venerdì 24 ottobre 2014

Un calice per il weekend: 5 enoteche per brindisi bighelloni

un bicchiere di vino con un crostino (gourmet), la felicità


Mi capita ogni tanto di avere amici che arrivano a Bologna e che mi chiedano posti dove andare a bere e a mangiare. Ma spessissimo mi capita pure di ricevere sms-sos di amiche o amici bolognesi che mi domandano un posto last minute per un buon bicchiere di vino e due chiacchiere. "Fatti una vita, Bea!" è la frase che sento sussurrarmi all'orecchio da una voce che sa di sabbia e brezza marina. Ovvero: come fai ad essere sempre lì disponibile per dare una risposta? Hai ragione voce del vento, sono un po' stanchina.  Meglio che faccia una top 5 beona&bighellona che poi uno si stampa e se l'attacca al muro per i last minute. Troppo poco 5 indirizzi per Bologna? Credo di no, perché poi so come va a finire: se gliene dai troppi finisce che li mandi in confusione gli amici, soprattutto quelli stranieri. Se invece ne battezzi 5, sceglieranno per la descrizione e la zona, semmai. E se uno è troppo pieno, andranno poi all'altro. Che navigar gli è dolce in questo mare. E poi a me le enoteche o vinerie - che adesso è tornata di moda questa parola che sa di eredità canaglia- piacciono piccine e mi piace stare in prima fila. Un po' come i club. Buon weekend!

mercoledì 22 ottobre 2014

Al bar con Bea: cocktail vodka, falernum e cardamomo di Charles Flamminio



il cocktail innamorato della violetta e le mitiche cannucce da circo all'inizio dell'anno scolastico del Club des Pirottines, scuola di cucina e di amicizia gratuita e partecipativa
E pensare che fino a nove anni fa non toccavo alcol. Poi si cambia. Mia mamma mi ripete sempre che ogni 10 anni si cambia. E poi la vita prende una piega strana e lentamente si scivola prima in una birra, poi nella bottiglia di vino e infine in una serata di cocktail. E si sta bene e vedi che il fisico tiene comunque perché l'hai trattato dolcemente e negli anni Novanta sei stata una delle poche ad andare ai party elettronici e a ricordarti tutto la mattina dopo. Poi, non soddisfatta di bere solo e non sapere, medito tutta l'estate un modo per fare entrare i cocktail al Club des Pirottines e far ubriacare le ragazze e i pochi signorini in nome del sapere. Ma non so bene chi chiamare. Certo, ci sono alcuni posti notevoli dove darsi all'oblìo a Bologna, ma non conosco intimamente i barman. Finché non mi arriva la Cucinopertescemo con un post da urlo che racconta una sua scorribanda estiva, e penso che è arrivato il nostro uomo. Benvenuto nel club Charles Flamminio, tu e i tuoi bicchieri, la vodka, i nastrini, i ciappettini, gli zuccherini, le cannuccine da circo, i fiorellini e le mille pozioni, miscele, sciroppi che prepari nella tua casetta o che vai a scovare in giro per il mondo. E dimenticavo il lanciafiamme da creme brulè e la tua bella cultura ad alta gradazione. Io, dell'ultimo Club des Pirottines lo scorso lunedì, ricordo un gran casino, la musica, un ultimo dell'anno ballato in anticipo, che così siamo anche già a posto e al 31 dicembre ci arrivo più serena. E poi la ricetta di un cocktail delizioso che sono riuscita a portarmi a casa…perché tu mostri, parli, spieghi, racconti e fai sorseggiare… però non so perché, alla fine, la mattina dopo, non mi rimangono che paillettes di sensazioni. 

lunedì 20 ottobre 2014

I passatelli anche per vegetariani da Giampi e Ciccio

Giampi e Ciccio
Con questa arietta frizzantina e al contempo calda, non è difficile, anche qui dalla Bolognina, percorrere con la mente la bella via Santo Stefano coi suoi palazzi rosso bolognese e quella luce rarefatta che mi conquista sempre. Non è che sia un ricordo lontano, è visione di qualche giorno fa, di mesi e di un'estate passata a cercare un ristorante carino dove pranzare, quando tutto o quasi era chiuso. E niente, in questi giorni, con questo clima, Giampi e Ciccio è un posticino perfetto per pranzare insieme a un'amica e godere di una buona cucina, di una gentilezza tutta felsinea e di un passaggio umano sotto al portico che porta sempre vivacità alla discussione.

venerdì 17 ottobre 2014

Il gastro-decor in 5 mosse autunno/inverno 2014-2015


ci piacciono ancora i lampadari industriali? Sì, basta che siano a tre a tre

Questa settimana è volata. Ed è stata una ventata di freschezza. Lunedì è arrivato a Bologna un mixologista eccezionale come Charles Flamminio, per insegnare al Club des Pirottines a fare i cocktail. Martedì sono andata a Bergamo a ritirare un premio come "Reporter del gusto" per un articolo scritto lo scorso anno e mercoledì, già che c'ero, ho fatto un giretto a Milano con la missione di curiosare un po' e annusare quel che succede lì. Ritorno in città ieri e belle ispirazioni che girano nella mente. Così mi viene voglia di fare una piccola chart in 5 punti per rinfrescare un po' l'archivio del gastro-decor: non credete anche voi che sarebbe bella una rivista di design con una rubrica dedicata all'allestimento dei posti del cibo? Ormai le case son superate. Eh sì, on cose belle, buon weekend!

lunedì 13 ottobre 2014

Girotondo Goloso o pane alici burro all'Enoteca Faccioli

pranzo all'Enoteca Storica Faccioli un giovedì della settimana… con l'ottobre che ci tocca sedersi fuori è un gran piacere

Capisco che la notizia, parlando di questo piccolo sito gastronomico del centro, non sia quella di panini vegetariani. Perché se date un'occhiata al menu, capite subito che la presenza del panino con Mortadella Pasquini è di per sé un alert gourmet da notizia. O che la terrina di carne d'oca alla senape è un piatto raro in città e che quindi può essere il richiamo per approfondire abbinamenti enologici sorprendenti. Ma nella mia ricerca di allineamento e condivisione senza carne di quei posti tradizionali dove pure io "diversa" ho voglia di andare, ecco che questa segnalazione fa la differenza. E un panino come il GG, ovvero il "Girotondo Goloso" di Aurora Mazzucchelli, può essere l'occasione giusta.

venerdì 10 ottobre 2014

Cassata ai fichi, mandorle e caramello al rosmarino una domenica al Marè



si mangia ancora sulla terrazza vista spiaggia e onde al Marè

Quanto ne ho parlato del Marè? Forse quest'estate sul blog non tanto, ma in altre occasioni - cartacee- ne ho scritto in varie salse. Quello di oggi, profumata di pesce fritto e poi fichi e mandorle… mi sembra invece un contesto molto calzante per la mia casetta digitale, dove un tempo annotavo ricette, anche di ristoranti, anche di amici, anche mie. E credo che dovrei tornare a farlo. A pubblicare quelle combinazioni gastronomiche particolarmente suggestive che sono assolutamente da condividere. Sempre che io riesca a cucinare qualcosa di memorabile e che lo chef o la chef di turno abbiano voglia di rivelare i propri segreti, sia chiaro. Così, per ricordare la prima domenica di ottobre, bella quanto e forse più dell'ultima di luglio, con la gente ancora stesa al sole, rilassata in terrazza, a piedi nudi sulla sabbia, decido di scrivere al Marè in persona, per avere la ricetta della favolosa Cassata ai fichi, mandorle e caramello al rosmarino che io e l'Adorabile, curiosi e goduriosi, ci siamo divorati tra un paio di mmm (lui) e una serie di ohhhhh (io), dopo aver deliziato il palato con una frittura di pesciolini (che qui è da urlo) e un piatto di porcini fritti con pop corn caramellati alle erbe.


mercoledì 8 ottobre 2014

Appetizer mediterranei e cocktail intriganti, conoscete il Crudité?

Cruditè, così visibile, così nascosto

Questo posto è della serie: il segreto stupendo meglio custodito della città. Ovvero: è proprio in piazza San Francesco Malpighi, quante volte ci si passa davanti ogni giorno? E io, forse come qualcuno di voi, mi ripeto sempre…guarda lì, un posto nuovo. Oppure: ma dai, non c'è più il Sushi Bar? Che poi il ristorante giapponese ha chiuso chissà quanti anni fa, e dopo c'è stato anche qualcosa che non so e che forse non mi aveva mai attirata. E' sempre un po' così quando chiudono dei posti memorabili, lasciano una presenza pesante. E il Sushi, per me, lo era stato. Ci avevo anche fatto la dj un paio di volte, nella mia vita precedente. Poi un mese fa, una sera appena tornata da Pantelleria, con l'Adorabile avevamo mangiato una cosina veloce, ripromettendoci di tornare. E infine, venerdì scorso, complice una prenotazione senza successo in un altro posto per chiacchiere alcoliche con alcuni amici,  (e anche un'amica che ultimamente mi chiedeva perché non ne avessi mai scritto) abbiamo deciso di prenotare qui, al Crudité. E dopo due ore di cocktail e tapas deliziose e dopo il weekend consumato tra suoni elettronici, e dopo altre varie emozioni ed esperienze fondamentali o inutili, sono ancora qui che mi chiedo: com'è possibile che in un venerdì sera, un posto così valido sia praticamente vuoto. Io ci ho già messo il simbolino dei posti del cuore, siete avvertiti.