissimo la pizza ma da quando sono arrivate in città alcune pizzerie light la mangio più volentieri, ve l'ho fatta brevissima e comunque i post sul blog -che tra un mesetto compie 8 anni- si sprecano. A questo proposito, arrestando per un attimo la mia già nota noia su tutto quel che di inutile apre a Bologna come se non ci fosse un passato, vi racconto del ritorno sulla scena del Banco del Vino, che, dopo più di un anno di assenza dalla città (anche due, se pensiamo al periodo giapponese) ha aperto in via Goito e adesso si può anche prenotare.

mercoledì 16 novembre 2016

Gli spaghetti alla bolognese esistono e anche a Bologna ognuno li fa come crede

uno spaghetto Carla Latini alla bolognese con ragù preparato secondo la ricetta depositata alla camera di commercio: Adesso Pasta in piazza IV Novembre l'ha messo in menu con "minced beef and pork, celery, carrot, onion, tomato sauce" in tre misure: small 9 euro, medium 13 euro e large 18 euro

Non mangio carne da trent'anni, i miei spaghetti preferiti sono quelli al pomodoro, ma questa interminabile discussione sugli spaghetti alla bolognese mi affascina. Perché in città, qualcuno se ne sta accorgendo, qualcun altro no, è già #dibattito da anni verso la creazione di un brand che porterà molto alla nostra città. Però da un po' di mesi la faccenda s'infittisce e si passa al contrattacco con pensamenti felici. Da una parte c'è chi non sopporta l'idea di codificare un "bolonaise" per far bene al turismo, dall'altra invece chi trova la ricetta bistrattata un'opportunità servita su un piatto d'argento. E' tempo di bei brain storming sotto il cielo di Bologna, non si parla d'altro. E c'è pure chi, proprio per strizzare l'occhio ai "visitors" e farli contenti, ha inserito il piatto in menu. Ma sappiamo poi veramente cosa sia uno spaghetto alla bolognese?